La rivoluzione di Twitter: da 140 a 280 caratteri

“Questo è un piccolo cambiamento, ma per noi è un grande passo. I 140 caratteri erano una scelta arbitraria basata sul limite dei 160 caratteri riguardante gli SMS. Sono orgoglioso di quanto il team abbia riflettuto per provare a risolvere un reale problema che la gente riscontra nel momento in cui prova a twittare. E, allo stesso tempo, per mantenere la nostra brevità, velocità ed essenza”: questo il primo tweet a 280 caratteri.

Con queste parole twittate dal suo account Twitter, Jack Dorsey – uno dei creatori della piattaforma social dallo slogan What’s happening? – ha voluto inaugurare una nuova era per il mondo di Twitter: il passaggio da 140 a 280 come limite massimo di caratteri utilizzabili nella composizione di un tweet. Un cambiamento pazzesco per un social che, come sua principale peculiarità, aveva fino a poche ore fa appunto il limite di 140 caratteri. Questo limite presupponeva una forte ricerca mentale per la formazione del testo da parte di tutti gli utenti, un’avvincente sfida quotidiana accettata da tutti gli utenti del social nato undici anni fa, che fa dell’immediatezza e della velocità e sue caratteristiche principali.

LA MOTIVAZIONE – Aliza Rozen e Ikuhiro Ihara, rispettivamente Product Manager e Senior Software Engineer di Twitter, hanno spiegato come la difficoltà nello stare all’interno dei 140 caratteri coinvolga la maggior parte delle lingue mondiali, ma non lingue come giapponese, coreano e cinese: in questi idiomi, infatti, si possono mediamente convogliare in un solo carattere il doppio delle informazioni rispetto a tutte le altre lingue. Solo lo 0,4% dei tweet giapponesi – spiegano – ha raggiunto il limite dei 140 caratteri, quelli in lingua inglese hanno invece raggiunto il 9%. Da questa analisi è nata la decisione di andare a modificare la struttura del tweet, senza andare a inficiare sulla brevità, che riconoscono come caratteristica essenziale della piattaforma web.

IL CAMBIAMENTO – Questo cambiamento è stato ufficialmente comunicato dal profilo ufficiale di Twitter, sul social omonimo, con un tweet alle 23.00 italiane del 26\09\2017. Inizialmente, questa svolta epocale sarà disponibile solo per una piccola cerchia degli aficionados di Twitter, così da raccogliere un attendibile numero di feedback e testare efficacemente la novità, prima che essa venga eventualmente applicata in maniera più estesa. La Rozen e la Ihara – spiegano sul sito blog.twitter.com – riconoscono infatti il forte attaccamento emotivo che la maggior parte degli utenti possiede verso i 140 caratteri, e – pur assicurando della validità dell’innovazione – prima di rendere totale la modifica vogliono dissipare ogni dubbio. Sarà un accorgimento in grado di risollevare le sorti di Twitter, già da mesi in pericoloso stallo?

LA REAZIONE – Il forte attaccamento emotivo ai 140 caratteri è ciò che ha maggiormente influito nelle critiche poste dal popolo di Twitter, al momento dell’annuncio della svolta. Gli utenti sono infatti fortemente innamorati dell’attenzione e della logica da usare nel momento in cui si vuole twittare qualcosa, sono legati all’immediatezza del social, alla capacità di sintesi ed ai meccanismi mentali messi in atto per rispettare la brevità di cui il social network si fa appunto portavoce.

Si passa da un moderato “Bisognerebbe fare il contrario: dimezzare le battute disponibili. Così si impara a scrivere. #chepeccato” di @ferrarailgrasso ad un più acceso “E il tasto per modificare un tweet dove lo mettiamo?” (modifica pluri-invocata da una grossa fetta degli utenti) di @itsjustinshope; da un “Comunque, finchè non introdurranno le Twitter Stories saremo al sicuro” di @A_Costantino a un tweet di @VujaBoskov (account in omaggio dell’indimenticabile Vujadin Boskov) che, tramite similitudine ironica, coglie perfettamente il nocciolo della questione: “Dare 280 caratteri per fare scrivere tweet migliori è come mettere due palloni dentro campo per fare giocare meglio squadre scarse”.

Insomma, il cambiamento che, molto probabilmente e in caso di feedback positivi, verrà esteso a tutti gli utenti nel giro di qualche settimana non ha riscontrato un’accoglienza positiva da parte di una consistente fetta di twittatori, già nostalgici del dono della sintesi e della ricercatezza lessicale esaltati dai 140 caratteri (io stesso, accanito utilizzatore della piattaforma, sono profondamente contrariato).



Andrea Codega