Sette fantastici robot ispirati agli animali

Giuseppe Forte

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Il mondo della robotica continua ad infrangere limiti e barriere di ogni genere rappresentando una sfida quotidiana verso quelle tecnologie capaci di rendere migliore la qualità delle nostre vite. L’intelligenza artificiale si propone ogni giorno al servizio delle industrie, della chirurgia, della sicurezza delle persone e di tantissime altre applicazioni fino ad arrivare persino all’intrattenimento e all’educazione dei bambini.

La robotica è una vera e propria scienza interdisciplinare che per andare avanti ha bisogno di professionisti con un background formativo estremamente eterogeneo e che comprende conoscenze molto diverse tra loro; una disciplina che affonda le proprie radici sui fondamenti di ingegneria e che sta silenziosamente entrando nella nostra quotidianità.

La natura e gli animali ispirano la robotica da diversi anni. Nella modernità, la biologia è spesso vista come un metodo di problem solving per aiutare i robot attuali a muoversi più naturalmente e meglio interagire con il loro mondo. L’ispirazione della natura è un fattore ampiamente diffuso in questo settore che può vantare una rapida espansione negli ultimi anni e aver portato alcuni dei modelli più innovativi e interessanti che abbiamo visto fino ad ora.

Oggi vi proponiamo sette diversi robot la cui progettazione è stata ispirata dagli animali: questa corrispondenza è basata sullo studio delle forme, dei movimenti e delle sue caratteristiche come ad esempio agilità, equilibrio e velocità.

PLEUROBO

[fonte: focus.it]

Pleurobo è una particolare salamandra robot messa a punto dai ricercatori del Politecnico di Losanna, in Svizzera. I ricercatori hanno a lungo studiato l’anfibio in video a raggi X in modo tale da ottimizzare la sua versione meccanica, atta a ricreare i movimenti dell’animale nel miglior modo possibile. Lo scopo di questo scheletro snodabile è quello di studiare protesi robotiche di nuova generazione; il team di ricerca è convinto che il legame tra il midollo spinale e il cervello possa fornire un’importante sviluppo negli studi delle neuroprotesi.

OCTOBOT

[fonte: sciencemag.org]

La squisita maneggevolezza dei cefalopodi ha costituito una grande fonte di ispirazione nel campo della robotica. Octobot è un soft robot sviluppato ad Harvard ed è il primo ad essere privo di qualsiasi componente rigida in grado di muoversi autonomamente. Ottenuto dalla stampa 3D, è provvisto di circuiti elettronici all’interno del tessuto sintetico che gli consentono di muoversi in acqua grazie al gas prodotto da una reazione chimica innescata dal perossido di idrogeno, adibito a gonfiare la sua camera pneumatica.

MICRODRONE

[fonte: digitaltrends.com]

I classici rotori che si trovano nei droni commerciali sono ormai diventati uno standard produttivo di moltissime aziende che operano nel settore. Tuttavia, sono diversi gli inconvenienti e gli svantaggi sul loro utilizzo: rumore, elevato consumo di energia e comportamento alterato in presenza del vento. La startup britannica Animal Dynamics, con il supporto del Ministero della Difesa, ha realizzato questa sorta di libellula robot che dovrebbe superare queste tipologie di problemi. Le sue potenzialità potranno renderlo un’efficace strumento di sorveglianza praticamente invisibile, perfetto per missioni di ricognizione in teatri di guerra.

CASSIE

[fonte: youtube.com]

La maggior parte dei robot bipedi ha tratto ispirazione dall’uomo. Sviluppato nei laboratori della Oregon University, Cassie ricorda invece uno struzzo per i suoi movimenti. Grazie alla mancanza della testa e del dorso, questo robot è veloce, leggero e dotato di un ottimo senso dell’equilibrio. Con la sua stabilità potrebbe essere un’ottima risorsa di soccorso in caso di calamità e catastrofi naturali per muoversi su terreni scivolosi, scoscesi e irregolari.

SPOTMINI

[fonte: uncrate.com]

La Boston Dynamics si è da sempre distinta nello sviluppo dei robot quadrupedali, in particolare l’impressionante Big Dog. Durante la sua permanenza a Google, l’azienda ha realizzato il nuovo SpotMini, la versione ridotta dello Spot Robot: 65 libbre di peso con un braccio robot che riprduce l’allungamento del collo trasformando questa creazione in una specie di giraffa. È capace di afferrare oggetti di diverso tipo e consegnarli senza problemi a destinazione.

FESTO

[fonte: festo.com]

Se non fosse per il marchio posto sulle sue ali, Festo sembra proprio essere una farfalla vera e propria. Questo splendido esemplare di insetto robotico è probabilmente il più fedele tra quelli di ispirazione animale ed è un grandissimo esperto di volo, anche se la sua compattezza e leggerezza non permettono il posizionamento di sensori a bordo. Il sistema di volo si basa attualmente su una fotocamera esterna con cui curare il suo monitoraggio.

WHEEKO

[fonte: robotnor.no]

Wheeko è stato realizzato dai ricercatori del SINTEF e del Norwegian Space Center (NSC). Utile per le esplorazioni spaziali, si tratta di un serpente robot che si compone di una struttura a moduli motorizzati per la movimentazione autonoma. Questa peculiarità gli permette di raggiungere e ispezionare punti inaccessibili ai robot tradizionali, anche in assenza di gravità. Potrebbe risultare determinante per la manutenzione dei veicoli spaziali e l’esplorazione dei corpi celesti.