Dal chicco alla tazzina: i segreti di un caffè di qualità

In CUCINA by redazioneLeave a Comment

Bere caffè in Italia è considerato un vero e proprio rito. Bere del buon caffè di prima mattina è essenziale per l’80% degli italiani; che sia esso veloce davanti ad un bancone di un bar o più comodamente gustato al tavolo, o ancor di più tra le mura della propria casa, è comunque il modo giusto da cui partire per cominciare al meglio la giornata. 

Ma di buon caffè, di quelli che ti incantano e ti rapiscono dal profumo che emanano prima ancora che dal sapore, sono rimasti in pochi. I caffè di qualità italiani, quelli dall’aroma inconfondibile e dal gusto deciso, sono considerati delle vere e proprie eccellenze.

Le migliori materie prime e i metodi di torrefazione.

La qualità del prodotto finito è sempre conseguenza delle scelte delle materie prime utilizzate per la produzione; spesso però anche la scelta di una qualità pregiata può non bastare, infatti anche il processo con cui un prodotto viene realizzato può influenzare il risultato finale. 

Di fatto, tra le varietà più ricercate al mondo c’è senz’altro il caffè arabica che, oltre ad essere tra le quattro specie più pregiate, è anche quella più utilizzata. È quindi evidente che è il processo di produzione che fa sì che ci siano differenze tra due tipi di caffè entrambi prodotti da caffè arabica.

Prima ancora di arrivare in produzione, il chicco di caffè può essere raccolto e trasportato in diversi modi, questi primi passaggi possono sembrare banali ma la scelta giusta risulta essere necessaria per ottenere un prodotto di qualità. 

Il caffè una volta raccolto viene trasportato in sacchi di juta, in quanto il chicco ancora ricco di umidità necessita di una buona circolazione d’aria. Una volta arrivato all’interno dello stabilimento di torrefazione, attraverso varie fasi il chicco di caffè è sottoposto a tostatura: questa fase del processo fa sì che il chicco perde di umidità, diventa così scuro e friabile. 

Il tempo e la temperatura a cui è sottoposto il chicco di caffè durante la tostatura sono dei valori importantissimi per conservarne l’aroma, tant’è che ogni azienda produttrice conserva segretamente i propri. 

Come riconoscere un caffè di qualità a prima vista.

A prima vista è possibile scoprire se ci hanno servito un buon caffè o magari uno scadente, insomma uno di quelli che non vale la pena assaggiare per non rovinarti la giornata. 

Ad esempio se all’interno della tazzina che abbiamo davanti c’è un caffè da un aroma deciso, intenso, floreale e con una schiuma non troppo scura e nemmeno troppo corposa in superficie allora siamo di fronte ad un ottimo caffè. Al contrario, se dal solo profumo avvertiamo quello strano odore di bruciato e nella tazzina la schiuma non attacca la parete o ancor peggio non è proprio presente, allora siamo di fronte ad un caffè pessimo, decisamente da evitare.

Il mercato del caffè non è un mercato semplice; c’è una notevole varietà di clientela da accontentare, in quanto non a tutti piace bere lo stesso caffè: c’è chi lo preferisce decaffeinato, chi più intenso e così via, ma senz’altro a tutti piace gustare un caffè di qualità.