Approdiamo sulla Luna con Theia, il nuovo Ep di Tavo

In questi ultimi mesi in cui diverse realtà sono state messe in stand by, la musica ha continuato ad accompagnarci. Anzi, forse in alcuni momenti è stata proprio un’ancora di salvezza. E i cantanti di certo sanno bene quanto sia stato importante il loro ruolo in questo periodo. Addirittura, c’è chi ha fatto uscire un Ep all’inizio di maggio: Francesco Taverna, in arte Tavo.

Il suo nome d’arte è l’abbreviazione del suo cognome e lui stesso si definisce “un ventisettenne che vive nella tutt’altro che ridente provincia di Alessandria”. Tavo si avvicina al mondo della musica quando ha 12 anni, iniziando a suonare la chitarra. Successivamente entra a far parte di un gruppo con cui si esibisce dal vivo: calca con loro la bellezza di circa 400 palchi. Una lunga e faticosa gavetta che però lo ha condotto fino a qua. Ovvero fino alla pubblicazione ( avvenuta il 5 maggio 2020) dell’Ep Theia, composto da sei tracce e anticipato dai singoli “Il Tempo Di Ballare” e “ Annabelle”.

Si tratta di un progetto firmato Noize Hills Records, etichetta discografica gestita da Roberto Lazzarin, Andrea Cherian e Federico Notte che si occupa di scoprire e seguire nella produzione del disco artisti emergenti. Un Ep ricco di belle sorprese, tra cui appunto il singolo “Il Tempo Di Ballare”. Dedicato alla madre, Tavo racconta riguardo questo pezzo che è “stato un grande atto di coraggio mettere nei tre minuti di questa canzone, tutto ciò che avrei dovuto e voluto dirle in ventisette anni. Sono cresciuto con i nonni perciò non me la sono goduta molto. Con ciò ho comunque un ottimo rapporto con lei. La distanza è stata principalmente di natura logistica e lavorativa.”

Con il suo primo album, Funambolo, è stato definito “uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano”, lui però, almeno per ora, non si sente all’altezza di questo titolo. Nonostante ciò è grato del fatto che la critica sia rimasta affascinata dal suo primo progetto e che abbia visto in lui i germogli di qualcosa di grande. Germogli che probabilmente stanno fiorendo e che l’hanno portato a creare l’ultimo Ep, progetto che lui stesso definisce molto lontano dal primo album.

In Theia si parla di pianeti, stelle e satelliti, ma soprattutto della Luna. Utilizzando questi elementi in senso metaforico, Tavo “cerca di parlare d’amore, un tema tutt’altro che facile da affrontare poiché molto inflazionato”.

La pubblicazione di Theia è arrivata in un momento storico molto particolare, ma il cantante rivela che pur non essendo stata una scelta facile, certamente è stata ponderata. Tavo conosce bene il potere salvifico della musica e ha scelto di poter “contribuire almeno in parte a far evadere col pensiero chi lo ascolta”. In realtà questo Ep “è solo la prima parte di un disco vero e proprio che uscirà più avanti. Un album integrale, per ovvie ragioni, non avrebbe trovato giovamento dal lockdown, soprattutto perché buona parte della promozione dello stesso si svolge sui palchi. E se questi non ci sono, beh diventa piuttosto problematico”.

Oggi come oggi il settore della musica, soprattutto per quanto riguarda i concerti, è in ginocchio a causa dell’emergenza sanitaria. Il futuro è tutto fuorché roseo e questo fermo, secondo Tavo, ha contribuito a mettere “in luce tutti i problemi relativi al settore artistico. Il quale, da sempre, è scarsamente tutelato”. L’artista spera che questa presa di coscienza contribuirà a rivoluzionarlo, rendendolo equiparabile, in termini retributivi, alle altre professioni. “I concerti restano comunque una necessità assoluta, ma non solo per chi ci lavora. Anche per chi vi partecipa. Il fatto che negli ultimi anni l’affluenza a questi ultimi sia aumentata, è testimonianza stessa della loro importanza. Confido in giorni migliori, perché è l’unica cosa che posso fare.”

Il nostro consiglio è quello di ascoltare l’Ep lasciandosi trasportare dai brani e concentrandosi soprattutto sulle parole, accuratamente scelte per condurci ( metaforicamente parlando) sulla luna. E in questi giorni evadere momentaneamente dalla realtà non può solo che farci bene.



Eleonora Corso