Streghe di Salem – La caccia e il “processo”

Streghe di Salem, quanti di noi hanno sentito, visto, ascoltato la storia di questa vicenda (dalla quale in molti hanno tratto film e serie tv). Ma cosa c’è di vero? Qual’è la vera storia di questa vicenda drammatica, assurda e terribile? Proveremo a chiarire questo e a dare risposte ad altre domande in questo articolo. Sarà un articolo lungo, e il più possibile completo sperando che vi piaccia e che sia di vostro gradimento, addentriamoci nei meandri della vicenda.

Il Contesto sia Geografico che Storico – Streghe di Salem

Salem fu colonizzata nel 1626 da un gruppo di  pescatori europei calvinisti guidati da Roger Conant, sospinti verso il Nord America dalla politica Anglicana di Re Carlo I, avversa alle minoranze religiose del paese. La nascita dei processi alle streghe di Salem affonda dunque le sue radici nell’Europa calvinista pre seicentesca, la cui cultura e il cui credo attecchirono nei nuovi insediamenti coloniali dell’intero New England, non soltanto a Salem.

Salem era abitata da puritani, gente forte di un’incrollabile fede che predicava uno stile di vita molto rigido. A Salem fu bandita la musica, ad eccezione degli inni sacri, furono proibite le danze e i festeggiamenti in luogo di Natale e Pasqua, poichè ritenute due festività pagane. Vennero inoltre aboliti i giocattoli e le bambole in quanto divertimenti futili. In un contesto del genere, una donna che ardiva indossare abiti più succinti (e quando scriviamo “succinti” non immaginatevi certamente minigonne da urlo inguinali), con colori sgargianti come il rosso, era malvista dall’intera comunità ed emarginata dal resto del villaggio.

Nel 1642 in Inghilterra viene ufficialmente riconosciuto il reato di stregoneria, punibile con la pena capitale. Si diffusero inoltre pamphlet e testi che mettevano in guardia le masse dal demonio.

Verso la fine del 1600, Salem venne divisa in due frazioni: Salem villaggio e Salem città, costantemente in lotta fra loro. Questo è il clima in cui ebbe inizio la celeberrima caccia alle streghe, che si nutrì anzitutto dell’odio fra famiglie e delle invidie fra cittadini più e meno abbienti.

Che la Caccia abbia inizio – Streghe di Salem.

Nell’inverno fra il 1691 e il 1692 Elizabeth “Betty” Parris e Abigail Williams, rispettivamente figlia e nipote del pastore Samuel Parris, iniziarono a comportarsi in modo inusuale: in particolare a rimanere taciturne, a nascondersi dietro vari oggetti e a strisciare sul pavimento. Nessuno dei medici interpellati riuscì a dare una spiegazione dei disturbi delle ragazze: uno dei dottori, William Griggs, concluse che poteva essere un caso di possessione diabolica. Egli non avrebbe quindi potuto curare le due ragazze, perché il “malocchio” non era una malattia, bensì un crimine perpetrato da una strega o da un mago a danno di un’altra persona, di competenza delle autorità giudiziarie.

L’attribuzione alla stregoneria della causa dei comportamenti anomali delle due giovani non era un fatto automatico nella cultura di quel gruppo sociale. All’inizio il comportamento delle ragazze fu interpretato solo come bizzarro. Un contemporaneo, Robert Calef, ne riporta un resoconto: «Entravano nelle buche e strisciavano sotto sedie e sgabelli… [con] svariate posizioni e buffi gesticolii, [e] facevano discorsi ridicoli e assurdi, incomprensibili per loro come per gli altri». Solo quando, a un mese dall’inizio del manifestarsi dei casi, essi furono attribuiti agli effetti di un maleficio, le ragazze apparvero come tormentate.

