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Oggi è il Safer Internet Day: è il momento di educazione in rete

Oggi, martedì 9 febbraio, è il Safer Internet Day, la giornata mondiale che celebra l’uso positivo di Internet, un’iniziativa fortemente voluta e portata avanti dai governi di tutta Europa.

Ogni anno che passa, infatti, ci si rende conto di quanto sia fondamentale per l’educazione delle future generazioni un utilizzo sano dell’immenso strumento chiamato Internet, tanto vasto quanto pericoloso.

Il Safer Internet Day nasce nel 2004 su iniziativa dell’Unione Europea, con l’obiettivo di sensibilizzare grandi e piccini su un utilizzo consapevole di Internet, prevedendo diversi fenomeni d’odio online che potrebbero generare problemi anche nella vita reale.

Safer Internet Day: vigilanza ed educazione

Non solo attenzione alle fake news, ma soprattutto vigilanza sul rapporto tra bambini e tecnologia, sempre più intrecciato e senza limiti. La pandemia, infatti, ha accentuato l’utilizzo dei dispositivi elettronici da parte dei più piccoli, mezzi necessari non solo per “andare a scuola”, ma soprattutto per rimanere in contatto a distanza con gli amici del cuore.

L’arrivo nelle vite dei ragazzini della didattica a distanza, la cosiddetta DAD, ha messo e sta mettendo a dura prova un’intera generazione, costretta ad evitare la socialità e i momenti di ricreazione in una fase cruciale della vita per sviluppare le proprie passioni.

È necessario, infatti, riflettere sul tempo passato “on line” dai ragazzi. Basandosi sugli ultimi dati di “Generazioni Connesse”, uno su cinque ragazzi degli intervistati ammette di essere sempre connesso, mentre sei su dieci online tra cinque e dieci ore al giorno. Numeri impressionanti che sono solo l’iceberg delle seconde vite dei ragazzini.

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La preoccupazione quest’anno non riguarda solamente i classici temi del cyberbullismo e dell’educazione nell’utilizzo dei media, ma soprattutto le insidie che si nascondono sui social media, spesso intere praterie in cui chiunque è libero di scorrazzare quasi senza controllo.

A tal riguardo tornando alla mente le tristi catene e giochi affiorate prima su Facebook, poi WhatsApp e Tik Tok come la “Blue Whale” o “Jonathan Galindo”, pagine nere della storia recente che dovevano essere evitate.

In un mondo che ogni giorno ha la possibilità di raddoppiare le conoscenze del giorno precedente è necessario fare da faro ai più piccoli, proteggendoli senza chiuderli in una campana di vetro, ma educandoli con intelligenza, parlando chiaro e non rimandando nessuna tipologia di confronto.



Paride Rossi