Dalla California alle Hawaii, i 27 monumenti che Trump vuole abolire

In #CulturalMente by Alice SpotoLeave a Comment

Gli Stati Uniti d’America vantano più di un centinaio di “National Monuments” ossia aree naturali degne di essere protette poiché di interesse nazionale, simili ai Parchi Nazionali, con la differenza però che i monumenti nazionali vengono istituiti e soppressi direttamente dal presidente degli Stati Uniti, senza l’approvazione di nessun organo. A tal proposito, proprio giorni fa, Donald Trump, il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti, ha firmato un ordine esecutivo nel quale dichiara di voler abolire o ridurre di estensione 27 National Monuments, 22 sulla terraferma e 5 nell’oceano, che si estendono per una superficie superiore a 100 mila acri, dallo Utah alle Hawaii, dal Maine alle Isole Marianne.

I motivi di quest’ordine esecutivo sono da ricollegarsi a questioni economiche e collegate allo sfruttamento di risorse naturali esistenti. Inoltre, in base al programma elettorale, il nuovo inquilino della Casa Bianca dovrebbe ridare un impiego ai minatori e operatori del settore petrolifero che con le politiche dei precedenti presidenti avevano perso il posto. Naturalmente questa proposta ha sollevato discussioni e tra i detrattori principalmente vi sono gli ambientalisti che desiderano proteggere le terre pubbliche; a luglio sono in programma una grande ondata di proteste. Prima di essere attuato però il provvedimento dovrà passare dal cosiddetto Interior Comment Period, cominciato proprio da pochi giorni, durante il quale gli abitanti delle zone interessate potranno dare il loro parere sull’eventuale cancellazione o modifica delle aree, fino a luglio, per poi giungere ad una decisione definitiva.

Ciò che è accaduto è un evento eccezionale poiché è la prima volta che questo accade: infatti i sedici predecessori di Trump non hanno mai esercitato il loro potere di abolizione, conferitogli dall‘Antiquites Act nel 1906, istituito da Roosvelt per salvaguardare le zone dei nativi americani dallo sfruttamento delle risorse. I siti in discussione sono stati tutti nominati tra il 1996 e il 2016 da Bill Clinton e da Barack Obama. Tra i monumenti presenti vi sono ad esempio  il Grand Staircase-Escalante, voluto da Clinton, e il Bears Ears, istituito da Obama, entrambi nello Utah, e probabilmente voluti abolire dal Presidente per la possibilità di costruire strade e infrastrutture.

Il Grand Staircase Escalante si trova tra i più celebri Bryce Canyon, lo Zion National Park e il Grand Canyon. Diviso in due zone, Grand Staircase ed Escalante River Canyon, è molto conosciuto come luogo dove praticare trekking in quanto è attraversata da una natura incontaminata fatta di cascate, oasi, canyon e rocce scolpite dal vento. Tra i siti che presentono straordinari caratteristiche fisiche dobbiamo sicuramente menzionare è Vermilion Cliffs, in Arizona, sul punto Nord del Grand Canyon, dove le rocce erose dagli agenti atmosferici hanno assunto forme e colori unici al mondo mentre le caverne ospitano specie di animali rari. Molti monumenti nazionali presentano un’importanza non solo naturalistica o economica, ma anche storica: l’ Ironwood Forest National Monument in Arizona, ad esempio, presenta ben 200 siti archeologici risalenti ai nativi americani, tra i pochi conservati, di grande interesse universale.

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