Cosa ci ha insegnato This is Us (oltre che è normale piangere ad ogni puntata)

L’ultima puntata di This is Us, il dramma familiare più seguito degli ultimi anni, è andata ufficialmente in onda negli USA lo scorso 24 maggio 2022. La serie tv che dal 2016 è stata trasmessa sull’emittente NBC, sin dal sui pilot ha appassionato milioni di persone in tutto il mondo. Le ragioni del suo successo possono riguardare diverse cose, ma una fra tutte spicca: This is Us non ha grandi obiettivi di fondo, se non quello di raccontare della vita. Delle sue incongruenze e paradossi; dei momenti di gioia, dolore, ma soprattutto della quotidianità di una famiglia come tante. Dopo sei lunghe e appassionanti stagioni This is Us ha chiuso il sipario, ma cosa abbiamo imparato davvero dalla serie tv?

This is Us racconta della famiglia Pearson attraverso tre archi temporali.

L’utilizzo dei flashback e dei flashforward è stata una caratteristica che ha donato una certa dinamicità e originalità al drama. Infatti, proprio il sapere già cosa fosse successo prima e cosa succederà in seguito incuriosisce lo spettatore nel cercare di capire quale sarà il prossimo passo del protagonista nel tempo presente, stimolandolo a continuare a guardare. Al contempo, la serie prepara gradualmente lo spettatore a dei destini quasi inevitabili, come la morte di un personaggio.

Questo è un privilegio perché nella vita di tutti i giorni, in realtà, il lutto si presenta in maniera improvvisa e destabilizzante.

E così è successo ai tre fratelli gemelli della serie – i big three Kevin, Kate e Randall – quando a causa di un incendio ancora adolescenti perdono il padre Jack. Un padre che gli ha trasmesso dei valori – primo fra tutti quello della famiglia unita ad ogni costo – nonostante avesse vissuto un’infanzia difficile per via di un padre alcolizzato e violento. Dopo la morte del padre ciascuno, in maniera più o meno lineare, intraprende la propria strada trovando il loro punto di incontro (e porto sicuro) tra le braccia e le parole sempre giuste della madre Rebecca.

Non tutti trovano sin da subito la direzione giusta, ma è qui che arriva il primo insegnamento di This is Us: non è mai troppo tardi.

Un banale modo di dire che tutti conoscono ma pochi sanno davvero mettere in pratica. Tutti ci sentiamo, per diverse ragioni in ritardo, eppure basta fare riferimento a quello che è capitato alla famiglia Pearson per rendersi conto che davvero c’è un tempo per tutto.

Per innamorarsi di nuovo dopo la fine di un matrimonio come Kate. Per conoscere la storia dei propri genitori biologici anche a quarant’anni come nel caso di Randall. Kevin, ad esempio, è l’emblema del non è mai troppo tardi. Riesce a costruire una famiglia, anche se un po’ diversa rispetto a quella di provenienza, ma soprattutto dopo 30 anni e vari prendi e lascia riconquista la fiducia del suo primo amore, Sophie. Persino Rebecca, dopo la morte del marito riesce a distanza di tempo a ritrovare la serenità con Miguel grazie ad una chat di Facebook.

Queste sono state le dinamiche di This is Us che hanno fatto breccia nel cuore di tutti gli spettatori. Dinamiche che non fanno parte solo della famiglia Pearson, ma che coinvolgono implicitamente la vita di tutti.

Non c’è un protagonista che spicca su un altro, trattandosi di una serie corale, ogni puntata racconta delle esperienze di vita di un membro della famiglia diverso.

Non solo membri in senso stretto, ma anche gli amici di famiglia, oppure i mariti, le mogli, i figli. Puntata dopo puntata impariamo a conoscere i personaggi, ma soprattutto questi imparano a conoscere di più se stessi, pur sbagliando. La vita, d’altro canto, funziona così: a tentativi.

In gergo si utilizza il termine di “personaggio a tutto tondo” per indicare un protagonista che alla fine della storia presenta caratteristiche differenti da quelle iniziali. Quelli di This is Us sono proprio, in tal senso, dei personaggi a tutto tondo, perché maturano, imparano e capiscono che va bene piangere ed essere fragili. Va bene ammettere di avere un problema e parlarne con qualcuno, e va bene persino non trovare subito il proprio posto nel mondo.

I Pearson non sono una famiglia perfetta, nonostante l’amore che li lega. Litigano tra fratelli, non si parlano per mesi e come tutti i genitori del mondo non sanno se quello che hanno deciso per i propri figli sia corretto o meno. Rispetto, però, a molte famiglie non demordono mai. Ci provano con tutte le loro forze per cercare di risolvere un problema, ma hanno anche il coraggio di lasciare andare quando non c’è più niente da fare.

This is Us ci insegna che il fallimento non è da temere, ma è il rimorso di non averci provato ad essere molto peggio.

L’Alzheimer, è una malattia subdula che sconvolge la vita di tutti i membri della famiglia. Nella serie a rimanerne colpita è Rebecca che, però, riesce a tirare avanti finché può. In una famiglia come quella dei Pearson in cui il ricordo del padre è tutto ciò che rimane, vedere la madre non riconoscere più i figli o dimenticarsi tutti quei piccoli momenti trascorsi insieme è stato un peso troppo grande da sopportare. Per chi non lo sarebbe stato? I Pearson non fanno eccezione, non sono un caso a parte, ma un esempio di come poter gestire una questione del genere senza andare alla deriva.

Nell’ultima stagione notiamo tutta la maturità dei big three che capiscono che non ha più senso rimanere aggrappati al passato, alla vecchia versione di se stessi, solo per paura di lasciare andare del tutto la madre.

Pur non avendo superato lo shock del lutto paterno, i protagonisti capiscono che il futuro è più presente di quanto lo sia il passato.

This is Us ci ha insegnato, allora, a godere della gioia dei piccoli momenti, perché un domani potrebbero essere proprio quelli a fare la differenza. Ci ha dimostrato quanto la vita valga vissuta a pieno, senza risparmiarsi, perché non si sa quello che può succedere da un momento all’altro. La serie ha dato importanza alle scuse, ai grazie, alle parole non dette. Ed ancora agli abbracci, agli sguardi rassicuranti, alle litigate e ai chiarimenti.

Nulla è mai dovuto o da dare per scontato, perché tutto ha una fine, ma acquista un senso solo se il viaggio è stato meritevole.

Grazie This is Us perché queste sono tutte cose che sapevamo già, ma che così, condensate in 106 episodi nessuno aveva avuto il coraggio di sbattercele in faccia per farci capire che i protagonisti della nostra vita siamo solo NOI (Us).

 



Giulia Grasso