Danceability, perchè tutti possono viaggiare sulle ali della danza

In SOCIALE by Catiuscia Polzella Comments

Quando si pensa alla danza, la mente umana si proietta quasi automaticamente verso un concetto classico che esclude a priori moltissime persone, in particolare i disabili, i quali non sono in possesso delle capacità e condizioni ritenute indispensabili per praticare questo tipo di attività. Tale pregiudizio è limitante per chi ha dei problemi ed impedisce loro sia di fare esperienze sociali, emozionali e fisiche forti, sia di sviluppare una propria espressione artistica.

E’ da questa riflessione che nasce Danceability, una tecnica di danza che si rivolge a tutte le persone, con o senza disabilità, nata negli anni ’90 da Alito Alessi, danzatore di Contact Improvisation e coreografo. Il suo scopo è quello di rendere accessibile il linguaggio della danza a tutte le persone interessate, senza preclusioni di età, di esperienza o di condizione fisica e mentale. L’incontro tra differenti abilità è la sua prerogativa; tutti possono fare nuove e diverse esperienze delle proprie abilità (o disabilità) nel muoversi con gli altri, andando oltre i limiti a cui si è abituati.

E’ un metodo basato sull’improvvisazione (contact improvisation) che permette a tutte le persone diversamente abili e non, di mettersi in relazione per poter danzare insieme. E’ una ricerca, che parte dall’ascolto per arrivare all’azione, dall’Io all’altro. Ritrovare il piacere di muoversi seguendo i propri tempi e desideri, allenando la mente alla concentrazione e alla consapevolezza delle proprie sensazioni corporee, sviluppando così intuito e creatività.  È un metodo a tutti gli effetti  inclusivo: i partecipanti sono infatti coinvolti in un percorso creativo comune, nel pieno rispetto delle differenze. Tutto l’apprendimento è bidirezionale, non è rivolto solo ai diversamente abili, è una pratica che consente di migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri, comunicare e socializzare tra le differenze che sono sinonimo di unicità.

http://www.orienteoccidente.it/it/cid/programma/danceability_4500_ida/

Tra le persone, dunque, si sviluppo un dialogo fisico in cui tutti i sensi sono coinvolti: partendo sempre dall’improvvisazione, si danza, cercando di vivere costantemente l’attimo presente. Si lasciano andare i corpi, in modo che comunichino ciò che hanno da comunicare, senza limitazioni estetiche, senza paure di non essere in grado di fare o di sentirsi inadeguati. Non ci sono imposizioni, tempi da rispettare o obblighi d’assolvere, se non quello di rispettare se stessi ed il proprio corpo.

http://www.bottegabaltazar.it/danceability-con-lassociazione-ottavo-giorno-onlus-di-padova

Sono questi i motivi che hanno fatto della Danceability una pratica conosciuta in tutto il mondo. Anche in Italia sono molti i corsi attivi attraverso seminari ed incontri periodici organizzati da alcune Associazioni artistico-culturali, come Il Cortile di Rho, Ottavo Giorno di Padova, Rotelle Attive di Prato, Movimento danza di Napoli. 

In un mondo in cui la comunicazione è sempre più difficile, la musica e la danza diventano le soluzioni volte ad abbattere le barriere e a non sentirsi mai da soli.