MFW: la rinascita di Gucci

Milano 22 Settembre 2019- Alessandro Michele stupisce ancora alla direzione di Gucci. Luci rosse e poi blackout. Dopo istanti di buio ecco che si illumina la passerella lasciando tutti a bocca aperta. E’ come essere a teatro quando si tratta di Alessandro Michele: anche questa volta la location è insolita, futuristica e asettica. Lunghi nastri trasportatori accompagnano i modelli per tutto il percorso come se fossero manichini inermi. Ci ricorda un mix tra un aereoporto e una sala chirurgica, ma non è finita qui.

Oltre alla location e passerella futuristica ci sono altre novità. Gucci apre la sfilata con una purificazione: una moda totalmente bianca che lascia spazio all’immaginazione. Camicioni lunghi, divise bianche che ricordano camicie di forza: questa prima parte della sfilata è un’inno all’innovazione ed alla rinascita. Che sia l’inizio di una nuova era per Alessandro Michele? Modelli e modelle in fila sui tapis roulant con look asettici e chirurgici portatori di un’estrema novità. Basta lustrini e basta colori, anche se solo per pochi minuti. “E’ lo show della Rinascita“, ha detto lo stilista alla fine della sfilata, supportato da applausi e congratulazioni da parte di tutti i presenti.

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Uniforms, utilitarian clothes, normative dress, including straitjackets, were included in the #GucciSS20 fashion show as the most extreme version of a uniform dictated by society and those who control it. These clothes were a statement for the fashion show and will not be sold. @alessandro_michele designed these blank-styled clothes to represent how through fashion, power is exercised over life, to eliminate self-expression. This power prescribes social norms, classifying and curbing identity. The Creative Director’s antidote is seen in the Gucci Spring Summer 2020 lineup of 89 looks, he has designed a collection that conveys fashion as a way to allow people to walk through fields of possibilities, cultivate beauty, make diversity sacrosanct and celebrate the self in expression and identity. #AlessandroMichele

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Ma Alessandro Michele non è mai banale. Infatti, ecco che inizia il secondo atto dello spettacolo firmato Gucci. Un blackout lascia al buio tutta la sfilata e la passerella. E ora cosa succede? Rinizia la musica e si accendono le luci bianche che lasciano entrare i modelli con la nuova collezione SS20 – quella vera – firmata Gucci. Anche quest’anno un Alessandro Michele estremamente ispirato agli anni ’70 e ’90 e portatore di eleganza – e sobrietà – senza tempo. Avete capito bene: quest’anno un Gucci nettamente più sobrio, senza patch e con pochi lustrini. Giacche e pantaloni accompagnati da camicie dalle svariate forme, monogram alla Gucci e un’incredibile senso del pulito (in confronto alle sfilate precedenti). Unico eccesso? Occhiali geometrizzati dalle grandi dimensioni, pur rimanendo estremamente chic.

Alessandro Michele racconta “Ogni volta è più difficile e complicato e mi sono molto emozionato perché con questa sfilata ho raccontato la mia passione per la moda che è una scelta misteriosa alla quale non resisto. Sì, c’è una ripulitura rispetto alla mia stessa archeologia, ci sono gli anni Novanta e Settanta di Gucci coi quali faccio incontrare il mio mondo”.

Ma uno dei dettagli che abbiamo amato di più è stata la scritta “Gucci Orgasmique” riproposta sulle nuove borse della collezione primavera-estate. Lo stilista spiega “Puoi fare sesso con la moda: la sfilata ti procura come un orgasmo”. Ed ecco un Gucci sensuale pronto a conquistare tutti con la sua nuova visione del mondo. Chapeau.



Valentina Brini