Tracce di sangue, in un casolare della zona, dove sono stati trovati i resti del corpo del piccolo Gioele

Periti di fama internazionale stanno perlustrando la zona in cui sono stati ritrovati i corpi di  Viviana Parisi e del figlio Gioele Mondello, scomparsi il 3 agosto e poi trovati morti dopo giorni nelle campagne di Caronia, nel Messinese. Dopo il summit alla procura il Procuratore Cavallo ha nominato altri esperti per ricostruire la dinamica dell’incidente che ha coinvolto l’auto della deejay morta, una Opel Corsa, e un furgoncino di manutenzione, nella galleria Turdi sulla A20 Messina-Palermo. La perizia riguarderà anche i mezzi coinvolti. Il magistrato ha detto di recente che dopo le analisi eseguite dalla Polizia scientifica sul mezzo della donna è emerso che non ci sono tracce di sangue né sul parabrezza né all’interno dell’abitacolo. Si attendono nei prossimi giorni anche gli esiti sui frammenti ossei trovati nei pressi del luogo di ritrovamento della deejay e del figlio di 4 anni. Non si sa se si tratta di ossa umane o di animali. Giuseppe Di Bello, l’ex carabiniere che ha trovato i resti del piccolo racconta:  “Volevo partecipare alle ricerche, perché questa vicenda mi aveva toccato ed erano quindici giorni che avevo il magone. Quella mattina inizialmente ho guardato lungo un ruscello, convinto che se fosse vivo Gioele si sarebbe diretto verso il mare. Poi ho dovuto lasciare quel punto perché non si passava più e ho cambiato zona: lì ho capito che qualcosa non andava perché c’era un odore terribile”. Nel frattempo le ultime notizie che potrebbero portare a nuovi risvolti sulla vicenda, riguardano delle tracce di sangue trovate in un casolare della zona. 



Alessandra Filippello