In un primo momento il reverendo Parris decise di non rivolgersi alle autorità giudiziarie e chiese consiglio ad altri pastori locali, i quali gli consigliarono di affidarsi a Dio e di lasciare che il tempo facesse il suo corso. Tuttavia si erano diffuse voci sul malocchio e molti altri abitanti del villaggio premevano per risolvere la faccenda diversamente, dato che anche altre adolescenti iniziarono a comportarsi allo stesso modo.

Una donna del Village, Mary Sibley, propose un espediente, chiamato Witches cake (torta delle streghe) e usato nella tradizione popolare per identificare le streghe. Si preparava una focaccia impastando segale e urina delle presunte streghe e poi la si dava in pasto a un cane, con la convinzione che l’animale, consumata la focaccia, sarebbe stato in grado di riconoscere e aggredire la strega responsabile del maleficio[4]. L’espediente non sortì alcun effetto, salvo far ammalare l’animale.

Elizabeth Parris e Abigail Williams, insieme ad altre ragazze, Ann Putnam, Betty Hubbard, Mercy Lewis, Susannah Sheldon, Mercy Short e Mary Warren, furono incalzate a rivelare i nomi di altre ragazze, che potessero essere streghe o possedute dal demonio. Betty e Abigail accusarono una schiava indiana (o africana), Tituba Indians, di proprietà del pastore Parris. Il 25 febbraio la dodicenne Ann Putnam e la quattordicenne Elizabeth Hubbard confermarono l’accusa e nei tre giorni successivi indicarono altre due donne come streghe: Sarah Osborne e Sarah Good. La prima era una signora anziana e inferma, che aveva dato al suo compagno gli averi, che avrebbe dovuto lasciare in eredità ai figli del suo primo marito; la seconda era una mendicante nota in città, figlia di un oste francese, che fu accusata solo perché parlava spesso da sola.

Il Primo Processo le prime accusate furono Sarah Good, Sarah Osborne e Tituba. Ma chi erano queste donne?

Sarah Good e Sarah Osborne erano rispettivamente una senzatetto e una donna che da più di un anno non metteva piede in chiesa. Tituba era una schiava di colore che viveva in casa Parris, a cui la leggenda attribuisce decine di origini differenti. Secondo il reverendo e le due ragazze ella era una strega, sorpresa più volte a conversare nascostamente con una misteriosa entità “ombra” ritenuta essere il diavolo. Durante il processo Tituba non rinnegò mai queste accuse, fu anzi lei stessa a confermare di avere contatti con il demonio e di essere una strega. Al tempo stesso gettò infamia sulle altre accusate, Sarah Osborne e Sarah Good, sostenendo che la Osborne vivesse con un piccolo mostriciattolo dalla testa di donna e il corpo di animale e che se ne servisse nei suoi Sabba.

Paradossalmente fu proprio questa ammissione di colpa a salvare la vita di Tituba: le altre due donne furono condannate – Sarah Good impiccata, Sarah Osborne morì in prigione – mentre Tituba riuscì a lasciare Salem impunita, dopo aver insinuato il germe del sospetto nell’intera comunità, ora più che mai fermamente convinta che le streghe vivessero nascoste fra i suoi abitanti. Il suo nome ancora oggi è avvolto nella leggenda, poichè dopo aver innescato un meccanismo perverso di isteria, accuse e sospetti, nessuno seppe più che fine fece.

La prima esecuzione – Streghe di Salem.

Il primo processo si tenne il 2 giugno, la prima donna ad essere  impiccata fu Bridget Bishop fu giustiziata il 10 dello stesso mese: il luogo dove si svolse l’esecuzione è noto come witches’ hill, la collina delle streghe.. La Bishop era una proprietaria terriera – aveva un grande campo di mele – e possedeva una taverna. Ad accusarla furono Abigail Williams, Ann Putnam e Mary Walcott. Le infamie sul suo capo erano tante: era accusata di stregoneria, magia nera, di aver sedotto tutti gli uomini del villaggio – cosa impegnativa, considerando che la Bishop aveva superato i 60 anni di età – e di insidiare le giovani fanciulle di Salem. Fu dichiarata colpevole e impiccata alla Gallows Hill, i suoi resti poi vennero malamente sepolti nella stessa area, così come quelli di tutti gli altri colpevoli.

