Writers’ Houses: viaggio tra le dimore degli scrittori britannici

Fin dall’Antica Grecia, la casaoikos rappresenta l’unità di base della società, ma anche il nido, il simbolo della quotidianità, la rappresentazione della personalità del proprietario.

Le case degli artisti poi, vengono spesso considerati come una sorta di luogo sacro in quanto simboleggiano l’anima dell’artista, il suo lavoro e la sua vera essenza.

Letteratura e architettura domestica nei secoli sono spesso andati a braccetto come dimostra in Italia, ad esempio, Il Vittoriale a Gardone Riviera sul Gardal’imponente dimora di Gabriele D’Annunzio  progettata dal 1921 al 1938 dall’architetto Giancarlo Maroni. In un terreno di nove ettari, il poeta-vate per celebrare le grandi imprese degli italiani durante la Prima guerra mondiale, progettò un insieme di edifici, vie, piazze, teatri, giardini, parchi, corsi d’acqua e un grande mausoleo in un complesso da mozzafiato.

Su questa scia, lo scrittore inglese Nick Channer, insieme al quotidiano The Guardian, nel libro Writers’ Houses ha riunito le foto delle case in cui hanno vissuto una cinquantina di scrittori britannici, alla scoperta dell’inconfondibile atmosfera delle campagne anglosassoni. Le loro mura hanno spesso avuto la funzione di ispirare gli autori le storie da loro scritte: un po’ come delle Muse silenziose e trasudanti sentimenti.

In questo viaggio tra splendidi esempi di architettura inglese, George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans. celebre scrittrice di epoca vittoriana, ha tratto spunto per i suoi libri dalla bellissima mansion di famiglia, situata vicino ad Arbury Hall, nei pressi di Birmingham. Ciò che affascinava l’autrice era in particolare la struttura gotica dell’edificio che gli permise di elaborare Middlemarch: studi di provincia il suo romanzo più famoso.

“Haworth rappresenta le Brontës; le Brontës rappresentano Haworth” scrive Virginia Woolf in merito alla casa a Haworth delle tre sorelle Brontës, Charlotte, Emily e Anne, che hanno scritto tra le mura di Parsonage i loro capolavori, ossia Jane Eyre, Cime Tempestose e Agnes Grey.

Il ricco scrittore Lord Byron, invece, avendo ereditato all’età di 10 anni una monumentale villa a Newstead Abbey, la usò non solo per il lavoro, ma anche e soprattutto per organizzare grandi feste, e addirittura tirare a segno con le pistole e detenere un orso selvaggio e un lupo dentro casa.

Persino la regina del giallo, Agatha Christie, utilizzava casa sua nel Devon, nel sudovest del Regno Unito, come set dove sfidare la sua famiglia ad indovinare l’assassino dei suoi libri. E a proposito di scrittrici, la casa natale è stato luogo di creazione anche per Jane Austen, la quale ha perfezionato i suoi Orgoglio e pregiudizio e Ragione e sentimento nel suo scrittoio del salotto di Chawton, situata nell’Hampshire.



Alice Spoto