I 10 scienziati che credevano nel paranormale

In SCIENZE by redazioneLeave a Comment

Da sempre, esiste la grande  lotta tra scienza e paranormale. Da un lato le prove, il dimostrabile, la razionalità. Dall’altro le esperienze, l’incognito, il mistero. L’uno sembra escludere categoricamente l’altro. Gli scettici dicono “Se non è dimostrabile, allora non esiste”. Chi crede invece dice “Esistono cose che la scienza non può dimostrare”.

Questa è una discussione che va avanti da secoli e che forse non cesserà mai. Tuttavia, esistono alcuni scienziati aperti ad ogni possibilità. Uomini  d’intelletto, grandi menti che hanno contribuito al progresso, ma che erano anche convinte dell’esistenza di una risoluzione al conflitto.

Ecco, per voi, 10 grandi scienziati che credevano al paranormale.

ISAAC NEWTON

Come molti di voi sapranno, a Newton dobbiamo eccezionali scoperte nel campo della matematica e della meccanica: sue sono, ad esempio, la legge di gravitazione universale, le leggi del moto, la teoria corpuscolare della luce o quella del calcolo differenziale.

Ma Newton era anche un alchimista, nonché grande studioso della Bibbia. Forte della convinzione che il mondo potesse essere compreso attraverso la matematica, lo scienziato si dedicò ad un’attenta analisi della numerologia presente nelle Sacre Scritture, arrivando persino a stimare la data della fine del mondo (il 2060, anche se lui per primo era scettico nei confronti di chi sosteneva di poterla calcolare con esatta precisione). Newton, inoltre, dedicò parte della sua vita ad esperimenti volti alla creazione della leggendaria Pietra Filosofale.

Secondo molti, i ragionamenti dello scienziato che oggi consideriamo – appunto – “scienza” trovano fondamento non nonostante la sua passione per l’occulto, ma grazie ad essa.  È infatti grazie ai suoi studi alchemici che è stato possibile pervenire alle scoperte sull’ottica, ed è grazie ai tentativi di scoprire come Dio regola il mondo che è stato possibile analizzare il comportamento del cosmo.

CARLO LINNEO

Linneo era un naturalista svedese, responsabile della nomenclatura binomiale, quella cioè che sta alla base della moderna classificazione degli organismi in specie. Durante la compilazione di “Systema Naturae”, catalogò una grande varietà di specie nuove e non, dedicando un capitolo agli “animali mitologici” – come i satiri o le fenici. L’obiettivo era quello di smontare le false credenze che regnavano all’epoca circa l’effettiva esistenza di tali creature.

Tuttavia, lo scienziato ammise di credere fermamente nell’esistenza di una “specie bizzarra”: stiamo parlando delle sirene. E Linneo non solo credeva alle sirene, ma dedicò viaggi lunghissimi alla loro ricerca. Ogni volta che veniva a conoscenza di un ritrovamento o di un’esposizione, l’uomo si recava sul posto per dare un’occhiata coi proprio occhi. Di fronte ai numerosissimi falsi che all’epoca venivano spacciati per veri, Linneo affermò: «Non possiedo la verità attuale riguardo l’esistenza di una siffatta creatura. Indi, è tanto vero che esiste quanto che non esiste. Non posso ad ogni modo escludere che si tratti di una creatura di cui pochissimi esemplari esistono».

La posizione dello scienziato influenzò poi quella di Anders Sparrman, il primo ad ammettere la possibilità dell’esistenza degli unicorni in quanto specie quasi estinta

WILLIAM CROOKES

Crookes fu un brillante chimico e fisico, scopritore del tallio, ideatore di un radiometro e pioniere della fisica del plasma. Ma lo scienziato nacque nel 1832 e morì nel 1919: ciò significa che visse in epoca vittoriana, un periodo in cui prendevano piede le prime teorie documentate sullo spiritismo. In seguito alla morte di suo fratello Philip, Crookes iniziò così ad interessarsi alle sedute spiritiche, diventando persino membro dell’Associazione per la Ricerca Paranormale di Londra.

