Legalizzare il topless in piscina, l’audace referendum in un paese della Catalogna

Claudia Ruiz

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Sono giorni di fermento politico in Italia così come in Europa: la Gran Bretagna alle prese con la Brexit, l’Europa tutta si interroga sulla sorte dei migranti, l’Italia fa la voce grossa ribellandosi e la Spagna? 

Ebbene, anche la penisola Iberica non è esente dai problemi di disoccupazione, referendum di indipendenza, conflitti politici e un’economia che non decolla nemmeno a pedate. Ma i problemi sociali non finiscono qui, negli ultimi mesi infatti ha tenuto banco un’annosa questione in un piccolo paesino della Catalogna: permettere o no alle donne di restare in topless nella piscina comunale?

La popolazione è sconvolta, i politici non sanno che fare, c’è chi rivendica il diritto all’esposizione pubblica del proprio seno, chi invece più conservatore e cattolico aizza i principi di morale e pubblica decenza. 

Il consiglio comunale di Ametlla del Vallès ha quindi preso una decisione importante, sappiamo quanto in Catalogna piaccia fare consultazioni pubbliche, così ha indetto un referendum per permettere alla comunità di esprimersi sull’argomento. Non contenti, su richiesta dell’Osservatorio sull’uguaglianza di genere, in base al risultato della consultazione popolare il governo sarà costretto ad adeguare i regolamenti e le attrezzature presenti all’interno della piscina comunale. Insomma, mica una cosa da niente.

Come indicato dal consiglio comunale, l’Osservatorio per l’uguaglianza di genere ha insistito sul fatto che la consultazione fosse limitata al “gruppo interessato”, che in questo caso sono donne. Così infatti è stato, dal 25 Maggio al 10 Giugno le donne di età superiore ai 16 anni residenti nel paesino di circa 8.400 abitanti hanno potuto dire la loro in merito. Il Sì al topless ha vinto con il 60,9%, con un’affluenza attestatasi attorno al 10%.

Questo parapiglia politico è nato dalla denuncia a carico di due donne che la scorsa estate hanno preso il sole senza la parte superiore del costume da bagno. Il bagnino ha allertato la polizia locale dopo che le due donne hanno ignorato la richiesta di rivestirsi. I reati imputati sono disturbo dell’ordine pubblico e di resistenza all’autorità. 

Una vicenda poco nota che però ha suscitato grande interesse, a tal punto che la scorsa settimana a un anno dal fattaccio, il referendum sul topless è stato la consultazione locale con la maggiore affluenza di votanti mai celebrato in città. 

Che aggiungere, i voto è sovrano quindi FREE THE NIPPLE!