Netflix colpisce ancora con la seconda stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi

In SPETTACOLO by Gabriele Fardella Comments

Netflix sforna nuove serie in continuazione tanto che di tanto in tanto alcune di esse passano nel dimenticatoio fino al rilascio di una nuova stagione. E così è successo anche con Una Serie di Sfortunati Eventi che dopo il successo della prima stagione, uscita il 13 gennaio 2017, trona agli onori della cronaca dopo più di un anno con un nuovo ciclo di episodi.

Per i più distratti, Una Serie di Sfortunati Eventi è la serie tratta dall’omonima saga letteraria che racconta le (dis)avventure dei fratelli BaudelaireViolet, Klaus e Sunny, rispettivamente interpretati da Malina Weissmann, Louis Hynes e Presley Smith – e del Conte Olaf (Neil Patrick Harris) con questa’ultimo che cerca senza sosta di impossessarsi dell’eredità dei ragazzini.

In questa seconda stagione l’aspetto pedagogico della serie passa in secondo piano a vantaggio della trama orizzontale che viene finalmente spiegata esplicitamente in maniera abbastanza approfondita. In questa seconda stagione tutti i tasselli vanno al proprio posto e tutto ciò che sembrava insensato o irrilevante nella prima stagione assume un significato diverso. I Baudelarie riescono nel corso dei dieci episodi ( che traspongono i libri dal quinto al nono) a far luce sul passato dei loro genitori e dei loro tutori e sul loro legame col Conte Olaf mettendo fine al loro peregrinare da un tutore all’altro. In questa stagione Violet, Klaus e Sunny vanno alla ricerca della verità e, aiutati da vecchi e nuovi personaggi vivranno avventure sempre ai limiti dell’assurdo e del surreale. D’altronde Una Serie di Sfortunati Eventi non ha una precisa collocazione geografica o temporale e quindi scuole fatiscenti, ospedali abbandonati e sperduti villaggi misteriosi non risultano in alcun modo strani o fuori luogo.

I quattro protagonisti già citati hanno un percorso evolutivo abbastanza chiaro dal momento che le loro caratteristiche cambiano (in meglio o in peggio) con il mutare della trama.

La cattiveria del Conte Olaf raggiunge livelli mai visti ora che vengono fuori le sue origini mentre i tre fratelli sono sempre più coraggiosi e maturi ora che capiscono di far parte di un qualcosa di più grande.

Quanto ai personaggi già introdotti nella prima stagione, il Signor Poe che già nel primo ciclo di episodi rappresentava allegoricamente l’inutilità, porta tale aspetto della sua presenza nello show a livelli estremi dal momento che non svolge nemmeno il suo ruolo di curatore testamentario dei Baudelaire ma fa solo apparizioni apparentemente casuali e quasi del tutto slegate da ciò che avviene ai tre fratelli. D’altro canto Jacqueline, la  segretaria del Sig. Poe assume un ruolo di fondamentale importanza nell’economia della serie, insieme ad altri personaggi come Larry il “cameriere”, Jaques Snicket e Olivia Caliban.

Quanto ai due bambini apparsi nel finale della prima stagione, questi si scoprono essere i trigemini Pantano, rimasti in due dopoun tragico incendio che ha ucciso il terzo fratello oltre che renderli orfani. Sono personaggi speculari ai Baudelaire e assumono un ruolo fondamentale nella serie, facendo anche loro parte della VF la misteriosa società segreta di cui fanno parte la famiglia Baudelaire, il Conte Olaf, Montgomery Montgomery, zia Josephine e in generale la maggior parte dei personaggi principali della serie.

I Pantano aiuteranno Klaus, Sunny e Violet più volte ma cadranno anche loro vittima della perfidia del Conte Olaf in più di una occasione.

Anche il narratore della serie di sfortunati eventi dei Baudelaire trova una sua precisa collocazione nella storia, anche se il suo ruolo effettivo così come molti altri misteri restano ancora avvolti in una fitta nebbia.

Questa seconda stagione di Una Serie di Sfortunati Eventi colpisce nel segno ed ha tutti i pregi che una serie tv dovrebbe avere: personaggi accattivanti, una trama misteriosa e coinvolgente, ambientazioni affascinanti e un ritmo della narrazione positivamente frenetico e mai noioso.

Ci lascia infine un insegnamento: se nelle tragiche vite degli orfani Baudelaire qualcosa può andare male state pur certi che andrà peggio!