Voti bassi in pagella? E chi se ne frega!

Emilia Granito

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Finita la scuola, a giugno, si tirano le somme. Com’è andata? Promossi a pieni voti, rimandati a settembre o bocciati? Chi se ne frega! Certo, i vostri genitori non saranno molto d’accordo, ma provate a farli ragionare un attimo ed anche loro si convinceranno che un 4 in matematica non è per forza da vedere come un totale fallimento. Perché uno o più voti bassi in pagella non fanno necessariamente di voi un totale fallimento.

Partiamo anzitutto da una considerazione: gli anni passati a scuola sono sì una parte importante della nostra vita, ma sono appunto una parte. Perciò, un brutto voto in un compito o anche alla fine dell’anno non sono da vedere per forza come un totale fallimento, quanto piuttosto come un segno che qualcosa non va. La capacità di comprendere i propri errori, di capire quali siano i nostri punti deboli e lavorarci sopra per migliorare è considerata una delle prime manifestazioni di maturità. In parole povere, si tratta della resilienza: una parola che avrete visto tatuata su Gianluca Vacchi, ed altro non vuol dire se non la capacità di una persona di superare un periodo di difficoltà, uscendone più forte e consapevole di prima.

Stessa cosa vale per un voto basso: inutile piangerci sopra, semplicemente dall’anno prossimo sarà necessario dedicare più tempo ed energie in quella o quelle materie in cui l’anno precedente non siete andati proprio benissimo. Se ancora non siete convinti di questi consigli, una ulteriore conferma viene dal mondo del lavoro. Lì non vi chiederanno quasi mai com’è andato il compito su Giacomo Leopardi o l’interrogazione sui campi magnetici. Ciò che interessa ai responsabili delle risorse umane, oltre alle competenze e conoscenze proprie del settore di lavoro che scegliete, è tutta una serie di “soft skill”, di attitudini e predisposizioni che nulla hanno a che fare con l’ablativo della terza declinazione.

Un esempio di quanto un buon andamento scolastico sia altamente ininfluente sul successo lavorativo? Le vicende di Steve Jobs e Bill Gates ormai sono note a tutti. Entrambi hanno abbandonato gli studi per dedicarsi ad un’idea, l’hanno sviluppata e vedete dove sono arrivati! Addirittura Rita Levi Montalcini aveva voti bassi in pagella, proprio in materie come matematica e fisica, eppure è diventata un’autorevole scienziata, tanto da ottenere il Nobel nel 1986. Quindi, se proprio non riuscite a ricordare la data esatta della presa della Bastiglia ma siete sicuri di avere un’ottima idea imprenditoriale, mettete da parte i libri e provate a scrivere un bel progetto, partecipate ad un contest o un concorso che metta in palio i fondi necessari per avviare la vostra start up e buona fortuna!