L’ascella è la nuova vagina: grazie Twitter!

Eccoci qui a parlare dei trend più cool dell’anno che verrà, ma lungi da noi l’essere nazionalpopolari come mamma Rai – non a caso simbolo di una generazione tradizionalista che figliava come la famiglia dei conigli. Oggi affrontiamo una questione spinosa. Oddio, spinosa. Diciamo che può esserlo, dipende dalla ricrescita: il sesso ascellare.

Succede che una bella mattina la redazione si sveglia e trova tra i trending topic su Twitter l’hashtag #sessoascellare. E che fai, te ne privi?

Sesso ascellare: una nuova frontiera

Dunque molti di noi ancora fanno fatica a rimediare del sesso tradizionale, alla missionaria diciamo – anche se spesso il missionario vero e proprio è il/la pover* crist* che ci regala frizzanti istanti di giocosa serotonina in libertà. Quindi, la reazione che spontaneamente ha suscitato in noi la scoperta del sesso ascellare è stata quantomeno quella del sopracciglio alzato (anche se stiamo cercando di capire se tra noi si nasconde qualcuno le cui pudenda vanno sull’attenti pensando alle ascelle). Non per stigmatizzare, ma per fare del buon giornalismo d’inchiesta su dati reali, va da sé.

Insomma, l’armpit sex o – appunto  – sesso ascellare sembra andar forte tra le nuove generazioni e sembra voler affermare l’ascella come vagina del nuovo decennio. Guarda caso, proprio oggi esce nelle sale il film “Ritratto della giovane in fiamme”, in cui viene mostrata una versione lesbo di questa pratica: una mano di una delle due partner viene infilata ardentemente sotto l’incavo ascellare dell’altra partner. Verrebbe da dire che tra giovani in fiamme e mani infilate ardentemente, si potrebbero creare problemi di sudorazione. Ma il bello sembra stare proprio lì!

 

L’ascella come terra promessa

 Chimicamente l’ascella è un coacervo di feromoni che le permettono di emanare una gargantuesca varietà di odori, il che implementa l’eccitazione. Con lo stesso sudore poi l’ascella si inumidisce, diventando una sorta di alternativa alla vagina anche in termini di “attrito” tra gli agenti coinvolti, ma al contempo evitando tutte le ansie che la vera e propria vagina potrebbe generare in pavidi amanti.

Ma se pensate che l’ascella sia protagonista solo del cosplay del sesso penetrativo, vi sbagliate di grosso.

Avete presente la celeberrima canzone di Gino Paoli che recita “sapore di sale, sapore di mare”? In redazione non riusciamo più ad ascoltarla con orecchie innocenti. A quanto pare tra i fetish legati al mondo del sottobraccio c’è anche il licking, per il semplice principio per cui lo stuzzicare una zona erogena – e l’ascella lo è – genera del piacere, amplificato anche dalla forte attrazione verso il raffinatissimo odore che l’ascella può emanare, e dall’eventuale fitta quanto “acconciata” peluria che l’ascella può ospitare. 

Soprattutto sulla seconda dimensione di carica erotica che abbiamo citato non ci permettiamo di esprimere preferenze. Dopotutto, crediamo che sia giusto chiudere l’argomento con una massima: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che è ascella.



Thomas Siface