L’interesse dell’uomo per i fantasmi sfociò, in particolare, in un episodio. Crookes conobbe una medium di nome Florence Cook, rinomata per avere una reale capacità nel mettersi in contatto con l’aldilà. Con l’aiuto della donna ed insieme ad un gruppo di amici, lo scienziato organizzò così una serie di sedute medianiche. Durante gli incontri, sembra si sia materializzato ripetutamente lo spettro di una ragazza di nome Katie King. Crookes si convinse allora dell’esistenza di qualcosa dopo la morte, arrivando persino a stilare un breve trattato sull’argomento.

Si dice che le forti convinzioni dell’uomo abbiano influenzato gli studi di un altro brillante (e controverso) scienziato: Nikola Tesla.

ALFRED RUSSEL WALLACE

Sconosciuto ai più, Wallace fu uno dei più stretti collaboratori di Charles Darwin durante la formulazione della teoria della selezione naturale. Certamente Darwin rispettava l’amico per le sue teorie evoluzionistiche, ma non si può dire altrettanto per le prese di posizione in campo spiritico.

Wallace infatti era un enorme sostenitore (come Crookes) dei fantasmi, dell’aldilà e dello spiritismo in generale. Fu probabilmente questo a minare la sua credibilità agli occhi dei colleghi, che cessarono di includerlo nelle dissertazioni accademiche. L’uomo infatti, per tutta la sua vita, rivendicò l’esistenza di un generico altrove in cui tutte le domande avrebbero avuto una risposta, tutti i dubbi sarebbero stati sciolti, tutte le cose avrebbero compreso quale sia stata la loro funzione.

OLIVER LODGE

Fisico di grande fama, Lodge fu il più importante pioniere nella scoperta delle onde elettromagnetiche e delle onde radio, ipotizzando persino il loro utilizzo (molto prima di Guglielmo Marconi) nella tecnologia dei telegrafi senza fili.

La sua storia è davvero simile a quella di Wallace: avvicinatosi al mondo delle sedute medianiche in seguito alla tragica morte del figlioletto, Lodge venne deriso e allontanato dalla comunità scientifica per le sue idee controverse circa l’esistenza dell’aldilà. Nel suo “Telepatia e chiaroveggenza”, lo scienziato espresse il suo punto di vista riguardo la possibilità che l’energia possa essere conservata (seppur in forma ridotta) anche quando il corpo cessa di esistere. Lodge, insomma, credeva che i fantasmi fossero manifestazioni di onde elettromagnetiche di corpi un tempo vivi, che restavano segregate in un determinato luogo o una determinata circostanza. Il suo interesse arrivò così ad influenzare quella che sarà la teoria degli EVP: onde elettromagnetiche che vengono catalizzate, come con una calamita, da dispositivi appositi.

CHARLES RICHET

Medico e fisiologo, le sue ricerche sull’anafilassi valsero a Richet il Premio Nobel nel 1913.

Durante tutta la sua vita, però, l’uomo portò avanti un altro tipo di ricerche. Richet era infatti un accanito sostenitore delle capacità “nascoste” del cervello umano. Secondo lo scienziato, insomma, l’uomo è in grado di proiettare la propria energia per scatenare eventi fisici nell’ambiente circostante, è in grado di prevedere gli avvenimenti ed è in grado di formare ectoplasmi.

Ma Richet fu anche uno dei primi impostori in campo paranormale. Durante i suoi ultimi anni, ammise infatti di aver più volte falsificato fotografie “spiritiche” e di aver coperto frodi che sapeva essere tali. Avrebbe fatto tutto questo “in buona fede”: voleva a tutti i costi smuovere le coscienze dei colleghi nei confronti dei fenomeni paranormali.

PIERRE E MARIE CURIE

Vincitori nel 1903 del Premio Nobel per i loro studi sulle radiazioni, i coniugi Pierre e Marie Curie rivestono un ruolo ancora importantissimo nella comunità scientifica. Marie venne insignita di un secondo Nobel nel 1911 per la scoperta del radio e del polonio, mentre Pierre dedicò la sua attenzione al magnetismo e alla cristallografia. L’elenco dei meriti dei Curie andrebbe avanti ancora a lungo ed è noto ai più: ciò che invece potreste non sapere è che i due nutrivano un enorme interesse nei confronti dei medium.

