Messaggi in un microrganismo: batteri luminescenti utilizzati per trasmettere informazioni criptate

E’ una sfida che perdura da generazioni: come scambiarsi informazioni senza essere intercettati dal nemico?

Oggi, pare che il futuro dei messaggi in codice sia affidato ai batteri. Scienziati statunitensi hanno ingegnerizzato geneticamente diversi ceppi di Escherichia coli, allo scopo di ottenere batteri in grado di illuminarsi ciascuno di un colore diverso se esposti a luce ultravioletta.

Hanno poi creato un semplice codice basato su combinazioni di bue tipi di batteri: ad esempio, arancio più verde corrisponde alla “d”. 

I batteri sono poi stati fissati su una membrana di nitrocellulosa ( un materiale di aspetto simile alla carta) e lasciati assiccare fino a perdere la colorazione. Il destinatario può riattivare i batteri e, se in possesso del codice cromatico, decifrare il messaggio.

Per codificare il messaggio in maniera ancora più sicura, durante la fase di inserimento del DNA che determina la luminescenza dei batteri è stato aggiunto un gene di resistenza antibiotica. In questo modo, soltanto utilizzando l’antibiotico “giusto” si garantisce la sopravvivenza dei batteri che veicolano il messaggio cifrato. 

La ricerca, condotta presso la Tufts University in Massachusetts, è stata finanziata dalla Defense Advanced Research Projects Agency degli Stati Uniti. 



redazione