Crediti: L'Occhio

Attenzione che il Black Friday non diventi il Covid Friday

In Italia non c’è covid che tenga, il black friday deve prendere vita. Centri commerciali e negozi, piazzano in bella vista cartelloni con le numerose offerte, le vetrine invitano ad acquistare con le promesse di prezzi da urlo. Pure le fasce regionali, sembrano fare a gara, con i loro colori cangianti, ad invitare ad uscire, rompendo gli eventuali indugi. Molte regioni revocano i lockdown totali ed il rosso scolorisce per diventare arancione in certi momenti, insomma questi acquisti si devono e possono fare, è importante per l’economia generale tanto quanto, che il fattore Rt scenda a valori sempre più bassi. E’ un Black Friday un po’ particolare quest’anno, anche perché le zona rosse, prevedono che molti esercizi commerciali siano chiusi mentre quelli aperti si trovano in difficoltà, perché secondo le disposizioni per molti articoli è vietata la vendita. «Guardi le faccio un esempio – dice Carlo Bogani, titolare del negozio ‘Cose Così’ a Firenze, in via Borgo La Croce – io posso vendere le cialde per il caffè, ma non la macchina per fare il caffè. Sa quanti clienti non posso soddisfare perché vengono, hanno deciso di non rinviare il fatidico venerdì in cui si fa a gara a chi fa lo sconto maggiore per attirare più clienti e fare affari. Ci sembrava più giusto che, essendoci molti negozi in difficoltà, l’iniziativa venisse rinviata. In questa strada il 90 per cento dei negozi sono chiusi quindi un Black Friday non ha proprio senso, ecco perché non ho aderito», continua Bogani. Eppure in tv le file interminabili di persone in coda davanti ai centri commerciali, ai negozi, pronti per accaparrarsi l’offerta dell’ultimo momento, quasi con l’angoscia di non arrivarci, sembra aver fatto svanire la paura dei contagi. Altro che assembramenti ordinati, intere famiglie, comitive di ragazzi, come se si fossero dati appuntamento per voler festeggiare la libertà, è bastato pensare di risparmiare qualche euro, per sconfiggere la paura del virus che ci blocca in casa, ci allontana dal lavoro, dagli amici, che fa chiudere locali, ristoranti, ci separa dalle persone care. Certo che siamo un vero popolo di risparmiatori incoscienti, soprattutto tenendo conto che già si auspica un rialzo dei dati dei contagi per gennaio febbraio, per cui consapevoli che ci saranno ancora morti, ed ancora chiusure risparmiare qualche euro o guadagnare sotto forti sconti, a che serve se il rischio di richiudere subito dopo è dietro l’angolo.



Alessandra Filippello