10 oggetti maledetti che non vorreste mai avere nelle vicinanze

In #Instaworld by Stefano ZampieriLeave a Comment

Storie vere, leggende urbane o fatti di cronaca che porteranno un po’ di brivido al vostro sabato sera.

Questa sera ci troviamo qui riuniti per parlare insieme dei 10 oggetti maledetti che non vorreste mai avere tra le mani. Molto spesso, infatti, avrete sentito parlare di strani fenomeni paranormali e la colpa viene attribuita a particolari oggetti. Alcuni di questi, al’interno della nostra lista, potranno suonarvi familiare e altri potreste non conoscerli. Iniziamo subito.

10 oggetti maledetti: la sedia di Thomas Busby

10 oggetti maledetti: la sedia di Thomas Busby

10 oggetti maledetti: la sedia di Thomas Busby

Molti sostengono che questa sedia, tenuta all’epoca nel Busby Stoop Inn, sia stata maledetta da Thomas Busbyprima di venire impiccato per l’omicidio di Daniel Auty, nel 1702. I due, infatti, erano cognato e suocero, e avevano architettato un piano per contraffare il denaro. Presto, però, le cose degenerarono e Daniel andò a visitare Thomas e la moglie Elizabeth.

Daniel voleva riportare a casa la figlia Elisabeth, o almeno così sostengono alcune fonti. Ad ogni modo, quando Thomas tornò a casa ubriaco vide il suocero seduto sulla sua sedia preferita. Scoppiò così una lotta. Daniel riuscì a fuggire, ma l’altro lo seguì a casa e lo uccise con un martello. Come ultimo desiderio, Busby chiese di essere portato alla locanda, per maledire la sedia. Da allora, chiunque si sia seduto lì sopra è morto in circostanze misteriose: suicidi, cadute dai tetti e incidenti vari.

Nel 1970 il nuovo proprietario del posto, Tony Earnshaw chiuse la sedia in una cella nel seminterrato. Tuttavia, questo non fermò le persone. Dopo la morte di un ragazzo delle consegne, che vi si era seduto poco prima, decise di donarla al Thirsk Museum, dove la potete trovare legata alla parete.

The Crying Boy

The Crying Boy

The Crying Boy

The Crying Boy (Il bambino che piange, in italiano) è un dipinto prodotto in più copie. Quella originale si attribuisce all’italiano Bruno Amadio, sotto lo pseudonimo di Giovanni Bragolin. Tuttavia, l’opera divenne molto famosa nel Regno Unito.

Il primo a riportare la notizia di questo oggetto maledetto fu il The Sun, il quale scrisse di una casa andata a fuoco, ma solo un dipinto rimase totalmente intatto. In seguito, ricevette molte chiamate da gente che aveva subito gli strani effetti del quadro.

Molte, infatti le segnalazioni di case bruciate in seguito all’acquisto di The Crying Baby per morti accidentali. Le persone, così, restituirono oltre 2500 copie del dipinto e il The Sun si occupò di farle bruciare. Nel 2010, il comico Steve Punt disse di aver provato a farlo bruciare, ma questo resistette. L’unica spiegazione plausibile era che fosse protetto da una qualche sostanza speciale. Non volendo però correre rischi, lo abbandonò.

10 oggetti maledetti: le sedie di Belcourt Castle

10 oggetti maledetti: le sedie di Belcourt Castle

10 oggetti maledetti: le sedie di Belcourt Castle

Tra i 10 oggetti maledetti della nostra classifica torniamo a parlare di sedie. In questo caso, però, ci troviamo in un cottage a Newport, in Rhode Island. Nell’antica sala da ballo, infatti, si trovano alcuni oggetti, tra cui le sedie, considerati posseduti. Alcuni testimoni dicono di aver sentito una presenza fare resistenza quando volevano sedersi, mentre altri sarebbero stati sbalzati via. Alcuni, inoltre, sostengono che dall’armatura presente nella sala, ogni marzo, si possa sentire l’urlo di chi vi è stato ucciso al suo interno.

Il vaso di Basano

Il vaso di Basano

Il vaso di Basano

Questa volta andiamo in Italia e parliamo del vaso di Basano. Innanzitutto, bisogna dire che non si è mai accertata la sua esistenza. Secondo la leggenda, quindi, l’oggetto avrebbe avuto origine a Napoli nel XV secolo. Questo sarebbe stato il dono dato a una sposa alla vigilia delle sue nozze mai celebrate, in quanto morì prematuramente.

Chiunque ha tenuto tra le mani quel vaso è morto in circostanze inquietanti e misteriose. Infatti, i parenti della sposa defunta decisero di seppellirlo, almeno fino al 1988. L’umo che lo ritrovò lo vendette a un farmacista che, però, passò a miglior vita. Dopo altre tre morti, la famiglia dell’ultima vittima lo gettò dalla finestra, ma un poliziotto lo trovò e lo restituì. Ad oggi non si sa dove sia il vaso. Probabilmente, sepolto in qualche luogo segreto.

10 oggetti maledetti: la scatola Dybbuk

10 oggetti maledetti: la scatola Dybbuk

10 oggetti maledetti: la scatola Dybbuk

Passata la metà dei nostri 10 oggetti maledetti, parliamo della scatola Dybbuk. Si tratta di una scatola, appunto, per il vino e si ritiene sia posseduta da uno spirito maligno. Una donna la vendette a Kevin Mannis, dicendogli di averla ricevuta in seguito alla morte della nonna. Una volta aperta trovò una candela, un calice per il vino e due ciocche di capelli.

