Da oggi la Sardegna è in “zona bianca”

La “zona bianca”: ognuno di noi la agogna. Probabilmente perché è il sinonimo di un ritorno alla normalità. Quella normalità che da oramai un anno a questa parte è completamente cambiata.

Come funziona

Istituita dall’ex governo Conte lo scorso 13 gennaio, è la fascia più bassa a rischio Covid. E’ possibile nelle Regioni dove l’Rt è inferiore a 1 e si verificano meno di 50 casi ogni 100mila abitanti per almeno tre settimane consecutive. In quest’area non c’è coprifuoco. Ristoranti, cinema, palestre e musei possono riaprire a orario pieno. Un ritorno alla normalità dicevamo. L’uso obbligatorio delle mascherine permane. Ma per andare in giro senza, probabilmente dovrà passare ancora molto tempo.

Fiere e discoteche

Dpcm, fiere, congressi e discoteche restano invece chiuse anche in zona bianca. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

La Sardegna è la prima regione italiana in zona bianca

Da oggi la regione Sardegna è la prima regione italiana a passare in zona bianca. Christian Solinas, presidente della regione, dato anche il nuovo rischio causato dalle varianti Covid, ha deciso che non sarà un “libera tutti”.  Tre Comuni nella zona di San Teodoro restano in zona rossa, con lock-down circoscritti disposti dai primi cittadini. “Stiamo intravedendo la luce in fondo al tunnel, finalmente bar, locali e ristoranti potranno accogliere i clienti anche la sera“,ha dichiarato Nicola Murru, direttore di Confesercenti Cagliari, che pronostica:Avremo un’impennata di consumi nei ristoranti, bar e pizzerie, perché le persone hanno voglia di andare a mangiare fuori la sera“.  Per il presidente della Regione, Christian Solinas, la zona bianca è “un grande risultato ottenuto grazie all’impegno di tutti i cittadini sardi … un punto di partenza piuttosto che di arrivo: non rappresenta certamente un invito al ‘liberi tutti’, alla mitigazione delle precauzioni e delle norme di sicurezza“.

Gli sforzi non dovranno essere vani

Nonostante l’entusiasmo e la felicità dei cittadini sardi e di coloro che finalmente potranno riaprire le porte dei propri locali senza restrizioni, la preoccupazione per un passo indietro è molta. La Regione sta pensando di predisporre controlli sanitari per coloro che entreranno in Sardegna. Gli aeroporti saranno dotati di Hub e sicuramente il tampone dovrà essere ripetuto dopo qualche giorno da quello d’arrivo. L’attenzione è alta, e le speranze di rimanere ad una vita normale è certamente altrettanta.

Ci auguriamo che ogni regione dello stivale possa presto far compagnia alla Sardegna in zona bianca.

 

 



Sharon Santarelli