Tanti zeri sul conto per il papà di Fortnite, Tim Sweeney è tra i più ricchi del mondo

Claudia Ruiz

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Sicuramente il nuovo anno si prospetta pieno di soddisfazioni e tanti zeri sul conto in banca per il papà di Fortnite, Tim Sweeney, celebrato per essere entrato nella classifica degli uomini più ricchi del mondo. 

Grandi guadagni, quindi, non solo per i giocatori della più famosa piattaforma online del mondo, come nel caso eclatante di Ninja (10 milioni di dollari solo nel 2018), ma anche per chi ci ha creduto e l’ha portata alla luce.

Sembra proprio, dai dati riportati da Bloomberg, che il CEO di Fortnite ha davvero tanto di cui gioire per questo 2019, Sweeney si è classificato al 190esimo posto. Il conto in banca del “paperone” dei videogiochi ammonterebbe a 7,16 miliardi di dollari un centinaio di milioni in più rispetto a George Soros e Silvio Berlusconi. E 600 milioni in più rispetto a George Lucas. Cifre che non sono state divulgate dal diretto interessato, ma ricavate dagli analisti di Bloomberg sulla base degli ultimi investimenti di Epic Games. Diciamo che Fortnite ha battuto guerre stellari!

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando possiamo dire che Fortnite Battle Royale è uno contro tutti in terza persona: lo scopo del gioco è quello di fare fuoco contro qualsiasi cosa si muova e rimanere vivi alla fine del massacro. Tuttavia parte del successo del gioco è dovuto al fatto che Fortnite combina l’azione in combattimento con una meccanica adibita alle costruzioni, grazie a un menù che richiama molto da vicino le possibilità offerte da Minecraft. E’ un gioco adatto ai più incalliti ma è anche molto intuitivo, si può giocare da singoli, coppie o squadre, è disponibile su diverse piattaforme (mobile, pc, console)

C’è da precisare che il patrimonio complessivo di Mr Sweeney non deriva totalmente dal videogioco del momento, bensì dall’intera piattaforma Epic Games, di cui è CEO. La società non è quotata in borsa quindi il valore patrimoniale che è stato attribuito riguarda una stima sul valore di Epic Games nell’ultimo round di ottobre: un gruppo di imprenditori guidato dal private equity KKR ha sborsato 1,3 miliardi per un pacchetto di azioni.

La forte crescita di Epic Game è data anche dalla continua tensione all’innovazione, questa società ha fin dal 1998 creato videogiochi che fossero di grande attrazione sia per gli appassionati che per i novellini. Tutto si mise in azione con Unreal, subito dopo fu creato un software Unreal Engine per permettere la creazione di infiniti titoli, così ogni volta che un nuovo sviluppatore vuole vendere un gioco con Unreal Engine una percentuale va a Epic Game e così direttamente nelle tasche del nostro amico Tim Sweeney.

L’ultima trovata geniale di Sweeney riguarda uno store online in diretta concorrenza con Stream, Apple e Google, trasformando di fatto Epic Game in un distributore e ampliando il bacino di utenza.

Tim Sweeney non sarà proprio al top della classifica, ma può guardare con ottimismo al futuro del suo conto in banca destinato a grandi incrementi!