Perché le persone quando si fidanzano impazziscono? #cuoriciniezozzerie

In EXPERIENCE by Noemi D'AlessandroLeave a Comment

“Sai, la gente è pazza/Forse troppo insoddisfazza” cantava Mia Martini, e aveva ragione, pace all’anima sua.

La gente è pazza di default, si sa. E’ una roba che abbiamo in dotazione nel cervello sin da quando veniamo al mondo e che si manifesta in tutto il suo distruttivo potere in tempi e situazioni diverse. Che poi vogliamo romanticizzare la cosa citando il burtoniano cappellaio matto quando dice che “tutti i migliori sono pazzi”, è un’altra storia. Pazzi lo siamo tutti, chi più, chi meno e no, la cosa non ci rende speciali né migliori né unici. Le malattie mentali sono tante, ma noi siamo sette miliardi e passa. Fatevi due conti, piccoli fiocchi di neve.

Fatta questa doverosa premessa, analizziamo il caso specifico di oggi: le persone che si fidanzano e diventano pazze.

Come spesso accade in questa rubrica, i dati qui di seguito riportati sono il risultato di una serie di raccolte scrupolose di dati empirici basati sull’acuta osservazione del fenomeno, sia attraverso l’esperienza diretta che per mezzo di quella indiretta.

La dinamica è quasi sempre la stessa, dalle scuole medie al club della briscola all’università della terza età: la botta di autostima ed endorfine immediatamente successiva al fidanzamento, che è una cosa fisiologica e assolutamente non condannabile eh, sia chiaro. Si tratta della normale conseguenza del sentirsi amati e accettati completamente da qualcuno, il che – come sappiamo – è una cosa difficile e tutt’altro che scontata. Un po’ perché al cuor non si comanda, un po’ perché siamo tutti dei rospetti brutti e foruncolosi (o, almeno, ci vediamo così). Se a questo aggiungete l’indottrinamento spaventoso e fuorviante inculcatoci da anni di cartoni animati, canzoni e film d’amore per il quale la storia, le avventure, le peripezie e il senso della vita trovano una ragion d’essere nel bacio finale e relativo happy ending; capite bene il delirio di onnipotenza che ci riempie illudendoci del fatto che, per il resto della nostra vita, non avremo bisogno d’altro.

Ed è qui che comincia lo psicodrammaPrendete i popcorn e mettetevi comodi.

Uno dei livelli più distruttivi di psicosi di coppia, quello basic, è il classico “io e te contro tutto e tutti”. Ci si chiude all’interno della relazione, convinti che tutto il mondo trami contro di essa. Ogni interazione, ogni personaggio all’infuori della coppia viene percepito come una potenziale minaccia da annientare a colpi di selfie con sfondi bucolici e baci a suggellare, didascalie passivo-aggressive tipo “io e te soli contro il mondo” o “niente e nessuno potrà dividerci”. Ci si convince di non aver bisogno degli altri, di avere tutto ciò che ci serve tra le braccia dell’altro e solitamente si finisce a consumare tristi cene a lume di candela in cui l’unico argomento di conversazione sono gli altri e le loro patetiche vite non illuminate dal potente faro dell’amore.

Il livello più subdolo, invece, è quello imposto da uno solo dei due partner, che pone l’altro nella spinosa situazione meglio nota come “scegli: o me o i tuoi amici”. Questo tipo di ultimatum ha solitamente esiti nefasti, che portano all’esclusione di una delle due parti o, cosa ancor peggiore, a uno scomodo compromesso per il quale il povero malcapitato si trova a dover dilazionare il suo tempo al minuto, nel disperato tentativo di non scontentare nessuno e al tempo stesso di evitare il più possibile il contatto tra il partner e il gruppo di amici.

Ed è così che s’impazzisce. Perché se il tuo partner è il tuo migliore amico va bene, ma se è il tuo unico amico, beh… decisamente no.