Chi ha spostato il mio formaggio? Mi serviva per i Whoopies!

In #Lifestyle, #Shareit by Emilia GranitoLeave a Comment

Si faccia avanti chi, durante tutta la sua infanzia, non ha letto nemmeno una fiaba. O chi non ha guardato un film d’animazione ispirato ad una di esse. E diteci, come avete passato la vostra infanzia? Che siate stati voraci divoratori di libri per bambini o che i vostri genitori abbiano tentato la “favola della buona notte” come l’ultimo tentativo per mettervi a letto quando facevate i capricci, non fa molta differenza: di certo ne ricorderete almeno una, ed il solo sentire la formula magica “c’era una volta” in molti riporta alla mente il tepore di una coperta, la luce un po’ fioca di una lampada, il fruscio delle pagine sfogliate e quel magico mondo allegro e colorato. Ma a cosa serve raccontare le favole? Da sempre esse mostrano al bambino che per ogni problema esiste una soluzione e che il bene vince sul male; in poche parole, le fiabe ci vogliono insegnare a misurarci con noi stessi e ad affrontare i problemi di tutti i giorni.

chi-spostato-formaggioPer questo motivo, trascorsa l’infanzia non dobbiamo abbandonare le favole, tutt’altro! Quella che vogliamo consigliarvi oggi si intitola “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson, psicologo statunitense ideatore e coautore del fortunatissimo libro “L’One Minute Manager” (volume sempre al primo posto nelle classifiche del New York Times sin dalla sua pubblicazione, nel 1981). I protagonisti della nostra favola – che è adatta per grandi e piccini – sono due topini e due gnomi, che ogni giorno percorrono il labirinto in cui vivono alla ricerca del formaggio. Dimenticate per un attimo il simpatico Gas Gas di Cenerentola o Rémy di Ratatouille: Nasofino e Trottolino – i due topolini – sono molto atletici e non hanno in mente nessun altro cibo se non il formaggio; Tentenna e Ridolino, invece, ricordano due uomini in miniatura, soprattutto perché sono “abituati a far uso della loro sofisticata materia grigia”, e vedono nel formaggio la chiave del successo e della felicità. Durante uno dei loro quotidiani giri di perlustrazione, i quattro simpatici protagonisti trovano un deposito pieno di formaggio e, felici, iniziano a gustarlo, giorno dopo giorno, convinti che quella ricchezza sarebbe durata per sempre. La felicità, invece, è fugace e ben presto troveranno il deposito vuoto: come reagirà ognuno dei quattro personaggi? Dovranno uscire di nuovo a percorrere il labirinto, scandagliando nuovi corridoi, ma la paura dell’ignoto potrebbe frenare gli spiriti meno audaci. Rimarranno a rimpiangere ciò che hanno perduto, o si attiveranno per trovare un “nuovo formaggio”, magari migliore?

chocolatewhoopiepiepicNell’attesa di scoprire la risposta a questa domanda, durante la lettura potreste provare i Whoopie pies, piccoli e dolci biscottini ripieni di crema nella variante – nemmeno a dirlo – al formaggio! Abbiamo pensato a questi dolcetti golosi non solo per il loro ingrediente evocativo, ma anche perché la loro dimensione ci ricorda i quattro “piccoli” protagonisti del nostro libro. Inoltre, potrebbero essere una novità sulla vostra tavola rispetto ai classici dolci al formaggio! La sua storia è molto interessante, infatti, si fa risalire a una tradizione Amish secondo la quale le donne che preparavano i cestini, per i mariti che andavano a lavorare in campagna o per i bambini che andavano a scuola, vi aggiungevano questo dolce fatto con gli scarti della pastella della torta. Quando i fortunati aprivano il cestino e si trovavano tra le mani la leccornia, esclamavano “whoopie!” che siginifica “evviva!” – ciò che sicuramente esclamano i nostri protagonisti alla vista del formaggio.

 

E allora, se state pensando di cambiare lavoro o il vostro percorso di studi, se la vostra casa o addirittura la vostra città vi stanno troppo strette, se siete stanchi di proporre il solito dolce… insomma, se qualcosa proprio non va più come dovrebbe, ma non avete il coraggio di svoltare l’angolo, leggete attentamente il compendio di Ridolino, prendete fiato e date il via al cambiamento! Anche perché “non puoi scoprire nuovi oceani fino a quando non hai il coraggio di perdere di vista la spiaggia”, dunque, iniziate ad avvicinarvi al bagnasciuga con questa bella favola.

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Emilia Granito

Emilia Granito

Nata a Melfi (PZ), ho conseguito la laurea in Scienze internazionali presso l'Università di Siena. I miei interessi riguardano le questioni sociali, in particolare le migrazioni internazionali e la tutela dei diritti umani; le mie passioni sono i viaggi, i libri ed il cioccolato fondente.

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