La seconda seduta ebbe luogo il 29 giugno e furono processate cinque donne, tutte condannate a morte. Il 5 agosto si tennero altri sei processi, che ebbero come verdetto altrettante condanne a morte, di cui però solo 5 vennero eseguite: Elizabeth Proctor era incinta e l’esecuzione fu rinviata. Si tenne anche il processo di George Borroughs, che si difese strenuamente in aula e terminò recitando il Padre Nostro: anch’egli fu condannato a morte.

All’inizio di settembre altre sei persone furono condannate alla pena capitale: una condanna fu però sospesa, mentre un’altra persona riuscì a evadere dal carcere e fuggire. In totale furono quindi eseguite quattro condanne. Il 17 settembre si tenne l’ultima udienza della corte, in cui furono condannate all’impiccagione nove persone, anche se in cinque casi venne commutata la pena. Il contadino ottantenne Giles Corey, marito di Martha Corey, non riconoscendo l’autorità della corte, era rimasto in silenzio durante il suo processo. Fu sottoposto alla tortura prevista in questi casi nel diritto penale inglese dell’epoca: fu fatto sdraiare prono a terra e gli vennero posti dei pesi sul corpo, in modo da schiacciargli il torace e costringerlo a parlare. Corey rimase in silenzio e morì soffocato.

Con una sola eccezione, tutti coloro che furono dichiarati colpevoli di stregoneria furono condannati a morte: i condannati che si riconoscevano colpevoli e facevano i nomi di altri sospettati non furono giustiziati. Oltre a quella di Elizabeth Proctor, anche l’esecuzione di un’altra accusata fu posticipata a causa della gravidanza fino al parto. Nell’arco di quattro esecuzioni del corso dell’estate, furono impiccate diciannove persone (fra le quali un pastore e un poliziotto, che si era rifiutato di continuare ad arrestare i sospettati di stregoneria), di cui almeno tre fino ad allora molto stimate della comunità.

Il 22 settembre fu il giorno delle ultime esecuzioni. Una leggenda racconta che, mentre il carro, che trasportava i condannati, si dirigeva verso il patibolo, una ruota si infilò in una buca nel terreno. Le ragazze ritenute vittime del maleficio, che assistevano alla scena, gridarono che il diavolo stava cercando di salvare i suoi seguaci.

Sei delle persone giustiziate erano uomini; le altre erano per lo più donne anziane, che vivevano in condizioni di povertà estrema. Durante il processo contro le streghe a Salem non furono effettuati i raccolti e i bovini furono abbandonati. I mulini restarono fermi, poiché i proprietari risultavano scomparsi, il personale era stato arrestato, oppure i lavoratori frequentavano le udienze del processo per il puro piacere dello spettacolo.

“La prova dell’evidenza spettrale” – Streghe di Salem.

Nei cosiddetti mesi d’isteria di Salem costituiva elemento probante nella formulazione di accuse di stregoneria l’evidenza spettrale: le donne accusate dovevano effettuare la loro arringa in tribunale alla presenza delle vittime, quasi sempre le giovani Williams, Putnam, Parris e Walcott. Se nell’udire la voce delle presunte streghe le ragazze avvertivano malesseri, capogiri, stati confusionali o manifestavano crisi isteriche, svenivano o si contorcevano, la prova spettrale era stata superata ed era dimostrato che l’accusata fosse una strega. Durante le deposizioni delle imputate molte ragazze svennero o furono vittime di violente crisi isteriche che convinsero i magistrati dell’epoca della presenza del maligno in aula.

Questo metodo di giudizio fu aspramente criticato poichè metteva addosso ai testimoni responsabilità ancora maggiori. Non soltanto esse erano libere di puntare il dito contro chiunque, ma tramite l’evidenza spettrale potevano influenzare la sentenza dei giudici.

