Sanremo 2021: i testi promossi e bocciati delle ventisei canzoni in gara

In attesa dell’inizio della 71° edizione del Festival di Sanremo e di ascoltare le ventisei canzoni in gara non ci resta che dare un’occhiata ai testi dei brani, giusto per capire di cosa parlano gli artisti e se noi siamo preparati a questa nuova ondata di emozioni.

Ad una prima lettura dei testi, non c’è alcun dubbio: l’argomento più gettonato è l’amore. Per un attimo sembra di essere al Festival di San Valentino, ma è solo una sensazione. In realtà è il Festival di Sanremo che anche nel 2021 insiste e crede nei sentimenti da oltre settant’anni. L’amore cantato però è complicato, cattivo, scostante, tormentato. L’unica che mantiene limpidezza e purezza di un amore unico e meraviglioso come il primo giorno è Orietta Berti con la canzone “Quando ti sei innamorato” che ha dedicato al marito, i Coma Cose che parlano della passione che gi brucia dentro con “Fiamme negli occhi”. E Malika Ayane che con “Ti piaci così” canta l’amore per se stessi, quando si arriva ad una consapevolezza profonda e del piacersi così.

Il testo promosso a pieni voti è quello di Arisa che con “Potevi fare di più”, scritto da Gigi D’Alessio canterà di un amore finito e di tutti quei col senno di poi oramai inutili. Il testo è lineare e ha un suo senso anche solo leggendolo. Dello stesso tenore anche “Momento perfetto” di Ghemon: niente amore ma solo lo stato d’animo del cantante quando ha scritto il testo. Convince anche “Arnica” di Gio Evan: il testo delicato parla di una fragilità perenne e le rime e la capacità di saper trasmettere leggerezza sono impagabili.

Willie Peyote non cambia se stesso e al Festival di Sanremo porta “Mai dire mai (La locura)”, una canzone ben scritta che lascia perdere l’amore per dare spazio all’attualità con rime baciate ma taglienti. Brava pure Noemi con “Glicine”: il testo da subito fa percepire la tristezza di un amore finito. Anche “Zitti e buoni” dei Maneskin ha una solida base narrativa e di certo punta ad un ritmo e ad un ritornello che resterà già dopo il primo ascolto.

Tra i bocciati di certo Fasma con “Parlami” perché non vi è un filo logico in quello che è stato scritto e “Torno a te” di Random che sembra la somma di parole riepetute. Neppure Irama convince: dal testo sembra chiaro non si tratterà di una ballad ma di qualcosa di molto ritmato. Sui restanti qui è lì ci sono degli spunti interessanti ma per non dire non classificato, ci si riserva per sentenziare definitivamente dopo aver ascoltato gli arrangiamenti.



Sandy Sciuto