Letteratura digitale: quando Calvino fa clic

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Di Federico Frigo  per Social Up!

Se pensavamo che studiare la letteratura sui libri di testo fosse noioso, l’Atlante Digitale del ‘900 è quello che fa per noi. Promosso e sostenuto dal Ministero della Pubblica Istruzione, questo strumento permette, attraverso l’inserimento di una parola chiave, di trovare immediatamente l’autore cercato, tramite una scheda con tanto di foto, biografia e indice bibliografico.

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Questo archivio, però, sebbene incoraggiato dal Ministero dell’Istruzione, non si rivolge solamente agli studenti, ma a chiunque sia interessato ad un approfondimento letterario o anche solamente a soddisfare una curiosità a proposito per esempio di Pirandello o Calvino. Il progetto mira a estendere la coscienza e la conoscenza letteraria a un pubblico quanto più possibile ampio, e tra gli indubbi vantaggi quello di ridurre la tempistica di ricerca in un archivio “manuale” a favore della quantità di tempo effettivamente spesa sulle informazioni desiderate, trovate attraverso un semplice clic e l’inserimento di una parola chiave.

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La tecnologia, insomma, dà prova una volta di più di potersi adattare ad ogni ambito del sapere, persino a quello umanistico, per definizione il più legato alla carta stampata e alla consultazione “concreta”. Dopo gli e-book e i libri scolastici misti, l’archivio digitale segnala ancora una volta la sempre più massiccia collaborazione tra il progresso tecnologico e l’abitudinarietà (un po’ nostalgica) di leggere un libro sfogliandone le pagine e assaporandone il profumo, ma certamente amplia la possibilità di fruizione ad un pubblico sempre più vasto, considerato anche che il costo di consultazione non esiste.

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Per chi non fosse ancora soddisfatto di questa rinfrescata tecnologica che è stata data alla letteratura, la ciliegina sulla torta di questo progetto è un ulteriore archivio, ancora in fase di realizzazione, che vuole accogliere anche le voci trascurate dall’editoria, come gli inserti saggistici, le citazioni, le annotazioni autoriali, e che ben presto potrebbe portare la letteratura a non avere nulla da invidiare, in fatto di progresso, a tutte le altre arti.