Furono accusati  donne e uomini rispettabili, i documenti dell’epoca hanno consegnato agli annali i nomi di diciannove individui impiccati, un morto sotto tortura e quattro decessi in prigione. La maggior parte degli accusati erano puritani che godevano di una buona posizione all’interno del villaggio. Rebecca Nurse ad esempio era una donna di buona famiglia, amata e ben voluta da gran parte dei cittadini di Salem. Ma ciò  a nulla servì dinanzi le accuse di stregoneria formulate da Abigail Williams.

Il reverendo George Burroughs fu impiccato mentre recitava le sue preghiere, cosa impossibile secondo le credenze del tempo per un uomo legato al demonio. Tutte le impiccagioni si tennero nella Gallows Hill, al cosiddetto “albero delle streghe”.

L’esecuzione più drammatica e spaventosa fu però quella di un ultra settantenne contadino di nome Giles Corey. Corey era il marito di una delle accusate, la “strega” Martha Corey e fu a sua volta coinvolto nel processo alle streghe dalle accuse di negromanzia formulate da Mercy Lewis, la quale asserì di essere continuamente perseguitata dal suo spirito pervertito e blasfemo. Prima di allora  durante il processo tutti gli accusati si erano dichiarati colpevoli o non colpevoli alla fatidica domanda posta loro dalla corte. Corey ricorse a un espediente che gli consentiva di non essere giudicato qualora non avesse risposto alle accuse di colpevolezza: rimanendo in silenzio il processo non poteva essere portato a termine e senza processo alla sua morte i suoi beni non potevano essere confiscati ma sarebbero passati agli eredi diretti, i suoi figli.

Nel tentativo di estorcergli la dichiarazione lo sceriffo locale George Corwin lo sottopose a uno supplizio atroce: lo fece distendere sul terreno antistante alle prigioni e ordinò che gli venissero caricati addosso dei pesantissimi massi. La tortura sarebbe proseguita fin tanto che Corey non si fosse arreso, esprimendo la sua dichiarazione di colpevolezza. Ma questo momento non arrivò mai, anzi alle richieste di resa dello sceriffo egli rispondeva incurante “più peso.” Dopo due giorni l’anziano uomo morì. Due sono le leggende che si tramandano circa il momento esatto in cui egli esalò l’ultimo respiro: la prima ce lo descrive serafico mentre farfuglia indefesso le parole: “più peso.” La seconda, decisamente più inquietante, lo tramanda nell’atto di maledire lo sceriffo George Corwin in piedi difronte a lui: “Corwin, io maledico te e Salem!“.

Nell’ottobre del 1692 il governatore Phips, sollecitato dal parere del reverendo Increase Mather, sottoscrive un mandato che mette fine ai processi di Salem. Il provvedimento emanato sottolinea come la prova dell’evidenza spettrale non sia del tutto attendibile e potrebbe mandare a morte molte persone innocenti. Le impiccagioni avvenute il 22 settembre di  Martha Corey, Margaret Scott, Mary Easty, Alice Parker, Ann Pudeator, Willmott Redd, Samuel Wardwell e Mary Parker furono le ultime sentenze di morte eseguite. Nel gennaio del 1693 quarantanove  persone arrestate per reato di stregoneria vengono assolte e rilasciate.

La Particolarità del processo di Salem – Streghe di Salem

Il processo di Salem presentò peculiarità, che lo distinsero da altri fatti riguardanti la stregoneria avvenuti in precedenza nel New England. Fu il più importante in termini di persone coinvolte e si estese all’intera contea di Essex: nella vicina città di Andover si verificarono più arresti che nella stessa Salem. Rispetto ai tradizionali processi per stregoneria, a Salem anche i parenti degli accusati furono sospettati del medesimo reato, per esempio nel caso delle famiglie Proctor e Corey.

