Tra sole, cuore e amore, menomale che è tornato Coez!

È trascorso un anno e mezzo da quando Coez con il suo quarto album si è imposto con la sua musica a suon di “Amami o faccio un casino!”

Non un disco e basta, ma più un imperativo categorico, un diktat, un’ultima chanche che Coez, al secolo Silvano Albanese, si era dato dopo anni che provava a sfondare senza riuscirci. Con il disco “Faccio un casino”, l’obiettivo è stato talmente raggiunto che tutto il successo, l’acclamazione dei fan e i sold out dei concerti sono stati difficili da digerire per Coez. Come si fa, infatti, a reagire quando i sogni si realizzano e tu non l’avevi preventivato? Si impara una nuova routine, un nuovo modo di stare al mondo non più come uno qualunque tra tutti, ma come Coez, l’autore di colonne sonore di amori e adii.

Soprattutto, si reagisce con la cosa che più tra tutte Coez sa fare: scrivendo un nuovo disco. Il 29 marzo 2019 è stato rilasciato “E’ sempre bello”, il quinto progetto discografico del cantante romano solo d’adozione. Dieci tracce diverse da “Faccio un casino”. Qui Coez è più leggero, più scanzonato, anche se non manca la vena polemica e la voglia di dire di sé.

La scelta della copertina racchiude il senso dell’album: su sfondo bordeaux una bella ragazza con in mano un hamburger nell’attimo prima di addentarlo. L’attesa della gioia, l’acquolina in bocca e il senso di evasione dalla dieta per raggiungere la felicità sono stati d’animo che precedono il momento in cui si dice: “E’ sempre bello”.

Il titolo è nato per caso, dopo un momento felice con una ragazza – come ha raccontato Coez – che si è sentito di dire “è sempre bello averti intorno”.

Entusiamo, serenità, senso di evasione si respira in “E’ sempre bello”. Si potrebbe fare il conteggio di quante volte Coez nomini il sole o usi l’aggettivo bello a conferma che qui il lato crepuscolare del cantante si è affievolito.

L’album risente molto della presenza di Niccolò Contessa, frontman de I Cani e producer per Coez. “Sono entrato in studio ad aprile, la prima pausa l’abbiamo avuta durante il periodo del Primo Maggio. In dieci giorni avevamo già buttato giù cinque o sei scheletri di pezzi. Niccolò mi ha accelerato il processo di scrittura. Rispetto agli altri dischi, dove io ero sempre fisicamente presente in studio dalle fasi iniziali fino al mixaggio, stavolta ci sono stati dei momenti in cui io ero in tour e lui per non perdere tempo a volte veniva a lavorare anche da solo – ha rivelato Coez -Tornavo e il pezzo era tutta un’altra cosa rispetto a come io l’avevo immaginato. Se avevo dubbi su alcune cose mi rassicurava, mi tranquillizzava. Alla fine è quello che dovrebbe fare il produttore. Puoi andare da uno bravo, che conosce i suoni, sa suonare gli strumenti, ma il rapporto che si instaura tra cantante e produttore deve essere prima di tutto un rapporto di stima e fiducia reciproca”.

Il disco è stato anticipato dal singolo omonimo del disco “E’ sempre bello”, ma l’album riserva dei pezzi altrettanto interessanti. È il Coez che conosciamo ma più felice, diretto, immediato, molto ispirato a Vasco Rossi e schiaccia l’occhio a Lucio Dalla, citando un verso della sua “Disperato erotico stomp” in “Vai con Dio”.

Ciò che accade con il nuovo disco di Coez è che ad ogni ascolto cambiano le preferite fino ad apprezzarlo per intero. In “Mal di gola”, “La tua canzone” e “Ninna nanna” c’è il Coez che abbiamo imparato ad amare. Con “E’ sempre bello” e “Domenica” si riscopre il lato leggero di Coez. In “Vai con Dio”, come fatto con “Delusa da me” o “Parquet” (canzoni presenti in “Faccio un casino”) Coez gioca con le parole e parla di sesso a due quando c’è una tale sintonia che non ti aspettavi.

“Catene”, “Fuori di me” e “Aeroplani” sono molto intimiste, autobiografiche. Esce fuori un Coez che detesta l’odio sui social, che riflette su se stesso, racconta aneddoti della sua infanzia e conferma il disagio quando è riuscito a fare un casino.

Il modo di scrittura di Coez è sempre lo stesso: giochi di parole, frasi limpide e schiette che colpiscono subito e che sono state usate per tappezzare Roma e Milano di manifesti prima dell’uscita dell’album. È cambiata la musica: meno rap, più pop e più voglia di ripendere precedenti sonorità che sono state dimenticate.

Intanto, per il 28 e 29 maggio non prendete impegni perché Coez tiene due concerti a Roma, al Palazzo dello sport, che anticipano il tour autunnale.

Coez è tornato, menomale!



Sandy Sciuto