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2022: la Spagna è il primo Paese europeo a conteggiare ufficialmente tutti i femminicidi

Come iniziare l’anno col botto? Con coscienza, responsabilità e con misure volte a tutelare il prossimo. La Spagna lo sa bene. Dal 1° gennaio 2022, infatti, è il primo Paese europeo ad avere in vigore un sistema di contabilizzazione dei femminicidi (al di fuori di quelli commessi del partner o dall’ex partner). Una nuova misura, che lo Stato spagnolo ha deciso di attuare alla luce di una vera e propria piaga della società tutta, che non può più rimanere oscurata.

Sono tante le notizie che, purtroppo, ogni giorno i diversi media riportano a riguardo. I telegiornali danno spesso un volto e un nome alla donna, ragazza, o bambina uccisa da quello che doveva essere il fidanzato, il marito, il padre o un parente. “Un uomo ha ucciso una donna”: questo è ciò che siamo spesso abituati a sentire in tv, ma non solo. E proprio questo non deve essere più la normalità.

Inoltre, bisogna smettere di categorizzare gli omicidi di serie A o B. I media parlano solo di alcuni di essi, per questioni che prescindono dalla poca rilevanza degli altri che si decide di escludere. Perciò, la Spagna ha deciso di fare nomi e cognomi, e contare una per una, le vittime di violenza di femminicidio. Tra gli obiettivi per il 2022, si vuole anche distinguere effettivamente le uccisioni dai femminicidi, i quali, negli ultimi anni sono diventati tanti, troppi.

Stop all’anonimato. Via al conteggio dei femminicidi dal 2022 grazie a La Delegación del Gobierno contra la Violencia de Género.

L’Osservatorio statale sul femminicidio, di recente istituito in Spagna, avrà il compito, a partire dal primo gennaio 2022, di contare ufficialmente tutte le donne vittime di femminicidio. Un lavoro attento e minuzioso, che ha lo scopo di offrire dei dati – accessibili a tutti – volti ad evidenziare una problematica che esiste da tempo e che viene poco sollevata come tale, se non per rare eccezioni.

Non solo femminicidi, ma qualsiasi forma di violenza di genere sarà conteggiata e resa nota.

Da Freeda si riporta, appunto, che “i casi verranno suddivisi secondo la loro tipologia: femminicidi per mano di partner ed ex-partner, femminicidi familiari, sessuali, sociali e vicari”. Per ciascuno saranno, inoltre, predisposte misure d’azione. Di fatti, la ministra spagnola per le Pari Opportunità, Irene Montero⁠, ha dichiarato che oltre a conteggiare i femminicidi, l’Osservatorio ha l’obiettivo di:

individuare uno schema su come opera la violenza sessista nel nostro Paese al fine di progettare e attuare strumenti e   politiche pubbliche che consentano la diagnosi precoce, l’intervento e l’eliminazione della violenza contro le donne, perché la violenza sessista è l’altra grande pandemia silenziosa.

Il conteggio terrà, quindi, conto di ogni singolo dettaglio in grado di ricostruire il contesto dell’omicidio. Se questo sarà avvenuto per mano di un uomo, conosciuto o meno dalla vittima, e se le motivazioni saranno riconducibili a questioni di genere. Si tratta di un lavoro molto lungo che ha alle spalle una ricerca minuziosamente progettata. Da qui la necessità di creare un istituto ah hoc interamente dedito alla causa.

Non è la prima volta che la Spagna, grazie alla ministra Irene Montero, considera la lotta alla violenza di genere una sua fondamentale priorità.

Podemos, il partito di cui la ministra (volutamente al femminile) fa parte, ha più volte agito in una direzione assolutamente femminista. Si pensi che dalle elezioni generali del 2019, il medesimo partito ha assunto il nome Unidas Podemos, di fatto cambiando il precedente dal maschile al femminile.

Lafionda.com considera Irene Montero pioniera di quella che dovrebbe essere la quinta ondata del femminismo. Seppur il suo venga definito “folle”, le iniziative sostenute dalla Montero hanno davvero lo scopo di voler cambiare le cose. La ministra ci mette la faccia e col sostegno del suo partito ha proposto l’introduzione del “femminismo”  in quanto materia obbligatoria da studiare a scuola.

In più, la Montero al di là della sua spinta femminista, rivolge lo sguardo a tutte le problematiche della società.

Si ricorda la proposta della cosiddetta Ley Trans, avente l’obiettivo di permettere il cambio di sesso nel documento di riconoscimento mediante la mera dichiarazione del sesso percepito. Andando, così, oltre le visite mediche e psicologiche che di solito accompagnano tale procedimento.

Si è deciso di citare solo alcuni degli obiettivi realizzati o ancora da realizzare dalla ministra delle Pari Opportunità in Spagna. Con il conteggio dei femminicidi si inaugura un nuovo percorso – connesso ai progetti precedenti – che descrive un contesto socio-politico fortemente impegnato su questo versante. Sebbene la strada sia ancora distante da un risultato reale, il desiderio di cominciare ad agire dal primo dell’anno dimostra una grande motivazione di fondo.

Motivo per cui, i dati che verranno raccolti da inizio 2022 avranno una rilevanza primordiale.

Persino l’epidemia da covid-19 ha insegnato alla popolazione mondiale l’importanza di tenere monitorati i numeri e le percentuali dei morti per il virus o dei contagiati. Numeri che hanno contribuito a sensibilizzare sulla questione epidemiologica, se non tutti, almeno la maggior parte delle persone. Così come avvenuto in passato su altre questioni.

Dal 1981 – anno di abolizione in Italia del delitto d’onore – sono passati più di quarant’anni ormai, eppure indirettamente continuiamo a parlarne.

Il primo caso italiano di ribellione al delitto d’onore lo si studia oggi persino nei libri accademici, quello di Franca Viola. Una giovane ragazza violentata – tra il 1965 e il ’66 – da un signorotto di una famiglia mafiosa. Lo stupro, a quei tempi, era un reato contro la morale, non la persona. Molte famiglie decidevano, allora, di risolvere tali “incidenti” attraverso il matrimonio riparatore. Il padre di Franca Viola, si oppose a tale pratica tanto abitudinaria all’epoca, quanto meschina. Il padre di Franca fu uno dei primi genitori a denunciare insieme alla figlia l’accaduto. Aprendo, di fatto, la strada ad una maggiore tutela nei confronti delle donne violentate.

Nel 2022 esistono ancora tante Franca Viola, che però, non sono sostenute dalla famiglia o dallo Stato. Sono vittime silenziose di una mano che prima le accoglie, le fa sentire speciali e poi le accoltella. La violenza, fisica, sessuale, psicologica che in casi neanche troppo estremi porta alla morte di donne innocenti è ancora in larga parte presente nella società odierna.

Conteggiare le vittime di femminicidio è per la Spagna un ulteriore strumento per rendere evidente l’esistenza di un virus che agisce da sempre, e per cui, purtroppo, non esiste un vaccino che possa prevenirlo o attenuarlo.

Rimangono, però, il coraggio di denunciare e la presa di coscienza dell’intera società dell’esistenza certa, misurata, conteggiata di un simile male. Basta girarsi dall’altra parte, occorre intervenire, ora. Non bisogna perdere più tempo, il dopo è già tardi. Ci auguriamo che siano in tanti i paesi a seguire l’esempio della Spagna e tante le persone a considerare meno folle il piano della Montero e sempre più come una necessità.



Giulia Grasso