Quello stesso giorno l’umo subì qualcosa di simile a una rapina. Il suo negozio venne messo a soqquadro, ma non mancava nulla. Il suo dipendente sostenne di aver visto le lampadine frantumarsi e qualcuno imprecare. Inoltre, nell’aria si sentiva odore di gelsomino. Dopo aver passato la scatola ai suoi famigliari, i quali ne subirono i terribili effetti, decise di metterla in vendita.

L’unico compratore la riportò indietro lamentandosi dei soliti problemi. Una volta chiusa nello scantinato, Kevin affermò di vedere fantasmi in casa sua. La notte, inoltre, si svegliava con segni di graffi e morsi. Nel 2003, per 140 dollari, Losif Nietzke se ne appropriò per poi lamentare gli stessi fenomeni paranormali. L’ultimo acquirente fu Jason Haxston che disse di aver iniziato a tossire sangue e provare una continua stanchezza. Dal 2017 Zak Bagans, conduttore di Ghost Adventures, la tiene esposta nel suo museo a Las Vegas.

10 oggetti maledetti: lo specchio della Myrtles Plantation

10 oggetti maledetti: lo specchio della Myrtles Plantation

10 oggetti maledetti: lo specchio della Myrtles Plantation

In una piantagione in Louisiana si trova uno specchio vecchio di 200 anni. Secondo la leggenda uno schiavo avvelenò una torta, uccidendo la moglie del proprietario e le sue due figlie. Le loro anime, così, rimasero intrappolate nello specchio.

Spesso, infatti, i visitatori dicono di vedere impronte sul vetro. Alcuni sembra abbiamo visto anche delle persone aggirarsi per la casa con vestiti dell’epoca. In questo caso, però, non c’è nulla che attesti la veridicità della storia su cui si basa la maledizione. Inoltre, secondo i registri della piantagione, la moglie e una delle figlie morirono a causa della febbre gialla.

Annabelle

Annabelle

Annabelle

Tutti conosciamo Annabelle, la bambola posseduta più famosa del cinema horror degli ultimi anni. Ad oggi viene tenuta in una teca nel museo dell’occulto di Ed e Lorraine Warren in Connecticut.

La storia inizia negli anno ’70 quando una donna la acquista per la figlia. Presto alcuni accusarono la bambola di essere aggressiva e aver cercato di strangolare un amico di famiglia. Dopo una investigazione, i demonologi determinarono che la bambola fosse posseduta.

Nonostante oggi sia tenuta sottochiave in una teca benedetta regolarmente, l’avviso è sempre stato quello di non avvicinarsi troppo e non prendere in giro la bambola. Altrimenti i suoi effetti malefici potrebbero perseguitarvi.

10 oggetti maledetti: The Anguished Man

10 oggetti maledetti: The Anguished Man

10 oggetti maledetti: The Anguished Man

Abbiamo quasi scoperto tutti e 10 gli oggetti maledetti di questa lista. A questo punto parliamo del The Anguished Man (L’uomo angosciato), appartenente alla famiglia di Sean Robin. Sean ha raccontato che il dipinto fosse appartenuto alla nonna, la quale si era sempre lamentata della sua malvagità. Secondo le parole della donna, infatti, l’artista avrebbe creato il quadro mischiando le tempero con il suo stesso sangue. Una volta terminato, si sarebbe ucciso.

Dopo la morte dell’anziana signora, le cose iniziarono a peggiorare per la famiglia. Sean ha detto di aver visto una misteriosa persona piangere, un strana nebbia in cima alle scale e un uomo che lo fissava ai piedi del letto.

Il letto a castello dei Tallman

Il letto a castello dei Tallman

Il letto a castello dei Tallman

Alan e Debby Tallman acquistarono un letto a castello per i propri figli, ma le cose iniziarono a diventare inquietanti molto presto. I bambini, infatti, si ammalarono e cominciarono a vedere una strega nel sonno. Inoltre, la radio continuava ad accendersi e spegnersi da sola. La cosa più spaventosa accadde ad Alan dopo essere tornato, un giorno, dal lavoro. Una voce gli aveva detto di entrare nel garage, ma proprio in quel momento divampò un incendio. Non appena riuscì ad afferrare l’estintore, si voltò e le fiamme erano sparite nel nulla. La famiglia bruciò subito il letto e le attività paranormali cessarono.

10 oggetti maledetti: Robert la bambola

10 oggetti maledetti: Robert la bambola

10 oggetti maledetti: Robert la bambola

L’ultimo dei 10 oggetti maledetti è un’altra bambola. Anche questo un caso abbastanza noto dagli amanti del genere. Il primo possessore di Robert fu Robert Eugene Otto, il quale lo ricevette come regalo di compleanno dal nonno. L’oggetto, nel corso del tempo, fu accusato di aver provocato inquietanti incidenti e di aver fatto perdere il lavoro alle persone.

Nel 1974 Myrtle Reuter acquistò la casa e divenne proprietaria di Robert. Chi le faceva visita si lamentava di strani rumori di passi e risate. In molti notarono un cambio di aspetto nel volto ogni volta che si faceva riferimento a Otto. Quindi, nel 1994, Myrtle la donò al Fort East Martello Museum in Florida.