Ritorno a scuola in sicurezza post pandemia, la paura della DAD si combatte rispettando le regole

Settembre segna le fine dell’estate, delle vacanze e per molti rappresenta una sorta di “capodanno”. Proprio settembre è il mese del rientro dalle ferie per i lavoratori, ma per bambini e ragazzi è davvero l’inizio di un nuovo anno, quello scolastico ed accademico. Il primo giorno di scuola è sempre quello più tragico e, al contempo, più entusiasmante. Da un lato chi non vede l’ora di cominciare un nuovo anno ricco di esperienze, dall’altro chi si dispera.

Per non dimenticare le mamme e i papà alle prese con la ricerca dei libri, zaini, quaderni e tutti quegli accessori utili per la vita scolastica del figlio. Ovviamente, anche in tale contesto, ci sono genitori che non aspettavano altro che lasciare il proprio figlio a scuola, e quelli che proprio il primo giorno si rendono conto di quanto il loro piccolo sia cresciuto. Un po’ di malinconia è giusta, ma vi è anche tanta felicità, perché la scuola, insieme alla famiglia, rappresenta un agente di socializzazione unico per la formazione personale del ragazzo. Una socializzazione, che il covid-19 ha messo a dura prova negli ultimi due anni scolastici, dato che i banchi sono stati per troppo tempo vuoti.

Risulta, dunque, giusto chiedersi: come sia stato, a settembre 2021, questo ritorno a scuola.

Si tratta di un ritorno a scuola a tutti gli effetti, sia dal punto di vista fisico che mentale. A differenza dell’ambiente universitario in cui ancora è prevista in molti atenei la modalità mista (frequenza in presenza o online), a scuola si va davvero, finalmente.

La famosa DAD, la didattica a distanza, stava diventando l’abitudine per tanti ragazzi. Lo svegliarsi la mattina e mettersi davanti il computer aveva ormai sostituito le colazioni di corsa per paura di perdere l’autobus o di beccare confusione per strada. Sono piccolezze queste, è vero, ma che a tanti sono, invece, mancate.

Persino vivere quei 15 minuti prima del suono della campanella insieme ai propri compagni, era un rito a scuola. Tutto questo da un giorno all’altro è venuto a mancare a causa dell’emergenza sanitaria, e ancora più triste e problematico è pensare che ci sono stati bambini che non l’hanno potuto mai veramente vivere.

Distanziamento e mascherina sono ancora le parole chiave di questo ritorno a scuola post pandemia, ma c’è chi ormai si è rassegnato ad una situazione di incertezza.

Nonostante l’utilità che il frequentare le lezioni da casa avesse, sono tanti gli studenti che la giudicano come esperienza negativa. Un’iniziativa degna di essere valorizzata, poiché ha dato la possibilità di garantire la continuità dell’anno scolastico. Tuttavia, le difficoltà di apprendimento sono notevolmente aumentate con la DAD. Addirittura, vi è chi ha sviluppato serie problematiche nel concentrarsi, nonché di natura tecnica e tecnologica. La rete internet è sempre una variabile di instabilità in questo contesto.

Ecco, allora, alcune delle motivazioni per cui molti ragazzi non vedevano l’ora di fare un vero ritorno a scuola. Con tutti i difetti che quest’ultimo potesse avere, sarebbe stato comunque meglio di studiare online. C’è chi, però, ha vissuto già troppe volte questa situazione e ritiene che da un momento all’altro la scuola, come altre istituzioni, possa richiudere per rischio contagio.

Insomma, si potrebbe affermare che un bambino su due teme il ritorno della DAD.

A questo proposito, si riportano le parole ricche di amore ed incertezza di una mamma, Katia, che ha vissuto in prima persona quella sensazione di essere in bilico tra la fiducia nella sicurezza e la paura che a causa di un contagio tutto possa terminare:

“Il 16 settembre é suonata la campanella per entrambi i miei figli. Quest’anno le aspettative per il rientro a scuola erano diverse vista la vasta campagna vaccinale e la buona risposta da parte di genitori e insegnanti. Eppure, negli ultimi giorni si è resa una certezza, quell’ipotesi di ritornare dietro i banchi con la mascherina, muniti di gel igienizzante, distanziati  e con mille bustine etichettate.

In effetti, il Primo giorno di scuola, tutti i meravigliosi sorrisi dei bambini sono stati nascosti.

La felicità del rivedersi e l’emozione di iniziare un nuovo anno é stata comunque espressa dai loro occhi e dalla gioia infinita che solo i bambini riescono a trasmettere”.

Dalle parole di questa mamma, si evincono due sensazioni contrastanti, portavoce di un sentimento comune. Infatti, alla gioia di accompagnare di nuovo – o per la prima volta – il proprio bimbo a scuola, si sottolinea la tristezza di una nuova normalità che dà poco spazio alle emozioni. Ovvero a quei dettagli del viso di un bimbo felice di stare in compagnia dei suoi amici, che vengono nascosti dalla mascherina. Questa preoccupazione, però, è una necessità.

A scuola esistono queste regole “nuove” che devono essere rispettate se si vuole continuare ad andarci.

L’esperienza di Katia continua con le impressioni dei protagonisti di questa vicenda:

“Mio figlio Marco inizia quest’anno la prima elementare. Per lui è tutto nuovo e la mascherina sembra essere ‘normale’, ma difficile da portate per tante ore. La vede comunque come una cosa da grande e sa che bisogna tenerla.
Mio figlio Matteo, invece, quest’anno frequenta la quarta elementare. Lo scorso anno é stato decisamente pesante. Pur avendo fatto tanti sacrifici per attenersi a tutte le nuove regole, create per fare scuola in presenza, é stato comunque un susseguirsi di tamponi, quarantena, dad. Lui e i suoi compagnetti sono stati veramente diligenti nel seguire le nuove regole ed hanno pazientato moltissimo confrontandosi con un nuovo metodo didattico.
Le maestre sono state splendide nel restare accanto ad ogni bambino nonostante  fossero distanti e nonostante i problemi di connessione frequenti. La dad è andata bene per un periodo emergenziale, ma adesso é arrivato il momento di andare avanti. Siamo fiduciosi che quest’anno sarà migliore“.
La fine di questa esperienza lascia spazio ad una dolce vena di speranza, l’unico appiglio a cui aggrapparsi in questa situazione difficile. Per molti di voi il ritorno a scuola sarà stato traumatico per diversi motivi. Nonostante le mille paure ed incertezze, però, ci siete tornati. Molti si chiedono se vi resteranno per l’intero anno scolastico, un dubbio a cui è difficile dare risposta, dato che il covid-19 ci ha insegnato che tutto può cambiare da un momento all’altro.
L’unico sforzo, però, che si può fare per mantenere le cose come stanno e sperare in un cambiamento “positivo” è: seguire le regole.
Continuate a seguire le regole, che per quanto siano pesanti, aiuteranno a ritornare a vivere un momento come il ritorno a scuola con maggiore spensieratezza per piccoli e grandi.



Giulia Grasso