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Smart working e cefalee in aumento: c’è una correlazione?

Lo smart working, o “lavoro agile a distanza”, è stato e continua a essere una risorsa fondamentale per salvare tanti posti di lavoro mantenendo le persone in sicurezza dai pericoli di contagio da Coronavirus. Allo stesso tempo però, ha contribuito a smantellare alcune “buone abitudini” che si mantenevano sul posto di lavoro. 

Infatti, lavorando da casa, c’è il rischio di passare molte ore davanti al computer senza fare pause e troppo spesso seduti a una postazione di lavoro improvvisata, su sedie e scrivanie non pensate secondo i criteri ergonomici che vengono invece rispettati per l’arredamento degli uffici. È facile ritrovarsi a rispondere alle mail dal divano o a lavorare otto ore al computer sul tavolo della cucina, a volte senza la tranquillità e il silenzio del proprio ufficio. Tutto ciò può far sì che a fine serata ci si metta alla disperata ricerca di rimedi per il mal di testa che, dopo una giornata del genere, può inesorabilmente colpirci.

La carenza di postazioni che seguano i criteri dell’ergonomia, il mancato rispetto degli orari di lavoro e di pausa e il passare tante ore nella stessa stanza senza poter vedere la luce del sole hanno facilitato l’insorgenza di tanti piccoli e grandi disturbi che compromettono la nostra salute. 

I problemi più diffusi sono quelli a livello articolare e muscolare: si soffre maggiormente di dolore e indolenzimento delle spalle, del collo e della schiena, ci si stanca più facilmente e si fa più fatica a recuperare le energie.

Oltre a questo, sono in aumento i casi di dolore cervicale e soprattutto di mal di testa di tutti i tipi. I mal di testa, in particolare, possono essere provocati da una postura sbagliata mentre si lavora, dall’uso di uno schermo non idoneo o da una distanza schermo-occhio non sufficiente. 

Inoltre, l’uso sempre più prolungato di device digitali non fa altro che rendere più acuto il mal di testa, che può localizzarsi sia sulla fronte, che sulle tempie o sulla nuca. Un’altra caratteristica, oltre alla maggiore intensità, è che questi mal di testa si verificano sempre con maggiore frequenza e hanno una durata sempre più lunga. 

I mal di testa più frequenti sono: 

Mal di testa frontale: è un dolore più o meno intenso che colpisce la parte frontale del viso, per cui la fronte, le tempie ma anche la zona intorno a occhi e naso. È sintomo di disidratazione e affaticamento degli occhi che sono stati sottoposti a stress per via dell’uso eccessivo di device digitali.  La disidratazione intensifica il dolore, specie se si usano lenti a contatto, che tendono a seccare ancora di più gli occhi.

Cefalea a grappolo: solitamente è di breve durata, ma può ripresentarsi più volte nel corso della giornata. Colpisce la parte posteriore della testa o i lati del cranio. Spesso è associata ad altri fastidi più o meno intensi, come arrossamento degli occhi e lacrimazione.

Nevralgia occipitale: si avverte nella parte posteriore del cranio, in particolare nel tratto superiore del collo e alla base della testa. Il dolore si fa più acuto nel momento in cui si fanno dei movimenti. Negli episodi più acuti, si possono avvertire delle vere e proprie fitte e il dolore può interessare, ancora una volta, gli occhi. Questo tipo di mal di testa può rendere anche più sensibili alla luce del sole, che rende il dolore più acuto, ed è in questo molto simile all’emicrania.

Emicrania: è forse il mal di testa che ha manifestazioni più acute ed è solitamente accompagnato da altri sintomi piuttosto invalidanti. Oltre alla già citata ipersensibilità alla luce, si può soffrire di ipersensibilità anche ai suoni, insieme a una sensazione di nausea quasi costante che in alcune occasioni può sfociare in attacchi di vomito. 

Come affrontare e prevenire le cefalee causate dallo smart working

Oltre agli antidolorifici da banco, è importante riuscire ad adottare, o meglio ritrovare, delle buone abitudini che, più che curarlo a posteriori, possano prevenire l’insorgere del mal di testa.

  • È di fondamentale importanza riuscire a riposare e a dormire abbastanza. Il sonno regolare è un toccasana per qualsiasi disturbo e lo è a maggior ragione per il mal di testa. Svegliarsi riposati fa sì che il corpo lavori meglio e si affatichi meno. È importante, quindi, riuscire a rispettare degli orari fissi, come quando si va in ufficio, sia per quanto riguarda le pause dal lavoro sia per l’orario in cui si decide di andare a letto. Andare a dormire sempre alla stessa ora rende più facile regolarizzare il ciclo del sonno.
  • Molto spesso, quando si sente che il mal di testa sta per arrivare, è sufficiente semplicemente riuscire a ritagliarsi qualche minuto per sdraiarsi ad occhi chiusi e al buio (lavorare da casa in questi casi rende il tutto più facile). Distogliere lo sguardo dallo schermo per alcuni minuti e far riposare gli occhi al buio può far sì che il dolore scompaia e si possa ricominciare a lavorare con più energie.
  • Mantenere alta l’idratazione: spesso non la si collega a disturbi come il mal di testa, quando invece la disidratazione è una delle cause principali sia del mal di testa che, ovviamente, della secchezza agli occhi.
  • Infine, è importante cercare di fare più movimento possibile e mantenersi sempre attivi anche in casa. Per far questo possiamo sfruttare anche le pause: cerchiamo di alzarci ogni volta che possiamo per sgranchirci le gambe e distogliere gli occhi dallo schermo. Fare qualche esercizio di stretching aiuta molto, anche a prevenire altri disturbi come dolore alla cervicale e dolori alle spalle e alla schiena. 

 



redazione