Per quel che concerne gli accusatori, mentre solitamente essi erano donne adulte (più del 95 per cento delle denunce durante l’inquisizione, era sporto da donne, come attestano le lettere di cui esiste ancora abbondante reperibilità nelle università, nei comuni e, soprattutto, in vaticano, mentre inquisitori e giudici erano maschi) nel caso di Salem svolsero un ruolo importante giovani donne di età inferiore ai 25 anni, incluse alcune delle ragazze presunte vittime di malefici. La maggior parte delle accuse provenne proprio da loro, anche se a volte si limitarono ad avallare accuse altrui[17]. Dopo il processo, queste ragazze persero il credito che avevano goduto durante i processi.

I perchè ad un massacro senza alcun senso – Streghe di Salem

In molti nel corso degli anni hanno tentato di spiegare i fatti e tutto ciò che accadde a Salem in quel periodo. Vediamo quali sono le “spiegazioni” più concrete:

  • Abigail Williams, una delle principali accusatrici di Salem, negli anni ha assurto al ruolo di leggenda: l’opera teatrale “Il crogiuolo” del commediografo Arthur Miller, la descrive come la prima fra le streghe di Salem, dedita a Sabba e festini osceni nel bosco. Nell’opera, per salvare se stessa e le amiche dalla pena capitale ella avrebbe puntato il dito contro le rispettabili donne di Salem.
  • un ruolo fondamentale lo ebbero proprio le otto giovani di Salem, dalla Williams ad Ann Putnam, che manifestarono i sintomi della possessione demoniaca. Sul finire del 1600 le ragazze conducevano una vita soffocata dai precetti del puritanesimo, abbandonate a loro stesse e alla noia nelle grandi tenute coloniali; i loro genitori trascorrevano lunghi periodi in viaggio, poichè fra Salem villaggio e Salem città vi erano diverse miglia di distanza, per non parlare di tutti gli altri centri del New England che con i mezzi dell’epoca si faceva molta fatica a raggiungere. Loro erano dunque lasciate da sole e l’educazione  diveniva competenza di schiave come Tituba, originaria delle Barbados, un paese dove la cultura vodoo era  fortemente sentita. In più, durante quegli anni, cominciarono a circolare a Salem e in tutta l’America i testi di Cotton Mather, un autore che metteva in guardia i cittadini sulla presenza del diavolo in terra. Oltre ai testi di Mather prese spazio un filone letterario incentrato sulla superstizione e sulla stregoneria che costituì uno dei principali argomenti della letteratura del periodo. Qualcuno ritiene che nella noia dei loro interminabili pomeriggi casalinghi le ragazze cominciarono a esplorare questo mondo e ad auto-suggestionarsi. La cultura puritana e la repressione di tutti i più naturali istinti umani avrebbero fatto il resto, inculcando nelle loro suscettibili coscienze la convinzione che a Salem vi fossero delle fattucchiere.
  • Faide fra famiglie. Vi erano diverse inimicizie all’interno di Salem, soprattutto dopo la scissione avvenuta fra Salem villaggio e Salem città, che innescò una serie di gelosie e invidie. La famiglia Parris e la famiglia Putnam erano due fra le più influenti famiglie di fine seicento, in guerra contro la famiglia Proctor ed altri nuclei di Salem che rivendicavano i propri diritti. Per una bizzarra coincidenza gli individui accusati erano quasi tutti appartenenti a famiglie in aperto contrasto con i Parris, i Putnam e i magistrati del tribunale di Salem. Desta inoltre stupore il fatto che gli accusati che facevano ammissione di colpa e puntavano il dito contro altre possibili streghe venissero rimessi in libertà. Tituba è il caso più clamoroso ma vi furono anche altri episodi di donne date per spacciate ma che con questa strategia riuscirono a salvare la propria vita. Tutti gli accusati che furono impiccati si erano invece dichiarati innocenti.
  • LSD. Nel 1970 uno studio condotto da Linnda Caporael evidenziò come gli effetti riportati dalle otto giovani possedute fossero comparabili a quelli prodotti da una droga oggi molto conosciuta: LSD. L’lsd è il più potente allucinogeno esistente ed è un derivato dell‘ergot, a sua volta presente nel fungo parassita conosciuto come Claviceps purpurea, annidato nella segale e nel frumento, che cresceva in inverno nella parte paludosa ad occidente del villaggio di Salem.

