5 magnifici dipinti ispirati all’estate!

Alfonso Lauria

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Quando arriva la tanto attesa estate, tutto si colora di una luce diversa, tutto si rianima e acquisisce una vitalità altrimenti sconosciuta durante la maggior parte dell’inverno, si abbandonano, per il frangente della sua durata qualsiasi ed opprimente responsabilità o costrizioni che ci “imprigionano” lungo tutta la fredda stagione. Arrivata finalmente quella estiva, non sono solo le temperature che cambiano, non si tratta solo di un cambio climatico, ogni cosa dotata di vita, dalle persone fino all’infinita complessità della flora e della fauna, si rivitalizzano come fosse l’alba di una nuova luminosa calda vita, pronti a vivere per tutto il periodo estivo magiche avventure.

Da sempre l’estate, la stagione in assoluto più amata da tutti, ha rappresentato un’immancabile quanto fiorente musa ispiratrice di numerosi pittori nel corso di tutta la storia dell’arte, i quali facendosi totalmente conquistare dalle sue suggestive caratteristiche hanno dato vita ad opere d’arte in cui la rigogliosa essenza della stagione estiva prendeva magnificamente vita, in cui l’incredibile luce che la differenzia ed i colori caldi che la costituiscono prendono straordinariamente consistenza. Cari lettori di Social Up, vi presentiamo 5 dipinti che rappresentano meglio l’estate tanto affascinante.

1- Giuseppe Arcimboldo – Estate – 1563.

estate

E’ come se in questo dipinto l’estate si fosse personificata magicamente in ciò che senza dubbio la contraddistingue maggiormente, in tale rappresentazione piante ed ortaggi tipici dell’estate si compongono per dar vita ad un affascinate quanto suggestivo volto femminile. “L’Estate” appartiene alla famosissima serie “Le Stagioni”, formata da altri tre dipinti “Inverno”, “Autunno” e “Primavera” realizzati nel 1563 per l’imperatore Massimiliano II d’Asburgo. Tale volto corposo quanto rigoglioso, è interamente costituito da frutta e verdura, vediamo infatti ciliegie, pesche, cetriolo, melanzane e spighe di grano.

2- Paul Gauguin – Femmes de Tahiti – 1891.

Tahiti

Giunta l’estate, il primo istinto che si sprigiona in tutta la sua intensità, che cerca d’uscire in tutta la sua prepotenza è un’incontrollabile voglia di fuggire, di liberarsi anche se per breve tempo dagli “obblighi” della civiltà contemporanea e ritrovare dove possibile una purezza ed una spontaneità ormai dimenticata. Cercare, dove ancora esistente, umanità più semplici ed istintive, capaci con la loro energia e limpidezza di far perdere le menti ed il cuore d’ognuno di noi. Proprio questo fu l’obiettivo di Gauguin, il quale fuggito da Parigi e dalla civiltà che ormai disprezzava, si rifugiò a Tahiti, convinto di poter trovare finalmente la pace tanto agognata. Fu così che ogni dipinto a tema tahitiano raccolse meravigliosamente tutta l’immensa ricchezza che quei luoghi avevano da offrire: colori caldi, acesi, vivi in tutta la loro essenza.

3- Claude Monet – Les Coquelicots – 1873.

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Si sa, ed ognuno di noi ne è ben cosciente, ogni cosa ha un inizio come una sua fine, ma nel momento in cui essa giunge, ecco arrivare come una forza rigeneratrice, la nostalgia, la quale attraverso la potenza dei ricordi ci fa tornare indietro come se li rivivessimo ogni volta. E’ ciò che rievoca il dipinto di Monet, la tipica immagine che si guarderebbe durante l’inverno, come a voler ritornare indietro nel tempo e non veder l’ora che l’estate ritorni. “Les Coquelicots” rappresenta un paesaggio limpido quasi evanescente, che ti conquista col calore e la luce in ogni sua parte. In primo piano vediamo una donna e un bambino, molto probabilmente la moglie e il figlio di Monet.

4- Louise Moillon – Nature morte avec cerises, fraises et groseilles – 1630.

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Ogni periodo dell’anno ha la sua immancabile frutta e verdura di stagione, ovviamente l’estate ne è golosamente ricca, formata e pulsante da un’infinità di sapori che la rendono un tripudio invincibile di colori in tutte le tonalità. Rappresenta proprio questo Louise Moillon, uno dei migliori pittori di nature morte in Francia nella prima metà del XVII secolo, famoso, per come si può osservare, per il grande realismo ed eleganza delle forme. Uva, fragole ciliegie e rametto di ribes, sono riprodotti quasi fosse una fotografia, colori e luce si fondono come fosse la realtà, quasi a voler “maleficamente” istigare lo spettatore a commettere un altro peccato.

5- David Cox – Rhyl Sands – 1854.

Rhyl Sands c.1854 David Cox 1783-1859 Purchased with assistance from the Friends of the Tate Gallery 1985 http://www.tate.org.uk/art/work/T04130

Quando David Cox dipinse “Rhyl Sands” ancora l’impressionismo per come lo conosceremo, era ancora un barlume negli occhi. Tale dipinto rappresenta la spiaggia preferita da Cox lungo la costa del Galles, il quale artista inglese amava trascorrere ogni estate. I colori, la distesa della spiaggia, la suggestiva fusione che si ammira e si vive tra cielo e terra, tra leggere nuvolette e l’intenso giallo della sabbia sembrano quasi invitare lo spettatore a togliersi le scarpe e fare una passeggiata in compagnia di Cox.