Covid 19: le maschere per lo snorkeling diventano respiratori

Avete presente quelle assurde maschere da mare, vendute da una famosissima catena di negozi di sport francese, quelle che “promettono” una visione ampia del fondale mandarino? Quelle senza boccaglio, che ti infili e sembri un incrocio tra un extraterrestre e qualcuno che le ferie al mare le ha agognate così tanto da spendere 30 Euro per un oggetto del genere. Io faccio parte di quella categoria di cristiani che, soffrendo di claustrofobia, dopo essermi messa la maschera in questione avrei preferito andare di corsa a Madonna di Campiglio, a meno 4 gradi, ma possibilmente con un bicchierino di Vov in mano.

La tecnologia… che aiuta

Comunque, grazie ad un’idea geniale queste maschere potrebbero aiutare durante quest’emergenza sanitaria. Sembra piuttosto assurdo. Ma pare sia così. Grazie all’idea geniale del team di Isinnova, azienda bresciana che, dopo aver realizzato valvole stampate in 3D per i macchinari di terapia intensiva, ha riadatto le maschere realizzando a tempo record il prototipo che due ospedali bresciani stanno testando in questi giorni. Il prototipo è stato messo a disposizione di tutte le strutture interessate, pubblicando sul sito le istruzioni.

La protezione civile di Brescia sta cercando di recuperare 500 maschere da riadattare. «Ci abbiamo messo l’anima e il cuore, oltre che la testa. Aver stampato quelle valvole ci ha fatto capire che non potevamo fermarci, che c’era bisogno di aiuto e non solo di speranza».

Il primo prototipo

“Ci abbiamo lavorato giorno e notte, Isinnova ha ingranato la sesta e in meno di 10 ore avevamo il prototipo. Vorremmo aspettare l’esito di tutti i test (ad oggi positivi) ma pensiamo che ogni minuto sia cruciale. Nei giorni scorsi siamo stati contattati da un ex primario dell’ospedale di Gardone Valtrompia, Renato Favero, che è venuto a conoscenza di Isinnova tramite un medico dell’ospedale di Chiari, struttura per la quale stavamo realizzando con stampa 3D le valvole d’emergenza per respiratori.”

L’utilizzo nei reparti di terapia intensiva

Il dottor Favero ha condiviso con noi un’idea per far fronte alla possibile penuria di maschere C-Pap ospedaliere per terapia sub-intensiva. Un’emergenza legata alla diffusione del Covid-19. Si tratta della costruzione di una maschera respiratoria d’emergenza riadattando una maschera da snorkeling già in commercio».
«Abbiamo contattato Decathlon, in quanto ideatore, produttore e distributore della maschera Easybreath da snorkeling. L’azienda si è resa immediatamente disponibile a collaborare fornendo il disegno Cad della maschera. Il prodotto è stato smontato, studiato e sono state valutate le modifiche da fare – spiega il team di Isinnova – È stato poi disegnato il nuovo componente per il raccordo al respiratore, che abbiamo chiamato valvola Charlotte, e che abbiamo stampato in breve tempo tramite stampa 3D. Il prototipo nel suo insieme è stato testato su un nostro collega direttamente all’ospedale di Chiari, agganciandolo al corpo del respiratore, e si è dimostrato correttamente funzionante. L’ospedale stesso è rimasto entusiasta dell’idea e ha deciso di provare il dispositivo su un paziente in stato di necessità. Il collaudo è andato a buon fine». L’azienda precisa che «né la maschera né il raccordo valvolare sono certificati e il loro impiego è subordinato a una situazione di cogente necessità. L’uso da parte del paziente è subordinato all’accettazione dell’utilizzo di un dispositivo biomedicale non certificato, tramite dichiarazione firmata».
Con la speranza che l’idea del team di Isinnova possa aiutare il personale sanitario impegnato nella lotta al Covid 19, vi invitiamo ancora una volta a #RIMANEREACASA. Nel frattempo potete leggere tutti i nostri articoli!



Sharon Santarelli