The Others: un cult che non potrai smettere di guardare per nessun motivo

The Others (2001) di Alejandro Amenábar.
Scrive Paolo Boschi: “Dopo il sorprendente esordio con Tesis e la conferma di Apri gli Occhi il giovane cineasta spagnolo di origini cilene Alejandro Amenábar conferma di essere la nuova stella del cinema iberico con The Others”. Come non concordare?

Sembrerebbe un semplice horror gotico con tutte le carte in regola (porte che scricchiolano, nebbia imperante, villa solitaria, rumori inspiegabili…) ma è molto di più.
Uno dei lavori più inquietanti e interessanti delle ultime stagioni, con una Nicole Kidman al vertice del suo talento e che ricorda la Deborah Kerr di Suspense (pazzesco che Venezia non l’abbia premiata come migliore attrice, preferendole la piatta Sandra Ceccarelli di Luce dei Miei Occhi).
Un colpo di scena finale veramente inaspettato e sorprendente conclude una vicenda che tiene per due ore col fiato sospeso e che spiega compiutamente tutto quello finora visto (accade raramente che in un film ogni tessera trovi la sua giusta collocazione).
Grande regia di Alejandro Amenábar… “la scelta della location, i costumi, il montaggio e l’uso delle luci: tutto risulta perfettamente funzionale allo scopo del regista di tenere sempre sul chi vive lo spettatore” (MyMovies).

Prodotto da Tom Cruise, fotografato splendidamente, sofisticato-elegante-raffinato e coinvolgente al contempo, un film claustrofobico e inquietante dalle grandiose e angoscianti atmosfere, difficilmente dimenticabile e che rivedendo si gusta maggiormente potendone cogliere meglio le innumerevoli sfumature.

Brivido, tensione, suspense a profusione… e il tutto fornito con intelligenza, senza dozzinali e triti mezzucci, senza improbabili make up o risaputi effetti speciali: una vera lezione di cinema (“la regia è più vicina ad Edgar Allan Poe che a Stephen King”, afferma giustamente Mario Sesti).



redazione