Il sistema immunitario del feto è sorprendente

Il sistema immunitario del feto è attivo dal secondo trimestre di gravidanza

Il rapporto madre-figlio è qualcosa di estremamente esclusivo che inizia a costruirsi durante la gravidanza. Il feto in gestazione, infatti, è in tutto e per tutto dipendente dalla madre che provvede al suo nutrimento, ma anche alla sua protezione dalle infezioni.

Fino a poco tempo fa, si riteneva che il sistema immunitario del bambino fosse sostanzialmente inattivo durante la gravidanza. Una scoperta dei ricercatori del Singapore Immunology Network rivoluziona completamente questa visione.

Nell’articolo, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, viene spiegato come, in realtà, il sistema immunitario del feto maturi molto prima di quanto ci si aspettasse, ma incredibilmente funzioni in modo quasi diametralmente opposto a quello di un individuo adulto. Lo studio, che ha richiesto l’analisi, in seguito ad interruzioni di gravidanza, di numerosi campioni provenienti da feti umani giunti al secondo trimestre di gestazione, aiuta a far chiarezza sui complessi meccanismi che portano all’insorgenza di alcune malattie tipiche della gestazione, come, ad esempio, il diabete gestazionale e l’aborto spontaneo.

Una funzione essenzialmente regolatoria

Dall’analisi dei campioni è emersa la presenza di cellule del sistema immunitario attive e, in particolare, un gran numero di cellule dendritiche. Nell’adulto, le cellule dendritiche hanno una funzione di fondamentale importanza nell’attivazione della risposta immunitaria. Esse fagocitano gli antigeni per poi presentarli ai Linfociti T e B, in associazione ad una molecola presente sulla loro superficie esterna nota come complesso maggiore di istocompatibilità, così da attivarli.

Nel feto, la funzione delle cellule dendritiche è completamente diversa. Esse, pur conservando la funzione di riconoscere e presentare l’antigene, non attivano i linfociti T effettori, facendo montare la risposta immunitaria, bensì una popolazione di cellule particolari chiamate Linfociti T regolatori. A differenza dei fratelli effettori, i linfociti T regolatori non attivano la risposta immunitaria, al contrario la sopprimono quando non necessaria, ragion per cui sono anche detti soppressori.

L’attivazione dei Linfociti T regolatori (o T-reg) nel feto impedisce che si scateni una risposta immunitaria esagerata e non desiderata nei confronti delle migliaia di molecole con cui il bambino viene in contatto durante i primi mesi di vita attraverso il sangue materno. È, quindi, fondamentale nel processo di educazione del sistema immunitario che può così imparare a riconoscere le cellule del corpo che deve proteggere, senza causare i danni tipici delle malattie autoimmuni come la Sclerosi Multipla o il tristemente noto Lupus.

Una nuova opportunità per comprendere le malattie gestazionali

La scoperta offre una nuova prospettiva da cui osservare e studiare patologie tipiche della gestazione, come il diabete gestazionale o l’aborto spontaneo, le cui ragioni sono ancora non del tutto chiare. Non è da escludere, infatti, che esse siano dovuta ad un’alterazione dell’attivazione o della funzione delle cellule dendritiche fetali che, anziché spegnere una risposta infiammatoria indesiderata, potrebbero in alcuni casi scatenare autoimmunità con gravi conseguenze sul bambino.



Silvia D'Amico