Sono mai esistiti i draghi?

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Per internet si possono trovare tante storie, alcune interessanti altre meno. Girando veniamo colti da una domanda su yahoo answer, ma non ci siamo limitati a ricercare la verità tra le risposte date all’autore del post.

Partendo da una rivisitazione storica sui draghi, ci accorgiamo subito che per alcune culture, in particolare quelle asiatiche, i draghi sono delle creature misteriose, avvolte da un’aria di timore ed adulazione in particolare in Cina.

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Un’analisi di un quotato sito come Livescience.com dichiara: “E’ difficile sapere quando nella storia dell’umanità sono apparse per la prima volta le storie sui draghi. Sono comunque storie molto antiche. Serpenti volanti giganti sono descritti con esattezza sia nella Grecia antica che nella civiltà dei Sumeri, all’incirca 6000 anni fa. Il Medioevo è in Europa, come nello stesso periodo in Asia, un momento della Storia dove racconti e leggende di combattimenti tra guerrieri e draghi si moltiplicano. Allora, chiaramente, il drago era il simbolo del male. San Giorgio riesce a vincerlo grazie alla sua fede e in seguito converte migliaia di persone al Cristianesimo.
In tempi più recenti, i marinai che tornavano dall’Indonesia nel 18esimo e 19esimo secolo affermavano di aver visto dei draghi. Si trattava del Drago di Komodo, una lucertola gigante che può raggiungere una lunghezza di 3 metri. Di fatto, nei diversi racconti la tipologia di drago varia secondo le culture. Alcuni possono parlare, altri sputano fuoco, alcuni misurano qualche metro e altri sono alti decine di metri. Alcuni vivono negli oceani e altri nelle grotte o all’interno di montagne o vulcani. Esistono abbastanza similitudini fra tutti questi racconti per poter concludere che fanno riferimento a qualcosa di comune? L’unica vera costante è l’apparizione nei racconti e nelle leggende di animali mitologici e mostruosi che a volte proteggono e sono buoni o nella maggior parte dei casi focalizzano le nostre paure e incarnano l’eterna lotta tra l’uomo e la natura selvaggia…”  

Continuando la nostra ricerca sul web troviamo un’interessante rivelazione del naturalista Ulisse Aldrovandi che nel 1752 descrisse addirittura la cattura di un draghetto nei dintorni di Bologna: senza ali, con due zampe e lungo un metro. Era molto simile a rettili come il varano di Komodo (Varanus komodoensis), che vive in Indonesia e di cui abbiamo già accennato.

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In epoca medievale, la maggior parte delle persone che credeva nell’esistenza dei draghi ne aveva sentito parlare nei racconti della Bibbia, ed è probabile che molti cristiani credessero nell’esistenza reale di questi mostri. Dopo tutto, il Leviathan (il mostro descritto in dettaglio nel libro di Giobbe) sembra avere proprio le caratteristiche di un drago:

“Il suo dorso è formato da file di squame, saldate con tenace suggello: l’una è così unita con l’altra che l’aria fra di esse non passa; ciascuna aderisce a quella vicina, sono compatte e non possono staccarsi. Il suo starnuto irradia luce, i suoi occhi sono come le palpebre dell’aurora. Dalla sua bocca erompono vampate, sprizzano scintille di fuoco. Dalle sue narici esce fumo come da caldaia infuocata e bollente. Il suo fiato incendia carboni e dalla bocca gli escono fiamme. Nel suo collo risiede la forza e innanzi a lui corre il terrore. Compatta è la massa della sua carne, ben salda su di lui e non si muove. Il suo cuore è duro come pietra, duro come la macina inferiore. Quando si alza si spaventano gli dèi e per il terrore restano smarriti. La spada che lo affronta non penetra, né lancia né freccia né dardo. Il ferro per lui è come paglia, il bronzo come legno tarlato. Non lo mette in fuga la freccia, per lui le pietre della fionda sono come stoppia. Come stoppia è la mazza per lui e si fa beffe del sibilo del giavellotto. La sua pancia è fatta di cocci aguzzi e striscia sul fango come trebbia.Fa ribollire come pentola il fondo marino, fa gorgogliare il mare come un vaso caldo di unguenti. Dietro di sé  produce una scia lucente e l’abisso appare canuto. Nessuno sulla terra è pari a lui, creato per non aver paura. Egli domina tutto ciò che superbo s’innalza, è sovrano su tutte le bestie feroci”.

Non si trova quindi niente che possa ricondurre alla risposta che vorremmo darci, nonostante le diverse tipologie di draghi che viene perfettamente descritta su vari siti esperti sulla tematica.

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Sebbene la maggior parte delle persone sia in grado di immaginare facilmente un drago, le idee e le descrizioni possono variare notevolmente da cultura a cultura. Alcuni draghi hanno le ali, altri no. Alcuni draghi possono parlare o emettere fuoco. Alcuni sono lunghi pochi metri, mentre altri si possono estendere per centinaia di metri. Alcuni draghi vivono in palazzi collocati nelle profondità dell’oceano, mentre altri sembrano trovarsi in grotte profonde scavate nelle montagne.

Nel suo libro Giants, Monsters, & Dragons: An Encyclopedia of Folklore, Legend, and Myth, il noto folklorista Carol Rose spiega che i draghi sono caratterizzati dal fatto di essere composti da parti di animali differenti, come la testa di elefante in India, quella di un leone o un rapace in Medio Oriente, o più frequentemente, quella di un rettile. Il colore del loro corpo può variare dal verde al rosso, dal nero al giallo.

Gli studiosi pensano che la possibilità di sputare fuoco provenga dalle raffigurazioni medievali dei draghi come le porte di ingresso che conducono all’inferno, spesso rappresentate come la bocca di un enorme mostro, dal quale fuoriesce fuoco e fumo di zolfo. Se, come i medievali, si crede nell’esistenza letterale dei draghi e nell’esistenza letterale dell’inferno, l’associazione risulta alquanto logica!

Ad ogni modo, in una forma o nell’altra, queste misteriose creature accompagnano l’umanità da millenni. Attraverso i videogames, i giochi di ruolo e le pellicole cinematografiche, i draghi continuano a stimolare la nostra immaginazione collettiva e, a differenza dei dinosauri che hanno contribuito a ispirare le storie su di loro, non mostrano alcun segno di estinzione.

Ci dispiace ragazzi, ma non sembra che i draghi possano in alcun modo essere esistiti, perlomeno quelli che ci sono descritti nelle leggende… Dobbiamo accontentarci di fissare un’iguana nella speranza che inizi a sputare fuoco…

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