Corcerto di Carmen Consoli a Priolo: la Cantantessa incanta il pubblico

In MUSICA by Serena Di StefanoLeave a Comment

Di Cantantessa ce n’è una. Un presupposto inconfutabile sebbene, detto da una catanese, potrebbe apparire lievemente di parte. Me lo concederete. Carmen Consoli è una Matrona e, allo stesso tempo, una ragazza del popolo. Una picciottedda etnea dall’acume pungente, dallo sguardo profondo sulle cose e dalla simpatia dissacrante.

“Chi dice che Carmen sia distaccata dal pubblico?! È un’ingiuria!” qualcuno mormora dietro di me. E in effetti sì: avranno confuso un live dei Polaretti con questo incantevole spettacolo fusion a metà tra rock, poesia e sicilitudine. Una chiusura insolita per il tour estivo di Carmen Consoli: a Priolo Gargallo (paesino nel siracusano di circa 12mila anime) per la festa dell’Angelo Custode. Un concerto gratuito in piazza, persino poco pubblicizzato, come se si trattasse dei Cugini di Campagna. E invece, dopo aver portato sul palco dell’anno scorso Max Gazzè, ora è toccato proprio a lei.

Accompagnata da archi e fiati, dal piano e da una pioggia capricciosa, Carmen ha riso con il suo pubblico, lo ha stregato e fatto cantare a squarciagola, per poi ammutolirlo e commuoverlo. Dalle battute in dialetto di sua nonna Carmelina sino al figlio Carlo, dalle prime note strimpellate in giro per la Sicilia ai grandi successi degli ultimi 20 anni. Si racconta la Cantantessa e lo fa attraverso la sua voce unica e la semplicità che la lega alla sua terra: inconfondibili le vocali aperte perché “a noi catanesi piace dare loro molto spazio”.

Carmen Consoli durante il concerto a Priolo, ultima data del suo tour estivo

Una scaletta che gronda emozioni e ripercorre i successi, le ripartenze, le urla di dolore e le denunce morali di un’Italia che sembrava aver visto il buio più pesto nell’era del berlusconismo. Forse. Non è un caso che Carmen Consoli abbia iniziato il concerto con “A’ finestra” nè che cantando del ricordo di “una raggiante Catania”, il pubblico si sia riscaldato (in barba al maltempo e al raffreddore di stagione). Perché Carmen Consoli “fa arrizzari i canni”? Semplice. Perché mette a nudo l’animo umano con un canto, eco di sirena, che parla di riscatto e identità. Sarà per questo che nel quarto trimestre del 2015 batte persino Madonna per numero di ingressi registrati in un concerto in Italia. Allora, un ultimo appello è doveroso: quando andiamo ai concerti, lasciamo i cellulari in tasca. Filmare interamente un live ostruendo la vista e lo spettacolo per chi ci sta vicino non è da fan, ma da alienati. Smettiamola di andare in diretta, viviamo davvero live: cantiamo!

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