Le meraviglie dell’Antico Egitto

In #CulturalMente by Andrea ColoreLeave a Comment

Un’antica civiltà, una storia millenaria. Una terra fertile, un lungo fiume. Una delle prime magnifiche manifestazioni di civiltà della cultura mondiale, sorta nel vicino Oriente. Tutto questo è l’Antico Egitto. Un Egitto che non è fatto solo di faraoni, piramidi e sfingi. L’Antico Egitto è molto di più. L’Antico Egitto è storia, cultura e molto altro ancora.

La millenaria storia dell’Egitto inizia nel lontano 3000 a. C. nei pressi della foce del grande fiume Nilo, il più lungo del mondo. Dire in questa sede qualche parola sulla storia dell’Egitto e dei suoi faraoni sarebbe dispendioso, per questo ci limiteremo a dare qualche informazione in merito all’immensa cultura che questa antica civiltà ci ha consegnato. Il mondo imputa la nascita della cultura Occidentale alla filosofia greca e al diritto romano, di certo dei fari nel mondo. Spesso però dimentichiamo che prima dei Greci e dei Romani, la cultura egiziana – e in generale delle civiltà potamiche del Medio Oriente – si è sviluppata in modo non indifferente, per dopo penetrare sempre più a fondo nella nostra cultura Occidentale grazie alle conquiste romane prima e ai domini stranieri poi. Attraverso un breve e curioso viaggio nel tempo, vi faremo scoprire l’arte e le abitudini della più bella e raffinata civiltà antica.

La prima cosa che viene in mente quando di parla di Antico Egitto sono sicuramente le piramidi, le monumentali tombe dei faraoni. Quelle di Giza oggi sono le più famose, “protette” dalla Grande Sfinge che avrebbe augurato una serena vita nell’aldilà al faraone. La prima piramide venne costruita per il faraone Djoser da Imhotep, famoso architetto, nel corso della III dinastia egizia, regnante 4700 anni fa! Abituati a vedere la classica forma di piramide perfetta, in origine questi mausolei erano più simili alle ziqqurat sumere, strutture religiose che funzionavano anche occasionalmente come deposito visto che spesso i sacerdoti erano anche funzionari statali. L’Egitto non fu solo grandi monumenti, deserti e papiri: tutti conoscono le famose mummie, da cui poi sono derivati dei certo romanzeschi film d’avventura. Non tutti sanno come veniva preparato il corpo prima di essere seppellito che, nel caso dell’imperatore, veniva posto nel monumentale mausoleo e nel caso dei più umili in una semplice fossa, molto spesso senza ricorrere a suddetti processi. La mummificazione di un corpo poteva durare oltre 60 giorni. Ma come avveniva esattamente questo disgustoso, per quanto ben studiato, metodo di conservazione? I deboli di stomaco sorvolino questo paragrafo..

Il primo passo era svuotare il morto: i polmoni e le altre viscere venivano prelevati da un taglio nell’addome mentre il cervello veniva estratto dal naso con degli uncini. Il cuore non veniva prelevato perché si pensava fosse la sede dell’anima. Gli organi venivano poi messi in dei contenitori (i vasi canopi) che raffiguravano i figli del dio Horus. Ad ogni vaso corrispondeva un particolare contenuto (stomaco, intestini, fegato, polmoni) e un particolare personaggio mitologico, soprattutto a partire dal Nuovo Regno egizio (1550 a.C. – 1069 a. C.). Il cuore era invece la chiave per accedere nel regno dei morti: giusto al cospetto degli dei, al defunto veniva pesato il cuore per provare la leggerezza della sua anima. Se fosse stata troppo pesante, simbolo di peccato, il defunto veniva divorato e gli veniva preclusa l’entrata nell’aldilà. Solo in epoca tarda gli organi venivano reinseriti nel corpo, dopo un trattamento al corpo, avvolti nelle bende. Dopo l’estrazione il corpo veniva immerso per 40 giorni nel natron, un sale naturale che si depositava sul Nilo. Inseguito, l’insorgere dei decompositori era rallentato da rivestimenti di alcol e vino di palma. Dopo un ultima unzione con oli profumati e impacchi con bende, il corpo era completamente disidratato pronto per le ultime fasi di bendaggio, copertura del taglio addominale e sepoltura.

