U2: “Songs of experience”: un album per credere e sperare

In MUSICA by Claudio BattiatoLeave a Comment

Dopo il successo di Songs of Innocence del 2014, tornano a “cantarla” e suonarla gli U2, reduci dal successo internazionale di The Joshua Tree.

Un album nuovo, per crescere, sperare e soprattutto credere. Questo è il messaggio chiaro dei 13 pezzi suonati dalla band irlandese più famosa al mondo. Anticipato qualche mese fa era già stato apprezzato il singolo “You’re the Best Thing About Me”, tra le belle sorprese di The Joshua Tree, il party musicale “trentennale” di Bono, The Edge, Larry Mullen Jr e Adam Clayton. Nelle scorse settimane erano stati anticipati anche i pezzi “Get Out of Yur Own Way” e “The Blackout”, entrambi subito apprezzati dalla critica, nonostante una diversità lampante e una musicalità da un lato più “old style” degli U2, dall’altro un po’ un mashup tra rock e pop e per questo più giudicata e dal difficile ascolto per i puristi del genere.

Songs of Experience, però, è pur sempre una seconda parte, come Bono e soci avevano annunciato anni fa ed è un percorso continuo. Dall’innocenza all’esperienza, questo è quello che vuole portare il complemento di questo doppio ascolto, quasi una minisaga musicale da parte della band. Un quattordicesimo album che ha poco a che vedere con gli altri, e che di certo non sarà quello ricordato come il loro più grande capolavoro. Va però apprezzato lo sforzo degli U2 nel ricercare nuove melodie, nuove forme di trasmettere messaggi, rinnovandosi nonostante gli oltre trent’anni nel grande palcoscenico musicale internazionale. Questo disco è stato presentato come un messaggio aperto di Bono a tutte le persone che gli sono state vicine in questi anni, ispirato dalle parole del poeta Brendan Kennelly: “Componi i pezzi come se stessi per morire”, il cantante irlandese ha espresso nei brani tutte le sue emozioni, mettendo l’amore al centro di tutto.

Ancora una volta un messaggio di pace e fratellanza, dalla voce mondiale che da sempre ha lottato per la sua Irlanda e per far sì che la musica possa riavvicinare le persone e rendere il mondo un posto migliore.

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