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L’umanità distrutta dal “Odio” la racconta Daniele Rielli

Viviamo in un mondo inquieto, tecnologicamente evoluto ed emotivamente fallito. La società moderna ci impone standard, ci spinge all’odio, si adagia sul populismo. “Odio” l’ultimo romanzo di Daniele Rielli ci sputa in faccia la realtà: la rete è un posto oscuro e tutti noi siamo manovrati.

Il romanzo parla di Marco De Sanctis, imprenditore e creatore di “Before” laureato in filosofia, ha abbandonato la sua vena intellettuale per inseguire i soldi e buttarsi nel mondo digitale insieme al suo alter ego, Giovanni Taddei, il Mastro. Before è una piattaforma che comprende le tue emozioni, le tue aspirazioni. Il viaggio di Marco lungo tutto il film è fuori da comune ma rivela quanto paradossale sia il dietro le quinte dei palazzotti del potere e dei media. Il protagonista però ha uno scheletro nell’armadio: era stato accusato a ventitré anni di aver ucciso una ragazza, Martina Scalzi, durante delle vacanze in Salento, subito dopo aver fatto sesso con lei. Le accuse erano infondate il colpevole si era costituito, ma Marco ha vissuto il carcere per mesi e i media hanno distrutto la sua immagine. Dopo anni questo triste capitolo della sua vita riappare e si manifesta con tutta la sua ferocia. I giornalisti non sanno che al centro dei pensieri di Marco De Sanctis ora, più delle accuse e dei sospetti, ci sia il dispositivo che sta per lanciare sul mercato e la sua capacità di rivelare il cuore oscuro degli esseri umani.

In questo romanzo Rielli mostra la deriva della società contemporanea, gli altri personaggi del libro risultano alienati da una quotidianità senza aspettative, ideologie. Si vive formattati nell’immagine e nel pensiero dentro un cliché. Tutto inizia con una cena tra amici e l’analisi dei personaggi. Come vivresti sapendo che un tuo amico conosce perfettamente chi sei su internet, cosa cerchi, i like che metti e cosa nascondono le tue parole?

Questo romanzo fa per voi se avete amato “Black Mirror”, una sorta di dispotico racconto di realtà paradossali ed estreme. La cosa più difficile da digerire è la costante ondata di odio che si mostra in tutta la vicenda: odio verso la politica, verso i propri amici, i media e la loro macchina del disprezzo alla ricerca di colpevole da dare in pasto al branco. E’ triste pensare di vivere in un mondo in cui sei colpevole perché lo dice uno qualsiasi su internet, senza alcun titolo o prova. L’arena tecnologica ha dato voce a tutti, anche quelli che non hanno nulla di intelligente o produttivo da dire. Gente che non riesce a dare un contributo costruttivo ma solo distruttivo del genere umano.

Ecco probabilmente questo mondo distopico messo in scena da Rielli non è poi così distante; la pandemia doveva avvicinarci, la nostra vita non doveva più essere la stessa eppure l’odio è ancora imperante nelle nostre vite.

E’ un libro che si intrufola nella psiche moderna raccontando il crescere dell’odio simbolico e verbale nel nostro tempo, soprattutto la facilità brutale e un po’ compiaciuta con cui vengono distrutte le vite civili di molte persone al primo accenno di controversia, spesso senza preoccuparsi neppure di attendere l’esito di un processo. C’è un grande bisogno di capri espiatori nell’aria e questo romanzo ve ne offre uno. 



Claudia Ruiz