Un aspetto decisamente interessante del panorama culturale dell’Antico Egitto è la religione. Gli Egizi erano politeisti e veneravano un ampio pantheon che contava numerosissimi e, perché no, originalissimi dei antropomorfi. Atum è il dio degli dei, creatore dell’universo, che si è autocreato e ha avuto come sposa la sua ombra; Ra è il dio del sole dalla testa di falco; Osiride (dio dei morti), fatto a pezzi dal fratello Seth (dio del caos, dei deserti e delle sventure) e ricomposto dalla sposa e sorella Iside (dea della luna, della famiglia e della medicina);  Thot, il dio dalla testa di ibis, protettore delle scienze, patrono degli scribi e inventore della scrittura; Horus, figlio di Iside e Osiride, dio protettore del cielo e uccisore dello zio cattivo Seth; Maat, dea della giustizia; Anubi, il dio degli imbalsamatori e chi più ne ha più ne metta! Le divinità egizie sono davvero tante! Inoltre, gli antichi Egizi veneravano i gatti, tanto da venerare una dea con le sembianze da gatto: Bastet. Oltre ai gatti, venivano venerati anche gli scarabei, soprattutto attraverso gli amuleti, le mucche oppure tutti gli animali le cui teste erano quelle degli dei zoomorfi, perché si credeva fossero delle rappresentazioni divine nella vita reale.


A livello culturale
, gli antichi Egizi furono all’avanguardia in numerosi campi, primo fra tutti la matematica. Gli Egizi disponevano di un sistema di numerazione abbastanza avanzato per l’epoca, capace di risolvere sistemi di equazioni e compiere rudimentali valutazioni ingegneristiche per la costruzione dei mausolei e delle infrastrutture, oltre al fatto che, ovviamente, disponevano di nozioni di goniometria. Conoscevano le potenze e le frazioni, le equazioni di secondo grado e i volumi, oltre che la formula per il calcolo dell’area del cerchio. In più, in numerosi papiri sono stati scoperti moderne tecnologie mediche. Grazie allo studio effettuato sulle mummie è stato possibile capire come gli Egizi curassero malattie come tumori, carie o vaiolo. A prescindere da ciò, gli Egizi avevano capito l’importanza dell’igiene personale: si lavavano regolarmente le mani e si facevano docce giornaliere; disprezzavano l’acqua stagnante e, pensate un po’, si lavavano i denti col bicarbonato! E c’è di più: si curavano unghie e capelli e usavano oli profumati al posto del sapone (che non esisteva ancora) per la cura della pelle la sua idratazione! Gli Egizi erano anche abili astronomi che studiarono le fasi di Luna, la misurazione del tempo, la congiunzione dei pianeti con il Sole e crearono gli “orologi stellari” basati sull’osservazione degli astri. Inoltre, gli Egizi crearono anche un loro calendario e la clessidra ad acqua. Infine, nemmeno in arte e in musica gli egizi erano secondi a qualcuno: nonostante l’origine antica di queste due discipline, gli Egizi utilizzavano le proporzioni (per l’architettura e la raffigurazione delle figure umane oltre che per le scale musicali), spesso ritenuta la grande svolta dell’arte rinascimentale del 1500!

Una popolazione sottovalutata, quella egiziana, considerata sola alla luce delle piramidi e del canale di Suez. Ma che cosa nascondono le sabbie del deserto? Quali affascinanti scoperte hanno permesso di considerare l’Egitto una delle culle della società moderna? Il viaggio nella terra dei faraoni è appena iniziato…