Chi è Roberta Vinci e perchè dobbiamo dirle grazie

Sandy Sciuto

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Roberta Vinci ha scelto gli Internazionali Bnl d’Italia, che si stanno svolgendo a Roma, per dire addio al mondo che da oltre vent’anni le appartiene, quello del tennis.

Competizione dopo competizione, ha racimolato vittorie, successi e premi nelle sue tutine meticolosamente abbinate e la sua racchetta con cui ha preso e schivato palle.

Ad onor del vero, la tennista tarantina è stata vincitrice di dieci tornei WTA e finalista in una prova dello Slam in singolare. Ha vinto in totale 25 titoli WTA in doppio di cui tre prima di giocare con Sara Errani. Nel maggio 2016 è stata numero sette del mondo nella classifica di singolare e numero uno al mondo in quella di doppio.

Insieme a Sara Errani sono state la prima coppia italiana a completare il Career Grand Slam e la quinta coppia in assoluto a vincere più tornei dello Slam nella storia del tennis femminile.

È la prima ed unica tennista italiana ad aver vinto almeno un torneo su tutte le superfici di gioco (cemento, terra, erba e sintetico) nonché per aver battuto in semifinale agli US Open 2015 l’allora numero uno Serena Williams.

Il 14 maggio 2018, però, Roberta Vinci si congeda dal campo da tennis, dalle innumerevoli palline gialle che ha colpito nella sua vita e da tutto ciò che l’ha resa leggenda italiana.

Lo fa a Roma, dopo aver perso contro la serba Krunic, elargendo sorrisi e ringraziando a suo modo sostenitori, amici, la Federazione Italiana di tennis, team e collaboratori.

“È dura parlare adesso – ha dichiarato la Vinci al termine della gara – sapevo che questo giorno sarebbe arrivato, sono arrivata qui dopo aver superato tanti momenti di difficoltà. Ma sono contenta per quello che ho fatto, nonostante la sconfitta è stato bello comunque. Non è facile parlare in questo momento”. “Ringrazio il mio staff, tutta la federazione: siete stati sempre splendidi con me. E grazie al pubblico. Non ce la facevo più, ora sono in vacanza. Sono stati anni splendidi, anche se ho perso sono contenta. Grazie per essere venuti tutti a sostenermi nonostante la sconfitta”.

E subito l’omaggio del Presidente della Fit Angelo Binaghi che con 21 rose rosse – una per ogni anno di attività da tennista – ha ringraziato Roberta Vinci per l’impegno, la tenacia, la determinazione e per aver portato l’Italia del tennis ai più alti vertici delle classifiche nazionali e mondiali.

Cosa resta di una campionessa quando si ritira? Restano i suoi successi, le sue vittorie, la capacità di non mollare mai, di sapersi rialzare e ricostruire dopo ogni caduta. Di Roberta Vinci resta una passione viscerale per il tennis, la stessa impressa ad ogni colpo di racchetta sulle palle rilanciate contro le avversarie. Resta il perfetto connubio con Sara Errani. Resta l’esser parte ed aver scritto la storia del tennis italiano, lottando sempre e dimostrando di essere la migliore perché inimitabile.

L’abbandono del tennis giocato è solo la chiusura di una carriera meravigliosamente autentica. Tra una palla match ed un setball, Roberta Vinci ci ha insegnato la bellezza del tennis.

Grazie Roberta Vinci!