    I sintomi di un’intossicazione da LSD sono allucinazioni, attacchi epilettici, convulsioni, aggressività e isterismo. Tutti riscontrabili nella misteriose sindrome che colpì le otto giovani. Alla base dei processi alle streghe di Salem potrebbe dunque esserci una fra le droghe più potenti mai sintetizzate?


Streghe di Salem Conclusioni:
 In conclusione di questo lungo articolo voglio proporvi una strana coincidenza che ha protagonista Giles Corey, l’uomo che venne schiacciato dai massi dei suoi aguzzini per il suo rifiuto a dichiararsi colpevole. Prima di morire scagliò una maledizione contro lo sceriffo di Salem e su tutti i suoi pari grado che gli sarebbero succeduti negli anni. Casualità volle che il trentenne sceriffo George Corwin, morì esattamente a distanza di quattro anni dall’esecuzione per infarto ed emorragia interna.

Nel 1970 lo sceriffo di Salem Robert Cahill fu costretto a rassegnare le dimissioni per improvvisi problemi cardiaci. Incuriosito dai fatti di Salem, decise di consultare l’albo degli sceriffi dalla morte di Corey, ed appurare se potessero esserci delle attinenze. Portò alla luce una verità sconvolgente: Da George Corey a lui, tutti gli sceriffi avevano avuto gravi problemi cardiaci sul lavoro, erano morti per improvvisi malanni o dovettero lasciare l’incarico a causa di gravi emorragie interne. La maledizione si protrasse fino al 1991, anno in cui la stazione venne trasferita da Salem a Middleton: da allora, gli sceriffi hanno potuto svolgere il loro dovere di tutori dell’ordine senza più alcun problema.

Sempre il fantasma di Giles Corey si aggirerebbe per il vecchio cimitero di Salem. Secondo la leggenda  il suo avvistamento anticiperebbe funesti eventi. Nel 1914 il fantasma  fu avvistato di notte: Proprio nel 1914 a Salem scoppiò un incendio che si sviluppò dalla Gallows Hill’s, la collina  dove la moglie di Corey e altre 18 persone furono impiccate e inghiottì l’intera città.

La Gallows Hill, la collina delle impiccagioni, è un altro dei luoghi dove l’attività paranormale sarebbe più concentrata. Strane apparizioni, lamenti notturni, voci e urla dal nulla sono i fenomeni riportati da chi la visita. Eppure, preferiamo prendere queste informazioni con riserva perchè quella che oggi è considerata la collina delle impiccagioni di Salem, potrebbe non essere stato realmente il luogo delle esecuzioni di morte. Uno studio condotto da Sidney Perley identificherebbe nella collina della morte un boschetto alle spalle di un supermercato.

Cari amici è tutto , spero che questo articolo sulle streghe di Salem vi sia piaciuto. Questa vicenda ci insegna che quando ci si lascia andare alla follia, alla superstizione si perde il controllo ed anche il contatto con la realtà e farne le spese il più delle volte sono persone che sono innocenti ma per colpa ad esempio di gente annoiata, faide familiare o tra persone passano i guai senza avere nessuna colpa. Altra cosa importante da dire che le vicende accadute alle streghe di Salem sono anche colpa di un errato concetto religioso, invasamento religioso che, come in molti casi nella storia dell’uomo ha portato a guerre e fatti nefasti come questo delle Streghe di Salem e tanti altri accaduti negli anni dell’inquisizione, dove semplici esseri umani si erano “alzati sullo scanno di Dio” e hanno giudicato non tramite giustizia, ma tramite un loro errato e forviante “giustizia religiosa”. Le vicende accadute alle Streghe di Salem devono essere un monito per il futuro!



redazione