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Amicizia: “Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore domani”

“In nulla mi considero felice se non nel ricordarmi dei miei buoni amici.”

L’altro giorno ero in preda ad una crisi di nervi. Ultimamente mi capita spesso e sono certo che c’entri qualcosa questa “clausura” forzata. Quando mi sveglio nervoso, in modalità Acido-Acida dei Prozac+,  trovo libero sfogo nel sistemare cose. Non è importante cosa, l’importante è fare ordine. Forse nella mia testa il ricollocare gli oggetti, nel loro stesso posto tra l’altro, è un modo per rilasciare qualche ormone del relax. Mi è capitato tra le mani un libro, uno di quelli che si acquistano e si ripongono lì, in attesa di essere letti, più poi che prima. Si tratta di un’opera teatrale, Riccardo II di William Shakespeare, dal quale ho tratto la citazione iniziale. Ho iniziato, così, a riflettere sull’amicizia e sui rapporti che nel corso della nostra vita intrecciamo con gli altri. A quanto l’amicizia sia fondamentale per il benessere mentale di ogni singolo individuo.

Il covid, la quarantena, l’inevitabile #iorestoacasa, ci hanno mostrato quel è il vero significato della parola “rinuncia”. Ci viene chiesto obbligatoriamente di rinunciare a tutto ciò che prima appariva normale. Esatto, la normalità così come siamo stati abituati a conoscerla è stata messa in discussione. Non esistono più abitudini, nemmeno le più elementari, il lavoro, i sentimenti, la quotidianità, niente è più come prima.

Siamo tutti d’accordo, quando sentiamo dire che si sta scrivendo una pagina importante della storia dell’umanità, nella quale la malattia è la causa primaria, ma gli effetti finali, quelli ancora non li conosciamo. Certo, vive in ognuno di noi la speranza che tutto prima o poi passerà. Siamo nell’attesa che la nostra vita possa riprendere a scorrere nello stesso modo, dal punto in cui tutto si è interrotto. Una speranza che nutriamo in seno, ma che in alcuni giorni ci abbandona. Quando siamo afflitti e quando ci sentiamo sconfitti dalla vita, il rifugio, il porto sicuro dov’è, se non negli amici.

In questo periodo risulta inevitabile riflettere su ciò che ci manca. Insieme a voi, nelle settimane scorse, abbiamo delineato una serie di mancanze. In particolare a mancare di più sono risultati il cibo e il sesso. Parlando proprio del sesso, ricordo di essermi calato nei panni di un pudico filosofo, ipotizzando che a mancare non è tanto l’atto in sé, quel tram tram di up e down, ma piuttosto l’aggrovigliarsi, la percezione di stringere a noi un’altra persona, il calore umano.

Ho scoperto, però, che a mancarmi e, sono sicuro di trovare largo consenso, ci sono gli amici. Quei volti che talvolta, in preda alle mie crisi di nervi, vorrei strangolare, quei faccini su quali scarico le mie frustrazioni, su cui sputo la mia bile da Malefica… Mi mancano quei sorrisi, le voci, le reciproche paranoie, i racconti delle vittorie e i pianti delle sconfitte. Mi mancano i discorsi senza senso, quelle risate nate dalla spontanea complicità o da una birra di troppo, le liti per controversie di irrazionale fondamento, manco fossimo i leader di stati potenti. Le dispute sul “ho ragione io”, i piani in stile FBI e le scenette alla Will&Grace.

Da qui è nata una lunga disputa tra me e le mie mille personalità, su quali amici vorrei al mio fianco in questo momento. Su quali rapporti ho davvero investito la mia vita. Su chi ha meritato e soprattutto di chi ho meritato l’amicizia. Ho fatto un piccolo esperimento casalingo. L’occorrente è di banale reperibilità, carta e penna! Sarà nota a tutti la trama del Decameron di Giovanni Boccaccio, in questo periodo tornato alla moda con una semplicità sconosciuta ai pantaloni a zampa d’elefante che ogni tanto provano a ritornare in auge nei nostri armadi. Ad ogni modo, nella trama ci sono 10 giovani, tra ragazzi e ragazze che per sopravvivere alla peste, se ne vanno a passare la quarantena in campagna, tutti insieme, ingannando il tempo a raccontare storielle.

Ecco, sul vostro foglio bianco provate a stilare una lista di 10 amici con i quali avreste voluto passare questo periodo di quarantena. [Se sono tutti maschi, inserite anche me, non si sa mai che ci trovi il fidanzato!] Non focalizzatevi soltanto su coloro che negli ultimi tempi avete frequentato. Allargate l’orizzonte a tutti gli amici, quelli che avete nelle prime chat di whatsapp e quelli che avete lasciato prima che youtube spopolasse nel 2005. Provate a ripensare anche a quelli che avete giurato di non rivedere mai più. Vanno bene anche gli improbabili, anche quelli in modalità Britney Spears capelli rasati, anche quelli con cui avete rovinato tutto, perché volevate andarci a letto. Insomma, pensate a tutti.

Stilata la lista di 10 persone, riflettete sul perché li avete scelti e perché il loro posto ha escluso tanti altri che probabilmente avreste inserito a occhi chiusi. Questa cosa mi fa pensare anche a quanto mi manca il fantacalcio e tutte le volte in cui ho escluso Quagliarella e lui mi ha fatto gol! Scherzi a parte, rimarrete sorpresi dai risultati e sul valore che avrete ridato a certi rapporti d’amicizia.

N.B. Se questo esperimento dovesse generare ondate di crisi e azioni sconsiderate nel contattare o nel chiudere un rapporto d’amicizia, Zio Benny, se ne leva le mani, in modalità Ponzio Pilato.

Ps. Continuate a scrivermi pensieri, riflessioni, dubbi e domande a benito.dellaquila@socialup.it o su IG @lookonart o su whatsapp 3319764913



Benito Dell'Aquila