Stereo-ti-picchio: le regioni d’Italia

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– Ciao Bella!
– Owwww… you are italian… Pizza, Mandolino, Pasta, Mafia, Berlusconi

Eh sì. Pensiamo proprio che, come cittadini del mondo, noi italiani siamo quelli più stereoti-pizza-ti. Sarà per la varietà e le differenze che ci sono nelle varie regioni. Sarà per il fatto che quelli che ci rappresentano nel mondo sono un nome e una garanzia. Sarà che non ce ne frega niente, sarà che ci teniamo troppo. L’Italia viene presa in giro da tutti, nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte, nella gioia e nelle avversità, se tu ci sarai, io ci sarò.

Tornando a noi.

Prendi un italiano a caso, che racconta barzellette e che va con le minorenni, per la legge del campionamento casuale tutti gli italiani saranno così. Ma figurati se quei tutti si sentono veramente così. E ci arrabbiamo pure quando ci etichettano, chi più, chi meno. Nella nostra vita lunga di viaggi e conoscenze abbiamo incontrato persone di tutta Italia o quasi che ci hanno fatto ri-credere sulla stereoti-pizza-zione dell’italiano medio. Ricredere proprio nel vero senso della parola ri-credere, credere due volte. Sì, lo sappiamo, se dicevamo confermare era meglio, ma è uno dei nostri super-poteri confondere la gente. Torniamo a noi.

Vogliamo dunque mostrarvi i vari stereotipi, sperando che nessuno, identificandosi in uno di essi, si senta ferito nel profondo e non gli si accenda qualcosa dentro da far diventare veramente il proprio stereotipo in un stereo-ti-picchio. Nella nostra digressione, andremo in discesa libera, scorreremo l’Italia con il metodo Top-down (con gioia per i nostri amici ingegneri, o coloro che si sentono tali), dall’alto verso il basso, anche perchè: “più vai giù, più vai giù”. Ogni riferimento a cose, case, animali, bambini, ragazzi, adulti, pranzi, cene è puramente e simpaticamente voluto o inventato, dipende dal contesto:

Valle d’Aosta
Non ne conosciamo nemmeno uno sinceramente (beh, cominciamo bene), ma li immaginiamo nelle loro casette in mezzo alla neve a bere vino per riscaldarsi e smoccolare in una lingua ormai caduta in disuso e parlata anticamente da troll di caverna. Non li ha mai visti nessuno, addirittura c’è gente che dubita della loro esistenza.

Piemonte
Parlano parlano parlano, ogni due parole ci azzeccano un ne’, come a volerti invitare a dar ascolto alla loro conversazione. Perchè fondamentalmente sono cortesi, eleganti come pochi, sempre in giacca e cravatta o in vestito a far shopping o a parlare di quanto sono bravi e belli. Sono uomini di mondo, si può parlare di tutto con loro, ma non gli toccare il calcio. C’è solo il TORO o la JUVE ogni domenica, ma si sa gli Juventini rubano e il Torino, mmm .. dove sta il Torino?

Lombardia
Tutti a correre a destra e a sinistra “presto, presto, devo lavorare, mica posso stare a parlare con te. Te chi sei?”. Gente che sa come gira il business, gente che ha visto, gente che ne potrebbe raccontare di cotte e di crude, gente che cazzo figa! Insomma, gente dura a cui non devi rompere il cappero, anche perchè, con tutta la roba da fare che c’hanno. Ottimi intenditori di donne, bisogna ammetterlo. Chiamali fessi.

Trentino-Alto-Adige-Friuli-VeneziaGiulia
Per noi sono l’inesplorato. Li vediamo arrampicarsi in montagne, sciare, fare i capodanni con i caminetti accesi. Li vediamo in stile Canton Ticino: tutte le guardie si chiamano Huber, intente a salvare la vita a un Rezzonico, con un Gervasoni che attenta alla sua vita. Si vive nell’ansia insomma.

Veneto
Nuotatori per antonomasia, con le branchie al collo per la sopravvivenza della specie e le case che galleggiano. “Il canal? chi m’asciugà il canal?”. I custodi dell’acqua. Come facevano a spostarsi da una parte all’altra della città veneta per eccellenza? È sempre stato uno dei nostri dilemmi da piccoli. Poi abbiamo giocato a Tomb Raider.

