Pioggia di letterine per il premier Conte, due bambini espongono i loro quesiti su Babbo Natale e consigli per un nuovo Dpcm

Se continua così potrebbe competere con Babbo Natale, Giuseppe Conte, il nostro premier è veramente gettonato da parecchi bambini. Tommaso, da Cesano Maderno, ha deciso di scrivergli una letterina, di proprio pugno, chiedendo (non era ben chiare nel Dpcm appena uscito), come si sarebbe dovuto comportare Babbo Natale a causa della pandemia e delle varie regole imposte. A svelarlo è proprio il premier che pubblica sui social la letterina del bimbo compresa di risposta,  riferendosi al fatto che nella sua lettera Tommaso ha precisato che indossa sempre la mascherina e segue tutte le prescrizioni anti-coronavirus, il presidente del Consiglio sottolinea: “Ti annuncio che non sarà necessario precisare nella letterina a Babbo Natale che sei stato bravo: gliel’ho detto io. Gli ho raccontato che quest’anno in Italia è stato un anno molto difficile e tu e tutti i bambini siete stati adorabili”.

Poi aggiunge: “Ho saputo anche  che vuoi chiedere a Babbo Natale di mandare via il coronavirus. Non sprecare l’occasione di chiedere un regalo in più. A cacciare via il coronavirus ci riusciremo noi adulti, tutti insieme. Così tu e i tuoi compagni potrete tornare presto a giocare liberi e felici e ad abbracciarvi tutti. Spensierati come sempre”. Ma ci sono pure i bambini tecnologici, e questa volta non sarà così semplice per Conte rispondere, infatti giunge un’altra letterina, a scrivere è Giuseppe come il presidente, è di Bari e nelle righe che invia al “palazzo del Governo” offre suggerimenti tecnici, più che richieste: “Le scrivo questa lettera da Bari per un nuovo Dpcm del Covid-19 – esordisce deciso – lo so che un bambino che scrive questa lettera le sembra strano ma Emiliano ha chiuso tutte le scuole della Puglia e noi staremo cinque ore davanti al computer”.   La preoccupazione di Giuseppe, quindi, è la scuola, il luogo primario per la sua crescita, fra insegnamenti didattici e socialità. È il luogo che meglio conosce dopo la sua casa, perciò gli sembra necessario offrire al presidente del Consiglio suo omonimo una “serie di nuove regole”, che elenca con con precisione e che divide anche in tre categorie: “Per la scuola”, “Per la strada” e “Per lo sport”. 

La lettera è stata scritta a mano, su un foglio di quaderno. Si comincia allora con “minimo dieci persone in classe, le altre su Meet”, poi il piccolo Giuseppe precisa che devono esserci “due maestre in classe, le altre nel corridoio con la mascherina”. “Niente mascherine di stoffa”, precisa il bambino, aggiungendo dopo qualche riga, nella sezione “Per la strada”, di “portare mascherine mp2” (l’errore glielo si concede). Ancora, la distanza, a suo avviso, deve essere minimo di due metri, sempre a scuola bisognerebbe portare “tre bottiglie di igienizzante” e “tutti alcol”.   È rigoroso, Giuseppe, e il Dpcm che immagina e che suggerisce a Conte dovrebbe essere categorico come lui: in strada, allora, si devono “smontare tutte le panchine nelle piazze” – misura drastica per evitare assembramenti – la distanza deve restare sempre di due metri come minimo, e si può uscire di casa, ma “per almeno cinque ore, non più”. Ovviamente, dopo aver compiuto un’altra azione: “Igienizzarsi con l’amuchina prima di uscire”. Infine, per lo sport ovviamente il bambino ammette quelli individuali e “non di contatto”, e non gli serve aggiungere altro. “Questo è tutto – conclude – speriamo che tutto finisca. Forza Italia!”.



redazione