Peaky Blinders: sulla via della maturazione definitiva

Netflix ad inizio Ottobre ha reso disponibile la quinta stagione del gangsta-drama Peaky Blinders. La serie, che racconta la storia criminale della famiglia Shelby, è ormai diventata una pietra miliare degli appassionati del genere.

Dopo la conclusione rocambolesca della quarta stagione, con la vittoria di Tommy Shelby (Cillian Murphy) sugli italiani guidati da Luca Changretta (Adrien Brody), le carte in tavola erano diverse e il futuro incerto per la famiglia di Birmingham.

La quinta stagione, ha suscitato, come tutte le grandi opere, pareri discordanti tra i fan, può essere definita il risultato della maturazione della serie britannica.

I fratelli Shelby appaiono sempre più schiavi dei loro problemi personali, sentimentali e di dipendenza, e sembrano quasi non controllare più razionalmente le proprie azioni.

In particolare, Arthur appare più fuori di testa del solito, trovandosi spesso nella difficile posizione di prendere decisioni che scontentino la famiglia, ma non la cara moglie Linda e viceversa.

Tommy, invece, anche in questa stagione non riesce a togliersi dalla testa l’amata Grace, confermando che anche parte di lui è scomparsa con la sua morte.

Peaky Blinders & Politica: il rapporto si stringe

Il padre di Peaky Blinders, Steven Knight, tuttavia ha deciso di fornire alla nuova stagione un taglio più storico e politico, legandosi ad eventi fondamentali degli anni 20-30, come il crollo di Wall Street e l’avvento dei fascismi, per sviluppare le vicende narrative.

In particolare, il legame con la politica inglese è sempre stato molto forte in Peaky, con un Tom sempre pronto a mettersi al servizio della corona, in cambio di vantaggiosi contratti bellici, per stanare prima irlandesi, poi comunisti ed ora fascisti, a seconda del momento storico.

Nella quinta stagione, però, l’ideologia politica sembra prevalere, portando il freddo calcolatore Tommy ad agire non guidato da sete di potere o di denaro, ma dal voler fare la cosa giusta per salvare il Paese.

Tuttavia, oltre allo sfondo politico, la quinta stagione si concentra anche sulle vite personali dei protagonisti, in particolare Tommy ed Arthur.

Una new entry molto interessante nella stagione è quella di Oswald Mosley, noto politico britannico di inizio Novecento, fondatore del partito fascista inglese.

Mosley è il nemico della serie, ma risulta essere diverso dai precedenti. Infatti, non si avvale di armi o di violenza fisica, ma di psicologia e violenza verbale, arrivando ad essere definiti da Tommy il Diavolo in persona.

Ma è proprio il rapporto che nascerà tra Thomas e Mosley sarà il tema più importante ed interessante della serie, intrecciando le vite di due uomini che si odiano, ma che sono costretti a stare insieme…per il momento.

In definitiva si può dire che la quinta stagione di Peaky Blinders, per quanto diversa dalle precedenti e nonostante alcuni vuoti di trama, abbia lasciato il segno e molte domande in testa agli appassionati.

Non ci resta che aspettare la sesta e la settimana stagione, già annunciate ed in preparazione!