Torneremo a viaggiare: alla scoperta di Acquasanta Terme

Delizioso paesino di montagna facente parte della comunità montana del Tronto, ferito dal sisma umbro-marchigiano nel 2016, Acquasanta Terme conserva intatto il fascino di borgo appenninico del centro Italia, restando così una delle località più meritevoli della provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche.

Potremmo dire che basta un’ora per visitare questo borgo. Un’ora che può sembrare un attimo, ma è un attimo che vale un’intera vita. E’ un modo per comprendere quanto un luogo possa esprimere, con tutte le sue sofferenze, con quel bisogno di farsi notare che esiste anche con tutte le sue bellezze.

Tra l’altro, è una terra che fa miracoli: le sue acque sulfuree e salso bromo-iodiche erano già note ai romani, quando il posto era denominato “Vicus ad Aquas“.

Dall’alto, si fa per dire, dei suoi 390 metri sul livello del mare, Acquasanta domina l’incassato corso del fiume Tronto. Ma quali sono i suoi tre edifici di culto maggiormente rappresentativi?

SANTA MARIA MADDALENA

Chiesa del XIV secolo che conserva una pregevole tavola del ‘600 di scuola veneziana, una “Maddalena” per l’appunto, e un affresco risalente al XVI secolo.

SAN GIOVANNI BATTISTA

Edificio di culto del XIII secolo con campanile successivo quanto ulteriori rimaneggiamenti. Il pavimento in graniglia del 1923 fu sostituito da quello attuale in cotto nel 1980. L’impronta originaria è quella del romanico.

SANTA MARIA

Chiesa risalente alla metà del ‘200 inizialmente dedicata solo alla Vergine, poi anche al Crocifisso dal 1614. Parte dell’edificio sorge su rovine di antiche terme romane e la statua della Madonna all’interno è opera di un artista di Ortisei: Gius Obletter.

Acquasanta non è solo chiese, ma anche vicoli e scorgi suggestivi di un passato tormentato, natura e sculture d’arte contemporanea nella villa comunale. Il meglio di quel mix suggestivo che si può ricavare dalla commistione di sacro e profano, senza rinunciare a preservare la propria memoria, seppur sofferta.

Le Marche meridionali vi aspettano anche per il buon cibo e le tradizioni meno-gastronomiche. Piatti a base di astici con peperoni dolci, baccalà con salsa verde, omelette ai tartufi, tajine di agnello e vincisgrassi sono solo alcune delle ricette preliate che si possono assaporare. Mangiare sano in un posto sano significa, peraltro, vivere bene.

Per ulteriori approfondimenti visivi osservate le fotografie e la clip, entrambe di Christian Liguori.

Poi, prendete appunti per quando torneremo a viaggiare: Acquasanta vi attende!

 



Christian Liguori