Pogacar cominatore del Tour
Da Comunicazione d'Italia

Ciclismo: Pogacar è il nuovo Merckx?

 Sicuramente è sulla buona strada. La carriera del giovane sloveno è stata un naturale crescendo che ha già raggiunto vette inimmaginabili. In sole quattro stagioni ha già ottenuto diversi podi nelle classifiche finali dei grandi giri. Dopo il terzo posto, nella stagione del debutto tra i “pro”, alla Vuelta 2019, è riuscito a vincere per due volte il Tour de France. Tre podi in altrettante partecipazioni nelle grandi corse a tappe. La prima vittoria a Parigi l’ha reso il secondo più giovane vincitore della Grande Boucle di sempre. Per trovare un trionfatore ancora più giovane bisogna viaggiare indietro nel tempo fino al 1904. Quell’anno l’esordiente Henri Cornet si impose che non aveva ancora compiuto vent’anni. Per onor di cronaca bisogna ricordare che terminò quinto ma i primi quattro furono squalificati.

Completezza

Se la prima vittoria al Tour è stata inaspettata, con una clamorosa rimonta ai danni di Roglic nella cronometro conclusiva, la seconda è stata una dimostrazione di forza assoluta. Una manifestazione corsa in completo dominio, dall’inizio alla fine, dove gli avversari hanno potuto lottare solo per il secondo posto. Però Tadej non è solo un corridore da grandi giri, nonostante la giovane età, ricordiamo che è un classe 1998, ha dimostrato il suo valore anche nelle corse da un giorno. Nel 2021 ha vinto sia la Liegi-Bastogne-Liegi sia il Giro di Lombardia. Nel 2022 è arrivata forse la vera consacrazione e la più grande dimostrazione di forza nelle classiche. Attacco ai -50 chilometri dal traguardo e fuga in solitaria fino all’arrivo in Piazza del Campo, per la vittoria della Strade Bianche. Un’assoluta prova di forza, degna di un ciclismo d’altri tempi. Questi sono solo alcuni dei successi di un palmarès che conta anche un 5° alla Milano-Sanremo e un 4° all’ultimo Giro delle Fiandre (dove sicuramente ha sbagliato la strategia per lo sprint finale).

Pogacar il nuova cannibale alla Strade Bianche

Un campione completo come non si vedeva da anni, è molto forte anche a cronometro, che stupisce soprattutto per l’età e la maturità. Negli anni si sono susseguiti tanti “nuovi Merckx”, paragoni a volte esagerati, ma solo qualche mese fa il Cannibale ha incoronato come suo possibile erede lo sloveno. Anzi lo stesso Merckx ha ricordato come alla sua età lui non aveva ancora vinto un Tour de France mentre Pogacar ha già ottenuto una doppietta.

L’unico limite: il futuro

L’unica incognita sul talento di un così grande campione è proprio la sua giovane età e possibile mantenimento per anni di un così alto livello raggiunto in giovane età. Il ciclismo è una disciplina dove si raggiunge la maturità sportiva più tardi rispetto ad altre, soprattutto per quanto riguarda le lunghe corse a tappe. Solo per citare un esempio italiano, Vincenzo Nibali ha vinto la Vuelta alla sua sesta partecipazione a un grande giro. Negli ultimi anni però il trend si è invertito: Egan Bernal ha vinto Tour e Giro prima dei 25 anni, Geoghegan Hart ha conquistato la corsa rosa a 25 anni. Van Aert e van der Poel si destreggiano tra i fitti calendari della stagione su strada e ciclocross vincendo su ogni terreno. Siamo sicuramente davanti a una svolta storica per il ciclismo, con nuovi volti e nuovi ritmi, e tra le poche certezze sembra essercene una molto solida: Tadej Pogacar. I numeri del Cannibale sembrano irraggiungibili ma Pogacar potrebbe avvicinarsi come pochi altri nella storia.

Solo il tempo potrà dirci se veramente sarà Tadej Pogacar il nuovo Merckx. Sicuramente il talento non manca e ha già dimostrato di poter essere considerato tra i più completi di sempre. Fra qualche anno sapremo se sarà stato anche il migliore.



Tommaso Pirovano