“Melodie notturne” la raccolta da leggere per poter concludere l’estate

Ricordi, così astratti eppure così tormentosi.

Sono loro a dar voce alla raccolta di poesie “Melodie Notturne”, frutto della giovane autrice Alessandra Nepa e pubblicata dalla casa editrice Tabula Fati. 

L’antologia si compone di ventinove poemi, ognuno dei quali è un piccolo viaggio nella memoria.
L’atmosfera che si respira sfogliando le pagine è marittima, tanto che sembra quasi di trovarsi in uno di quei paesaggi descritti da Giovanni Verga. Il mare fa da sfondo ad un amore perso, e come un porto sicuro torna sempre a dare conforto all’autrice.

Il dolore che si legge tra le righe ha lasciato il suo segno, e come una ferita aperta torna ancora a bruciare attraverso i ricordi. Ricordi che se da una parte fanno male, dall’altra non vogliono andarsene, rimanendo vivi nel pensiero della scrittrice e da lei custoditi come un cimelio.

Nei versi delle poesie si sente il desiderio potente di voler tornare indietro, ad un passato che vuole prepotentemente riemergere. I rancori non vengono nascosti, così come il rimorso di aver potuto fare qualcosa in più.

Ad avvicinare l’autrice e i lettori sono soprattutto le figure retoriche: lo stato d’animo della poetessa è concretizzato dalle allegorie, e grazie alla moltitudine di metafore e similitudini scelte, le emozioni della Nepa si trasformano in tante immagini da vedere e da toccare con mano.

Il linguaggio, tuttavia, non si perde in fantasticherie ma rimane crudo, quasi verista, rispettando la durezza del momento.

Le ventinove poesie presenti nella raccolta sono un alternarsi di tempi. Il passato, rimembrato sempre con cuore pesante ma felicità dell’attimo; il presente, caratterizzato da insicurezza e nostalgia e un futuro che non vuole arrendersi, perché “La voglia di sbocciare non muore”.

A riempire la raccolta, poi, ci sono altri protagonisti: uomini e donne, rifugi per l’autrice e rappresentanti di un’epoca ormai passata, fatta di gente orgogliosa e valori forti, come le onde che si infrangono in tempesta. I versi della scrittrice lasciano intendere una nostalgia di questi tempi, forse mai vissuti ma tanto ricercati.

La raccolta poetica “Melodie Notturne” è capace di raccontare il grido del ricordo, che seppur passato rimane assordante.

Pubblicata nel mese di settembre, funge un po’ da portavoce della tipica malinconia di fine estate, quando il cuore è ancora pieno della calda brezza degli amori estivi e deve far fronte al freddo autunno, la realtà, alle porte. Attraverso i suoi versi l’autrice ci porta a fare i conti con la stanchezza di una delusione amorosa, senza mai, tuttavia, lasciarsi andare. A proteggerla, infondo, ci sono sempre i suoi porti sicuri.

 

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Azzurra Candelari