29 luglio 2016, il giorno dell’Apocalisse: cosa volete che sia, non sarà mica la fine del mondo!

In #CulturalMente, #Focus by Lucrezia VardanegaLeave a Comment

Se non lo avete già fatto, affrettatevi, non c’è più tempo per cincischiare: buttatevi con il bungee jumping, fate il bagno nella vasca degli squali, uscite con quel tipo che vi è sempre piaciuto ma a cui non avete mai avuto il coraggio di rivolgere la parola, mangiate la pizza con la nutella senza rimorsi, mandate a quel paese il capo che vi ha rovinato le ferie.

Donne: prosciugate in spese folli il vostro conto corrente, perché il denaro non vi servirà più a nulla.

Uomini: lasciate perdere i pokémon, tanto Charizard non vi salverà e andate dalla vostra ragazza per farle fare un’attività più divertente dello shopping…

Il 29 luglio 2016 secondo http://www.end-times-prophecy.org  ci sarà la ridiscesa di Gesù Cristo sulla Terra dopo 2000 anni e l’inversione dei poli, motivo per cui si abbatteranno sul nostro pianeta violenti e ripetuti terremoti dalla portata apocalittica, accompagnati da una pioggia di meteoriti.

Le stelle cadranno sul cielo come le foglie dagli alberi e l’atmosfera si abbatterà sulla Terra” è la previsione di End Time Prophecies, che, dopo aver consultato varie fonti ( non meglio precisate),il fatidico venerdì di fine luglio decreta la data del punto di non ritorno per la storia del globo.

Sulla pagina Facebook è specificato che il Messia dovrà scontrarsi, in battaglia finale in grande stile, con un anticristo islamico… In tutto ciò è bene specificare che per redimersi dai peccati ed aiutare il buon Gesù a combattere il male prima che arrivi Il Giorno, si può donare del denaro all’End Time Prophecy, per la diffusione della vera parola di Dio, memori delle indulgenze pecuniarie della storia della chiesa.

Alla fine del processo distruttivo, Gesù tornerebbe sulla terra per giudicare chi meriterà la salvezza e chi verrà punito.

Armageddon la faceva più sbrigativa, una sola asteroide e tanti cari saluti; The day after tomorrow ha puntato sul freddo da morire mentre, a suo tempo, The Day the Earth Caught Fire, nel 1961 sfidò le leggi della fisica per mandare dritto verso il sole il nostro pianeta, per un calduccio apocalittico. Anche gli scrittori, tra zombie, malattie misteriose, animali stravaganti e alieni, hanno dettato legge sulla fine della nostra umanità, spesso con risvolti tragicomici.

Ma a quante profezie apocalittiche siamo già eroicamente sopravvissuti?

Il 2016 se l’è già cavata egregiamente sul fronte Apocalisse; http://metro.co.uk ha raccolto le previsioni così:

  •  Ghostbuster 2: nel secondo film dedicato agli acchiappafantasmi ci sarebbero tutte le indicazione che la fine del mondo 14 febbraio. Magra consolazione per tutti i single terrorizzati dalla friendzone
  • L’allarme dello scienziato della Nasa: Il dott. Sal, che millanta di essere un esperto della Nasa, diceva che nel 2016 si sarebbero sciolti tutti i ghiaccia, sommergendo le terre emerse. L’anno non è ancora finito e sui temi ambientali c’è ben poco da stare allegri…. Meglio non cantar vittoria.
  • Obama l’Anticristo: Secondo David Montaigne, nella Bibbia sarebbe chiaro il riferimento al fatto che il presidente Usa, Barack Obama, sarebbe l’anticristo. Il 6 giugno avrebbe dovuto attaccare Gerusalemme e provocare una sorta di guerra mondiale apocalittica. No, you can’t!
  •  Asteroide: Secondo il pastore Riccardo Salazar, la fine del mondo sarebbe dovuta iniziare il 16 maggio e finire l’opera il 25 ottobre, a causa di un asteroide degenerato in buco nero. Per ora, a gettare la gente nel buco nero è arrivato solo il gioco di PokemonGo.

Ma si sa, le profezie sono un po’ come i jeans,sempre andate di moda.

“Mille e non più mille”, recita un celebre motto arrivato fino a noi; i timori della popolazione sarebbero stati basati su un brano dell’Apocallise 20-1-3 e sulle interpretazioni di alcune affermazioni dei vangeli apocrofi, seminando così il panico e la sensazione di disfatta che ebbe gravi ripercussioni socio economiche degli anni precedenti il presunto oblio. Il sollievo per lo scampato pericolo sarebbe una delle cause della famosa rinascita dell’anno mille.