Grande amica della coppia era infatti Eusapia Palladino, una medium italiana che sosteneva di essere in grado di comunicare con gli spiriti e di far levitare i tavoli. Più volte i Curie presero parte alle sedute tenute dalla Palladino, e si dimostrarono sempre sorpresi di non aver mai trovato prove di frode. Pochi giorni prima della sua morte, nel 1906, Pierre scrisse ad un amico: “Ci troviamo di fronte, secondo me, ad un mondo sconfinato di cose nuove e stati fisici di cui non abbiamo alcuna concezione”.

Certo è che, se Pierre avesse vissuto qualche anno più a lungo, avrebbe visto l’amica medium smascherata: la donna, infatti, utilizzava un filo legato alla caviglia per spostare gli oggetti “col pensiero”.

 NICOLAS CAMILLE FLAMMARION

Famoso astronomo e prolifico autore, Flammarion fu uno dei più eccentrici scienziati del suo tempo. Fu sì il primo a suggerire i nomi per i satelliti di Giove, ma fu anche uno dei primi a scrivere storie di fantascienza. La posizione dell’uomo circa il rapporto fra scienza e paranormale è talmente forte che i limiti dell’uno sfociano nell’altro. Gran parte della comunità scientifica lo additava come un individuo strambo e stravagante: lo scienziato rispose alle critiche facendo uno scherzo ai colleghi, gettandoli cioè nel panico quando nel 1910 annunciò ufficialmente che l’avvicinarsi della cometa di Haley avrebbe distrutto il pianeta. La figura di Flammarion causava scandalo anche perché – come si è detto – l’uomo scrisse numerosi romanzi di fantascienza, mescolando i suoi studi scientifici alle sue idee “alternative”.

Grande sostenitore dello spiritualismo e della reincarnazione, lo scienziato avanzò infatti una delle primissime ipotesi circa la vita su altri pianeti. Era certo che non fossimo soli nell’universo, ma era anche convinto che, dopo la morte, l’anima delle persone viaggiasse e si reincarnasse in altri soggetti su altri pianeti.

La scienza però non sarebbe mai stata in grado di spiegare un tale fenomeno. Flammarion stesso, dopotutto, nutriva alcuni dubbi sulla scienza. Emblematico a questo proposito è un episodio. Ad una signora che, durante una conferenza, gli chiese se ci fosse vita su Marte, l’uomo rispose con un secco «Non lo so». Quando la donna chiese allora se c’erano prove dell’esistenza della vita su altri pianeti, Flammarion sputò un altro «Non lo so». La signora, spazientita, sbottò: «Ma allora a che cosa serve la scienza?!?». E lo scienziato sentenziò: «A dire “Non lo so”».

WOLFGANG PAULI

La figura del fisico quantistico Wolfgang Pauli è indissolubilmente legata ad una leggenda su di lui, alla quale egli stesso credeva. Si dice infatti che, ogni volta che l’uomo entrava in una stanza, tutti gli apparecchi elettrici saltassero misteriosamente.

Pauli aveva una spiegazione. Credeva infatti che la mente e la materia fossero costantemente interconnesse, e che la coscienza potesse avere delle influenze sul mondo esterno. Insomma, lo scienziato era certo di possedere poteri psicocinetici.

JACK PARSONS

L’ingegnere aerospaziale Jack Parsons, fondatore del “Jet Propulsion Lab” della NASA, rivoluzionò la scienza missilistica con l’invenzione del combustibile solido per i razzi.

Nello stesso periodo, però, fu anche un assiduo seguace dell’esoterista Aleister Crowley, considerato come il fondatore dell’occultismo, nonché come uno dei maggiori esperti in campo di magia cerimoniale (secondo alcuni, Crowley avrebbe costituito l’ispirazione per la religione satanista). I due erano legati da una grande amicizia, e Parsons frequentò molto spesso le riunioni di Crowley: una volta affermò persino di aver evocato il Diavolo in persona, che si sarebbe manifestato sotto le sembianze della poetessa Marjorie Cameron.

Ma Parsons apparteneva anche ad un altro movimento di pensiero: Scientology. Quando lo scrittore L. Hubbard ebbe modo di partecipare ad alcuni rituali con Parsons e con la sua fidanzata Betty, affermò: «Nel DNA di Scientology, c’è moltissimo delle credenze di Jack Parsons e di Aleister Crowley».

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