Emilia-Romagna
È la regione che ha i colori più italiani di tutti. C’è la pianura Padana. Quindi da lì parte il meraviglioso movimento verde. Ma non la vogliono tutta, “tagliamola a metà e l’altra metà lasciamola fuori”: quell’altra metà è rossa. Rosso come l’amore che riescono a dare. Sono degli amanti fantastici, soprattutto il genere femminile, amano tutti, ma proprio tutti.

Liguria
Si narra che abbiano i braccini più corti del T-Rex. Poi ne abbiamo conosciuto uno di genovese, uno che praticamente ci porta a bere quasi tutte le settimane, dopo una lunga giornata di lavoro e mai una volta che ti chieda di pagare un giro. Non abbiamo non potuto dirgli “ah, ecco, questi stereotipi non sono veri!”. Due giorni dopo: “Da quando usciamo hai consumato alcol per un totale di 87,43 euro.”

Toscana
Deh, si ride. Si scherza. Si mangia. Si beve vino. Ma la mensa fa schifo uguale. Sono i migliori, non riescono a non farti ridere ed in breve ci si diventa amici, come alcuni, alcuni che ti fanno velocemente entrare nella loro famiglia.

Umbria
Umbria? Non è tutt’uno con l’Abruzzo?

Abruzzo
Abruzzo? Non è tutt’uno con l’Umbria? Insieme formano quella regione vicino al Lazio, che si chiama Regione-vicino-al-Lazio.

Marche
Puntuali come pochi. “Sei di Asshcoli piceenoo?” ci viene in testa solo questo.

Lazio
Sono burini, qualunque cosa voglia dire. Parlano dialetto? A noi sembra tanto un italiano parlato storcendo la bocca. Molto parsimoniosi nel rilasciare interviste, quando parlano fanno sbudellare dalle risate. Sembrano così superficiali, come se non gliene fregasse niente, ma se gli dai un pallone da calcio o da pallavolo, almeno dalla nostra esperienza, son delle pippe uguali. Ma una nota positiva c’è: ah no, scherzavamo. Non ti abbandonano mai, sono lì a spronarti. Daje un pò!

Molise
Non esiste. Davvero, non esiste. “Molis? No, Molisn’t”. Una volta eravamo con degli amici in un concerto e si sente da lontano: “Chi non salta Molisano è! (Tanto non c’è nessuno del Molise)”, e un gruppo davanti a noi era proprio molisano: festa pura. E’ una vera rarità. Un pokèmon in pratica.

Campania
Simpatici, cordiali e amichevoli ma poco comprensibili. È più forte di loro: iniziano una frase in italiano, poi piano piano la finiscono nel loro colorito dialetto.

Puglia
Li vediamo ballare, una terra piena di ragni e loro ballano, “zumpano” e cantano, Vediamo donne con gonne lunghe e balli ipnotizzanti.

Basilicata
Lucania: cosa vuoi di più dalla vita? Chi non è rimasto sconvolto dal fatto che il termine “basilicatesi” non esiste? Attenzione: si incazzano.

Calabria
La terra del peperoncino. Abbiamo visto calabresi mangiare tanto di quel peperoncino con così tanta tranquillità! E senza aver bisogno dell’acqua, tanto che abbiamo pensato “sicuramente non sarà piccante”, appena assaggiato una forchettata di quel cibo. Stavamo letteralmente prendendo fuoco, un po’ come Homer quando tasta per la prima volta il chili-killer.

Sardegna
Carattero duro, i sardi sono molto legati alla propria terra, vediamo sempre le loro bandiere in tutte le manifestazioni. Bello vedere questo forte legame. Ma quanto sono permalosi, ne conosciamo così simpatici, dolci, amorevoli, ma non prendeteli in giro.

Sicilia
Tutto lì è perfetto, nulla da eccepire. Bravi, belli e simpatici. Un tipo a Milano ci ha incontrato di recente chiedendoci: “Ma te sei siciliano? E come mai non hai l’accento da boss Mafioso?”.

In fondo, in questa accozzaglia di gente permalosa, ritardataria, inesistente, insistente, prestante, avara, gioiosa, allegra, ci troviamo bene. Sarebbe una noia mortale se tutti fossimo uguali. Il Vaso di Pandora è stato aperto, a ciascuno il suo.