Per il 1999, nella quartina X.72, il medico e veggente provenzale Nostradamus prediceva, nel settimo mese, l’arrivo di un “Re del Terrore”, che sarebbe disceso dal cielo. Nostradamus fu molto attento nell’elargire date, ma il 1999 era un caposaldo della sua teoria, motivo per cui ora ha perso gran parte della sua credibilità. Forse “duemila non più duemila’’ era un po’ troppo scontato per uno del suo target.

Arriviamo ai Maya, una storia ancora fresca che ci ha tenuto sulle spine per tutto il 2012: basandosi su un’interpretazione del calendario Maya, del Codice di Dresda,varie iscrizioni in pietre di alcune città del centro America e da teorie proposte a partire dagli anni settanta ,è stata ipotizzata una gravissima crisi che si sarebbe dovuta abbattere sul globo nel 2012.

Tra le ipotesi che sono state proposte una delle più diffuse era quella di una tempesta solare di forte intensità, teoria divulgata nel 2011 dalla NASA , condita con eruzioni vulcaniche e un allineamento (improvviso?) di terra, sole e centro galattico.

La teoria dell’ultimo papa: il monaco cistercense Malachia, vissuto XII secolo, intravedeva la fine del mondo dopo l’elezione di 112 papi, ovvero dopo l’elezione di Benedetto XVI. Invece, la storia della Chiesa e dell’umanità è continuata, anche se ottenebrata dalle minacce dell’Islam estremista.

Ma non è finita qui: il 2060 newtoniano.

Pochi sanno che Newton aveva eseguito un’enorme quantità di calcoli e considerazioni basate su cronologie ebraiche e cristiane dell’Apocalisse. Tuttavia possiamo stare tranquilli: i calcoli apocalittici del genio della fisica non si basano su misurazioni scientifiche o segrete conoscenze dell’Universo ma su interpretazioni arbitrarie di vari passaggi cronologici della Bibbia, che secondo Newton era una sorta di codice che gli eletti avevano il sacro dovere di decifrare.

Su un foglietto datato 1704(non destinato alla pubblicazione), precisa oltretutto che il suo calcolo serve “non per affermare quando sarà il tempo della fine, ma per porre fine alle incaute congetture di uomini fantasiosi che frequentemente predicono il tempo della fine e così facendo gettano nel discredito le sacre profezie tanto sovente quanto falliscono le loro predizioni”. 

3797: fine delle profezie di Nostradamus.

Nostradamus,si, ancora lui:  nella sua “lettera al figlio Cesare”, il profeta afferma che le sue che le sue predizioni avevano validità fino all’anno 3979 d.C. Forse per sentirsi a posto con la coscienza, sapendo che FORSE avrebbe potuto sbagliare, si è tenuto largo con i tempi.

Nostradamus ci convince ben poco, ma in cuor nostro leggendo questa data sappiamo benissimo che non saremo nemmeno più polvere…

Nel fortunato caso in cui riusciremo a sopravvivere a questa ulteriore fine del mondo, la prossima data, tutt’altro che fantasiosa, sarà nel 2050. Questa previsione è stata fatta dal WWF ed è ben più seria: oggi, dominati dalla spinta del consumo, stiamo esercitando un’enorme pressione sul Pianeta, indebolendo i sistemi naturali e mettendo a rischio la nostra sopravvivenza dell’uomo e delle milioni di specie viventi che abitano la terra.

Nonostante sappiamo bene che non possiamo vivere al di fuori dei sistemi naturali dai quali direttamente deriviamo e dipendiamo,facciamo di tutto per renderli vulnerabili, compromettendone seriamente le capacità di recupero e rigenerazione.

Inoltre secondo le previsioni ONU nei prossimi 30 anni dovranno avere accesso all’energia altri 2,5 miliardi di persone perché la popolazione è in continuo aumento.Il consumo di risorse è così in aumento che nel 2050 avremo bisogno di quasi tre pianeti per far sopravvivere l’uomo sulla terra, che quindi entro la metà del secolo rischia di estinguersi. E’ come se noi stessi agissimo per indebolire le capacità del nostro sistema immunitario, consentendo così alle malattie di avere la meglio.

Mentre continuiamo a preoccuparci di meteoriti, tempeste solari o l’inversione dei poli, il pianeta ci sta parlando.

Sarà l’uomo stesso a segnare la sua stessa fine?