Le “Notti Brave” di Carl sono un’orgia musicale da record

Sandy Sciuto

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Lasciato a casa Franco 126, l’altra metà di sé, Carl Brave ha pubblicato il suo primo album da solista per Universal, raggiugendo in soli dieci giorni i vertici di Spotify e della classifica dei dischi più venduti.

Arrivato dopo “Brave EP”, il nuovo progetto discografico di Carl Brave – all’anagrafe Carlo Coraggio – contiene ben quindici tracce. Non è un disco solo pop, rap o indie: è tutti questi generi ed anche di più.

Per l’occasione, infatti, Carl Brave ha scelto di cantare con chi vende dischi in Italia e, in un certo qual modo, rappresenta cosa è la musica italiana oggi. Non stupisce la varietà di nomi: da Francesca Michielin e Fabri Fibra a Giorgio Poi e Coez; ci sono anche Gemitaiz, Emis Killa, Frah Quintale e l’immancabile Franco 126.

«Questa cosa mi piace moltissimo – dice Coraggio soddisfatto – mi stimolava l’idea di far entrare nel mio mondo gli artisti che stimo e che da sempre ascolto, esplorando e confrontandomi assieme a loro».

Non manca nessuno per l’esordio da solita di Carl Brave che, senza alcuna velleità di apparire quel che non è, nel disco ha messo tutto se stesso: i racconti della vita quotidiana, la dimensione serale che più gli appartiene, la sua Roma vissuta attraverso Trastevere, l’amore metropolitano e la morte del cane (in “Accuccia”).

«Ho sputato il sangue in questo disco, sono sicuro. A me piace tantissimo il lavoro fatto, ed è questo che mi importa – ha dichiarato Carl – Se dovessi spiegarla a chi non la conosce gli direi che Roma è una città che ha due facce: di giorno è una città nervosa, con i turisti, il traffico, il casino. Ma di notte si trasforma, si calma e ti fa pensare tanto».

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Tra tutti l’impegno. Carl Brave non ha dubbi: «Anche per fare musica ti devi allenare, ti devi impegnare. Io lavoro tantissimo sia con le basi sia con le parole e con il loro suono. Ci sono parole che suonano bene, come “cassonetto”, e parole che suonano male, come “amore”. Troppo abusata e troppo facile».

Segue a ruota che Brave parla alla pancia della sua generazione con rime facili e dirette. Tra amori brevi, fallimenti esistenziali, messaggi non letti e spunte blu, incertezza per il futuro lavorativo e personale, Carl sale e scende dalla ruota panoramica della vita con autenticità disarmante. Non è un caso che i ventenni e i trentenni lo ascoltano, si riconoscono nei suoi testi e lo condividono.

A ciò si aggiunga che in “Notti Brave” ha collaborato con gli artisti del momento della scena musicale italiana con testi ed arrangiamenti ben studiati e che ricordano il lato da produttore prima e di cantautore dopo di Brave.

Canzoni come “Fotografia” cantata con Fabri Fibra e Francesca Michielin, “Camel Blu” in featuring con Giorgio Poi e “Chapeau” in cui troviamo la voce di Frah Quintale sono già ai primi posti delle classifiche di Spotify.

Il video ufficiale di “Fotografia” in cui Carl Brave con Fibra e la Michielin hanno preso le sembianze dei Simpson ha superato il milione di visualizzazioni su Youtube e, ad una settimana dall’uscita, “Notti Brave” è il disco più venduto.

Tanti consensi e successo non sono un caso né fortuna passeggera. Carl Brave è riuscito a creare una propria cifra stilistica e un proprio mondo poetico e musicale avendo dalla sua una forte capacità comunicativa e bravura.

Se al momento è in giro per l’Italia con l’instore tour per presentare “Notti Brave” e firmare le copie, tornerà presto a suonare dal vivo con Franco126.

Le prime date già annunciate sono: il 12 luglio al Rock in Roma, Ippodromo delle Capannelle, il 14 luglio a Collegno (TO), Flowers Festival – Parco della Certosa ed il 2 settembre a Sesto San Giovanni (MI), Carroponte.

Mettetevi il cuore in pace: Carl Brave col coraggio nel cognome reale piace tanto perché è bravo ed impegnato. Il suo “Notti brave” è la miglior orgia musicale italiana del 2018.

Ammucchiatevi per credere!

Buon ascolto!