Torneremo a viaggiare, alla scoperta di Orte

Ci siamo. Questa settimana è stata quella delle “grandi” riaperture. Quasi tutta Italia è tornata zona gialla e finalmente ci si può muovere anche tra ragioni. Quindi, l’occasione per tornare a viaggiare, è finalmente arrivata. Ovviamente nel rispetto delle regole per contrastare il Covid-19. Questa settimana abbiamo deciso di portarvi nell’altro Lazio, ad Orte.

Conosciuta come importante snodo autostradale e ferroviario, ai confini strategici in qualità di luogo commerciale di transito, la splendida cittadina tufacea in posizione collinare spicca nel paesaggio viterbese, eppure resta defilata rispetto ai consueti itinerari turistici nel cuore della Tuscia, antica terra etrusca.

Ma non occorre per forza recarsi a Civita di Bagnoregio o Orvieto per assaporare bellezza che, anzi, forse è più segreta ed attraente in un posto poco noto e poco frequentato, quale Orte.

Della sua bellezza s’accorsero i meoni, popolazione qui ospitata dagli etruschi direttamente dalla greca Corinto: vogliamo capirlo anche noi italiani che Orte va subito appuntata nel taccuino di viaggio?

Nel suggestivo e ben conservato centro storico si conservano alcune meraviglie architettoniche, che emergono dopo percorsi in cui capita d’incontrar austeri portali in bugnato, stemmi papali e gentilizi e lapidi marmoree.

Scopriamone insieme cinque:

PALAZZO ROBERTESCHI

Edificato nel XV secolo, accoglie una biblioteca sul Medioevo e il Rinascimento, periodi in cui pure fu vivo questo centro.

PORTA DI SAN CESAREO

Si tratta dell’unico accesso medievale rimasto intatto. Nei pressi, il singolare palazzetto sempre medievale della “casa di Giuda”, caratterizzato da portico e colonne.

PALAZZO NUZZI

Risalente al XVII secolo e sede del Comune, non è lontano da una fontana sotterranea, suggestivo terminale dell’antico acquedotto.

CATTEDRALE

Dedicata a Santa Maria Assunta, la chiesa venne costruita nel 1721, ma la sua facciata vene realizzata nel 1901. Dentro si possono ammirare una pala settecentesca con l’ “Assunta e Martiri ” di Bottani ed una preziosa copia della “Madonna orante” di Taddeo di Bartolo.

CHIESA DI SANT’AGOSTINO

Del XII o XIII secolo, l’edificio conserva un crocifisso ligneo del XV secolo e la “Madonna del Rosario” di Giorgio da Orte, realizzata nel Cinquecento.

 

Orte è il borgo che non t’aspetti, abbarbicato su un’altura ma mai isolato, le cui mura raccontano una storia che s’intreccia con la verde natura e si rinnova al visitatore, accolto a braccia aperte come un tempo quel popolo da Oriente.

Non dista molto dal suo capoluogo di provincia Viterbo, il che può consentire un tour alla scoperta anche della famosa “città dei papi”: che non furono mica scemi a puntare su questi luoghi genuini!

E magari, anche questo filmato (di Christian Liguori come le foto) ti convincerà!



Christian Liguori